[402.] Villehard. § 25-26, p. 9.Rhamnusius de Bello Costante l. I, p. 27.

[403.]

I Veneziani avevano domandato per 4500 cavalli, 4 marchi lir. 18,000
Per i loro cavalieri, 2 marchi 9,000
Per due scudieri per cavallo, nove mila scudieri, 2 marchi 18,000
Per venti mila pedoni, 2 marchi. 40,000
Totale N. 85,000

Perchè i Veneziani fecero sempre le loro monete con argento purissimo, valuto il marco cinquanta lire, e la totale somma lir. 4,250,000 lire francesi, lo che è ben lontano dal formare un prezzo esorbitante.

[404.] Villehard. § 30.

[405.] Lo storico Andrea Dandolo, uno de' suoi discendenti, dice soltanto che aveva la vista debole, et visu debilis. Lib. X, c. 3, p. XXX, p. 322. Ducange nelle sue Osservazioni sopra Villehardovin, N.º 204, assicura che a tal epoca aveva novantaquattro anni, e novantasette quando morì l'anno 1205. Nè Villehardovin, nè Andrea Dandolo non indicano, parlando della sua vecchiaja, una così straordinaria età.

[406.] Villehard. § 32-33. È questo il vocabolo inglese plenty, abbondanza, che trovasi frequentemente in Villehardovin; e ne abbiamo fatto pluralità.

[407.] Gesta Innocentii III, c. 61. p. 507 e seguenti.

[408.] Ib.

[409.] La moglie di Filippo era quella principessa greca ch'era stata promessa a Guglielmo, figlio di Tancredi, e caduta in mano di Enrico IV nella presa di Palermo. Conrad. Ab. Usperg. Ch. p. 304.