[104.] Tale regolamento viene riferito per intero da Radevico, lib. I, c. 26. Un Tedesco contemporaneo, e suddito di Federico, chiamato Guntero, fece un poema di 12 canti dei quattro libri d'Ottone di Frisinga, e del continuatore Radevico. Gli ha quasi sempre servilmente parafrasati ne' suoi versi, che pure sono i meno cattivi dei poeti storici di questo secolo. Egli tradusse perfino questo regolamento, lib. VII, p. 101, ciò che forma una strana sorte di poesia. Il suo Ligurinus si stampò in Basilea del 1569 in seguito alla storia di Ottone di Frisinga per cura di Pitteo.
[105.] Otto Morena, p. 1007. — Sire Raul, p. 1180. — Radevic. Frising. l. I, c. 29. — Gunterus in Ligurino, l. VII, p. 105.
[106.] Otto Morena, p. 1009. — Joh. Bapt. Villanovæ, Laudis Pomp. hist. ap. Grævium, t. III, lib. II, p. 863.
[107.] Radev. Frising. l. I, c. 31.
[108.] Idem l. I, c. 32. — Sire Raul, p. 1180.
[109.] Radevico dice che la città aveva cento stadj di circuito. Questa misura greca ugualmente straniera allo storico tedesco ed agli assediati, non ci dà che un'idea assai inesatta. Le mura presenti hanno circa sei mila tese di lunghezza.
[110.] Eranvi altravolta in tutte le piazze di Roma, e probabilmente in tutte le colonie romane, di tali portici chiamati archi di Giano, destinati a difendere i mercanti dal sole e dalla pioggia. L'arco di Giano quadriforme nel Velabro di Roma è il solo che siasi conservato fino ai nostri giorni. La torre posta sull'uno e sull'altro erano opere posteriori de' tempi barbari.
[111.] Rad. Fris. l. I, c. 38. — Otto Morena, p. 1013.
[112.] Tre franchi. Le monete de' tempi d'Ottone erano state alterate assai: Federico le ristabilì. Il suo danaro d'argento pesava un danaro ed un grano; ma lasciò ugualmente in corso il danaro di terzuolo pesante 18 grani con un terzo di fino e due di rame. Venti di questi grani formavano il soldo in discorso. Devo al conte Luigi Castiglione di Milano, ed alla sua ricca collezione di monete milanesi, tutte le mie teorie intorno alla storia monetaria di Lombardia, che gli antiquarj hanno lasciata nella più profonda oscurità.
[113.] Forse alcuno l'avrà scritto, ma non so che nemmeno a que' tempi potessero provare gli ulivi presso Milano. N. d. T.