[114.] Radev. Frising. L. II, c. 39.

[115.] Rad. Fris. t. I, c. 40 — Ligur. l. VIII, p. 114.

[116.] Questo trattato viene fedelmente riportato da Radevico Frisingense. L. II, c. 41.

[117.] Il preambolo di questo trattato non ricorda nè l'umiliazione dei Milanesi d'implorare perdono, nè la clemenza dell'imperatore di accordarla. Niente ritrovasi nella sua forma che sia più duro delle condizioni. Comincia con semplicità in tal modo. «In nomine Domini nostri Jesu Christi, haec est conventio per quam Mediolanenses in gratiam imperatoris redituri sunt et permansuri.»

[118.] Le nostre guide in questa parte di Storia fino alla conquista di Milano sono tre scrittori contemporanei. Radevico Canonico di Frisinga di cui ho già parlato, è il primo. Allievo di Ottone di Frisinga di cui ne continuò la storia, adotta i suoi pregiudizj di famiglia, ed è come il maestro, appassionato ammiratore di Federico cui dedicò la sua Storia, cercando ad ogni modo di dar risalto alla sua gloria, a spese de' suoi nemici. Pure non era insensibile all'entusiasmo della libertà, e siccome d'ordinario riporta estesamente gli atti originali, la verità traspira dalla sua narrazione ancora quando non è favorevole al suo Eroe. Il secondo è Ottone Morena: magistrato lodigiano, ed impiegato da Federico nell'ufficio di giudice, scrisse una storia de' suoi tempi, intitolata Historia rerum laudensium assai voluminosa, ed abbondante di curiose particolarità, ma marcata dell'impronta di quella servilità che io rimprovero ai legisti italiani, e piena d'invettive contro Milano. Abbiamo finalmente uno storico milanese Sire Raul, o Rodolfo milanese, la di cui storia di Federico I sempre abbreviatissima, e probabilmente interpolata in più luoghi, c'istruisce assai più delle passioni de' Lombardi, che de' fatti. Qualunque ella siasi, ci è pertanto preziosa, perchè Rodolfo è il solo scrittore repubblicano di questo mezzo secolo, di cui siasi conservata l'opera, col di cui sussidio si possano rettificare gli esagerati racconti degli scrittori del contrario partito. Lessi pure, ma con pochissimo profitto, due scrittori tedeschi contemporanei Otto de Sancto Biasio, ed Abbas Uspergensis Chronicon.

[119.] Rad. Fris. lib. II, c. 4. p. 786. — Gunther. Ligurinus, l. XVIII, p. 124.

[120.] Otto Mor., p. 1019. — Radev. Fris., l. II, c. 7.

[121.] Radev. Fris. l. II, c. 6.

[122.] Radev. Frisin. l. II, c. 7.

[123.] Idem, l. II, c. 9.