[134.] Radev. Frising. l. II, c. 48, et 49.
[135.] Otto Morena p. 1046.
[136.] Radev. Fris. l. II, c. 59. — Otto Moren. 1045, 1047. — Guntheri Ligurinus l. X. p. 148, 150.
[137.] Radev. Fris, l. II, c. 62.
[138.] Quantunque le repubbliche lombarde impugnassero le armi per difendersi contro le armate imperiali, non cessarono però mai, anche in tempo che trovaronsi vittoriose, di riconoscere le prerogative dell'Impero e di rispettare l'imperatore, che non avrebbe facilmente trovato veruna città ribelle, se loro avesse lasciati i privilegi accordati da Ottone il grande, e non si fosse collegato, per opprimerne alcune, colle città rivali, le di cui milizie sfogavano sotto il di lui nome i loro odj privati sui vinti. Del resto quante lagrime e quanto sangue dovettero versare quelle semi-repubbliche per una larva di libertà, ed in sostanza mancanti di vera indipendenza, di unione fra loro e per conseguenza di quiete e di ogni civile felicità! N. d. T.
[139.] Barron. ad ann. 1159, § 70, et sequ. — Vita Alexan. papæ III a Card. Arragon. t. III, Rer. Ital. p. 448.-450.
Qui incominciamo a far uso della storia di Alessandro III, scritta da un autore contemporaneo e raccolta con alcune altre dal cardinale di Arragona. Questa preziosa opera ci compensa di quella di Radevico che termina poco dopo quest'epoca. Essa devesi piuttosto risguardare come la storia della guerra di Lombardia, che come quella del pontefice. Questa storia, ordinatamente scritta, è particolarizzata in modo che ben si conosce dettata da un testimonio oculare; e vi si trova tutta quella imparzialità che può pretendersi da una storia scritta in mezzo alle guerre civili. Sembra probabile che l'autore morisse prima di papa Alessandro, poichè il racconto non arriva che fino al 1178. Le altre due vite, quasi contemporanee, dello stesso papa raccolte da Amalrico Augerio e da Bernardo Guidone, non meritano pure di essere ricordate.
[140.] L'elogio che il nostro autore fa alla vita anonima di papa Alessandro III, non deve farci dimenticare dell'epoca in cui fu scritta, nè l'autore di essa, quantunque assai diligente, s'innalza però sopra il livello del suo secolo. N. d. T.
[141.] Otto Mor. p. 1061. — Radev. Fris. l. II, c. 75. Questa è l'ultima notizia che prendiamo da così pregevole scrittore, il quale dettò la sua storia lo stesso anno 1160, e la terminò allorchè furono licenziate le truppe allemanne. Alla stessa epoca termina Guntero il suo poema; onde dei Tedeschi non ci rimangono che Ottone da s. Biagio e l'abate Uspergense. Sussidio assai debole.
[142.] Otto Morena Hist. Laud. p. 1087.