[193.] Il nostro autore avrebbe dovuto avvertire l'enorme disuguaglianza delle città componenti la lega e la ricchezza del loro territorio, potentissimi ostacoli al mantenimento di un governo federativo. N. d. T.
[194.] Murat. Diss. XLVIII, p. 265, 266. — Nella formola del giuramento trovansi queste parole: neque pacem, neque treguam, neque guerram recruditam cum imperatore faciam.
[195.] Giuramento del reggente dell'associazione delle città in gennajo 1176. Murat. Ant. It. Diss. XLVIII, p. 269.
[196.] Intorno ai dominj ed alla successione dei conti Guido veggansi le ricerche di Fr. Idelfonso da s. Luigi. Delizie degli eruditi toscani t. VIII, p. 89 e 195.
[197.] Breviar. Pisanae Hist. Rer. Ital. t. VI, p. 186.
[198.] Cron. di Bern. Marangoni p. 436. Brev. Pis. Hist. t. VI, p. 187.
[199.] Le Cronache di Pisa accusano Cristiano d'essersi lasciato guadagnare dall'oro de' Lucchesi.
[200.] Brev. Pisanae Hist. p. 188. An. Genuens. t. II, p. 347. e seguenti.
[201.] Eransi i Veneziani disgustati nel 1171 con Manuele Comneno, il quale prima di dichiarar loro la guerra aveva fatto arrestare tutti i negozianti veneti, e porre sotto custodia le loro mercanzie. Questa nuova lite li consigliò a cercar l'alleanza di Federico, abbandonando la lega lombarda amica di Manuele. Jo. Cinnami Hist. l. VI, c. 10. p. 128.
[202.] Boncompagno dotto Fiorentino, che fu il primo professore di belle lettere nell'università di Bologna, scrisse cinquant'anni più tardi una elegante relazione di quest'assedio. Probabilmente è questi lo scrittore indicato dal Sigonio col nome di Beno Fiorentino. L. V, anno 1218. Tale relazione trovasi nel tom. VI, R. Ital. del Murat. p. 921. sotto il titolo Liber de obsidione Anconae auctore Magistro Boncompagno Florentino.