[203.] Boncomp. de obsid. Anconae p. 929.

[204.] Boncompagni Obsidio Anconae c. 4. p. 931.

[205.] L'autore dice due, e tre moggia. La misura attuale d'Ancona si chiama rubbia, e pesa seicento quaranta libbre di dodici once. Ho supposto che sia l'antico moggio.

[206.] Boncompagni Obsidio Anconae c. 10. p. 933. I discorsi che si attribuiscono ai personaggi storici sogliono considerarsi come verosimili invenzioni dello scrittore: ma quand'anche il presente fosse di Buoncompagni e non del vecchio cui viene attribuito, l'avversione che l'autore manifesta per la servitù dei preti non sarebbe meno notabile in un professore guelfo di Bologna, che in un abitante d'Ancona. Sono in un modo o nell'altro le opinioni di quel secolo, e poco monta il sapere chi le manifestasse. Ho abbreviato alquanto il discorso, senza farvi verun altro cambiamento.

[207.] Il castello di Bertinoro, che già appartenne alla contessa Matilde, è posto tra Forlì e Cesena vicino a Forlimpopoli.

[208.] Boncomp. Obsidio Anconae c. 11, p. 37.

[209.] Boncompagni Obsidio Anconae c. 24. p. 944. — Joan. Cinnami Hist. l. VI, c. 12. p. 131. Bisan. Ven. t. XI. — Il Cinnamo non parla che della contessa, e le attribuisce una compiuta vittoria sull'armata del prelato. — Romuald. Salernit. Chron, p. 214.

[210.] Vita Alex. III, a Card. Arrag. p. 463.

[211.] Romualdi Salern. Chron. p. 213.

[212.] Sigonius de Regno Ital. Lib. XIV, p. 326.