[1.] Giannone, Istoria Civile del Regno di Napoli, l. XVI, c. 8, p. 537.

[2.] Galvan. Flam. Manip. Flor. c. 264, p. 671, E. t. XI. — Ann. Mediol. c. 5, t. XVI, p. 644. — Corio p. II, p. 97. b. — Potrebbe darsi che questi tre storici si fossero copiati l'un l'altro, non essendo contemporanei. Nella lettera in cui Federico parla di questa ribellione al re di Castiglia, non accusa il papa. Petri de Vineis l. III, c. 26, p. 439.

[3.] Chron. Richardi de s. Germano, p. 1034.

[4.] Raynald. An. Eccles. ad an. 1231, § 22, p. 379.

[5.] Raynal. Annal. Eccles. ad annum 1235, § 9, p. 423. — Vita anonim. Gregorii IX, p. 581, t. III Rer. Ital.

[6.] Richardi de s. Germano Chronic. p. 1036. — Giannone l. XVII, c. I, p. 552 e 553.

[7.] Federico scrisse al clero di Sicilia deplorando la morte di suo figliuolo, e raccomandandolo alle loro preghiere. «Per acerbo che sia il dolore, egli dice, cagionato ai padri dalle trasgressioni dei figliuoli, punto non iscema quello ancora più acerbo, che fa provare la natura, allorchè si perdono.» Petri de Vineis Epist. l. IV, c. I, p. 543.

[8.] Rolandini de factis in March. Tarvis. l. II, c. 6, p. 186.

[9.] Riferito da Gerardo Maurizio, che l'aveva ottenuto egli medesimo, p. 35.

[10.] Rolandini l. III, c. 8, p. 205.