Giovanni di Procida non aveva aspettato che la flotta arragonese fosse apparecchiata per passare in Sicilia e scorrere quell'isola sotto diversi travestimenti. Col danaro de' Greci somministrava armi a chiunque non ne aveva; alimentava, riscaldava il loro spirito colla speranza di una pronta liberazione, e soprattutto comunicava ai suoi compatriotti quel profondo implacabile odio contro i Francesi, ch'era la molla di tutte le sue azioni. Egli non formava congiure, ma eccitava le passioni del popolo onde fosse apparecchiato ad ogni avvenimento ed al risentimento dei primi oltraggi, troppo sicuro che non mancherebbe poi qualche eccitamento al comune odio. Chiedeva soprattutto ai nobili ed ai militari che avevano lungo tempo soggiornato nell'interno dell'isola, di passare a Palermo e di frammischiarsi ancora ai loro concittadini, ond'essere a portata di dirigere i movimenti popolari tosto che scoppierebbero[401].

All'indomani della Pasqua, lunedì 30 marzo 1282, i Palermitani, com'era loro costume, si posero in via per andare ai vesperi alla chiesa di Monreale, tre miglia lontana dalla città. Era il passeggio ordinario de' giorni di festa, e tutto il cammino trovavasi coperto di uomini e di donne. I Francesi stabiliti in Palermo, e lo stesso vicario reale prendevano parte alla festa ed alla processione. Questi per altro aveva pubblicato un'ordinanza, che vietava ai Siciliani di portar armi per esercitarsi nel maneggio delle medesime ne' giorni festivi, secondo l'antica usanza[402]. I Palermitani erano dispersi pei prati raccogliendo fiori, e salutando con grida di gioja il ritorno di primavera, quando una giovanetta, non meno distinta per la sua bellezza che pei suoi natali, s'avviò al tempio, accompagnata dallo sposo, cui era promessa dai suoi parenti e da' suoi fratelli. Un Francese per nome Drovet s'avanzò con insolenza verso la giovane, e sotto pretesto di assicurarsi che non avesse armi nascoste, le pose sfrontatamente la mano in seno: la fanciulla cadde svenuta tra le braccia del suo sposo, ed un grido di furore si alza tutto ad un tratto, muojano, muojano i Francesi! e Drovet, ferito colla propria spada, fu la prima vittima della rabbia popolare. Un solo non si sottrasse alla morte di quanti Francesi assistevano alla festa. I Siciliani, quantunque disarmati, ne uccisero duecento in campagna, mentre le campane di Monreale suonavano i vesperi. Dalla campagna il popolo furibondo rientrò in città gridando sempre, muojano i Francesi, e qui la carnificina ricominciò più feroce che mai. Una terribile rappresaglia fa questa del massacro di Benevento e di Augusta, benchè esercitata sopra un minor numero di Francesi: uomini, donne, fanciulli, tutto quanto apparteneva a questa detestata nazione fu messo a morte, ed il ferro andò fino a cercare nel seno d'una sposa siciliana l'abborrito frutto della sua unione con un Francese. Quattro mila persone perirono in questa prima notte[403].

Per grande che fosse l'odio de' Siciliani, mal sapevano risolversi ad imitare l'esempio di Palermo; tutto il mese d'aprile si consumò in vani attacchi de' Francesi contro Palermo ed in trattati di quegli abitanti cogli altri Siciliani. Ma pareva che il furore de' Palermitani fosse contagioso; e la loro resistenza e l'impunità di cui godevano, erano d'incoraggiamento a coloro che volevano imitarli. Gli abitanti di Bicaro ed in seguito quelli di Corleone unironsi a quelli di Palermo, suggellando la loro alleanza col sangue de' Francesi che trovarono nel loro paese, mentre che quelli di Calatafino, governati dal rispettabile Guglielmo de' Porcelets, nobile provenzale, che solo di tutti i Francesi non aveva offesa l'umanità, nè tradita la giustizia, mandavano onoratamente al di là del Faro quest'uomo virtuoso colla sua famiglia. Tutte le borgate e le città dell'isola si andavano una dopo l'altra associando alla ribellione. Messina fu l'ultima ad entrare nella congiura: tutti i soldati francesi eransi rifugiati in questa città; e vi si trovava il vicario reale alla testa di seicento cavalli; ma il 28 aprile i cittadini atterrarono gli stemmi di Carlo d'Angiò, cacciarono il suo vicario ed i soldati al di là del Faro e giurarono di voler essere partecipi della sorte degli abitanti di Palermo. Nel precedente giorno i Palermitani avevano spedita una deputazione a Pietro d'Arragona per invitarlo a venire a prendere possesso del regno di Sicilia e a dare soccorso a' suoi sudditi che si ponevano tra le sue braccia.

La notizia dei Vesperi Siciliani era stata più sollecitamente recata a Carlo d'Angiò; l'arcivescovo di Monreale erasi affrettato di spedirgliela alla corte di Roma, ove allora dimorava. «Sire Dio, gridò Carlo nel riceverla, poichè ti piacque di mandarmi un infortunio, ti piaccia almeno di ordinare che il mio abbassamento si faccia lentamente[404]

FINE DEL TOMO III.

[TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO III.]

Capitolo XVI. Continuazione del regno di Federico II. — Guerra della lega lombarda contro questo imperatore. — Viene dal papa deposto nel concilio di Lione. 1234-1245 [pag. 3]
Anno
Conformità e differenze tra i due Federici e le due leghe lombarde [ivi]
Pericolosa situazione di papa Gregorio IX [5]
1234 Gregorio IX accusato d'aver fatto ribellare Enrico figliuolo dell'imperatore contro il padre [7]
1235 Federico fa prigioniero a Worms suo figliuolo, e lo manda in Puglia, ove muore [9]
Ezelino III da Romano richiama Federico in Lombardia [10]
Ezelino III e suo fratello Alberico eransi tra di loro divisi gli stati paterni l'anno 1232 in seguito all'abdicazione fattane dal padre per divozione [11]
Alberico da Romano signore di Treviso [12]
Ezelino III fatto podestà di Verona l'anno 1226 [13]
1236 Ezelino introduce in Verona una guarnigione imperiale, che rende più ferma la sua autorità [ivi]
Cremona, Parma, Modena e Reggio fedeli alla parte ghibellina [ivi]
Opposto carattere delle aristocrazie e delle oligarchie [14]
Oligarchie sediziose della Marca Trivigiana [16]
Federico II entra in Verona il 16 agosto con un'armata tedesca [17]
Sorprende Vicenza, che abbandona al saccheggio [18]
Padova affida a sedici gentiluomini la cura della sua difesa [19]
1237 Tradimento dei nobili; sforzi del podestà per salvare la repubblica [20]
Padova data in mano d'Ezelino [21]
Questi prende con astuzia alcuni ostaggi che fa custodire nelle sue fortezze [23]
Fa arrestare il priore di san Benedetto, di cui teme l'influenza [24]
Federico II riunisce presso Verona un'armata [28]
Invade lo stato di Brescia [29]
Batte i Milanesi a Cortenova il 27 di novembre [30]
I Milanesi fuggiaschi accolti da Pagano della Torre signore della Valsassina [31]
1238 Federico si avanza nel Piemonte staccando dalla lega quelle città [33]
Assedia Brescia senza riuscita [34]
Guerra tra Ezelino ed il marchese d'Este appaciata da Federico [36]
1239 Federico viene scomunicato da Gregorio IX [37]
Pietro dalle Vigne, cancelliere dell'imperatore giustifica il suo padrone innanzi al popolo di Padova [ivi]
Il marchese d'Este, il conte di san Bonifacio ed Alberico da Romano si staccano dall'imperatore [39]
Principio delle crudeltà d'Ezelino [40]
Federico si porta in Toscana [41]
Guerre civili in Sardegna tra i gentiluomini pisani [43]
I Visconti di Pisa stabiliti in Sardegna si dichiarano per la parte guelfa [ivi]
Le fazioni di Pisa assumono i nomi di Conti e di Visconti [44]
Federico accorda il titolo di re di Sardegna ad Enzio suo figlio naturale [ivi]
1240 Federico s'avvicina a Roma ove Gregorio predica contro di lui la crociata [45]
I Guelfi prendono Ferrara e lasciano morire in prigione il vecchio Salinguerra [47]
Gregorio IX convoca un concilio in Laterano pel susseguente anno [48]
1241 I Pisani armano una flotta per prendere i prelati francesi [51]
I prelati s'imbarcano sopra una flotta genovese e sono attaccati e fatti prigionieri il 3 maggio in faccia a Meloria da Ugolino Buzzacherino dei Sismondi [ivi]
Costanza de' Genovesi dopo la disfatta [52]
Morte di Gregorio IX accaduta il 21 agosto [53]
1242 Vacanza della santa sede. Lettera di Federico ai cardinali [55]
Discordia nelle città cagionata dall'ambizione de' gentiluomini [56]
Pagano della Torre capo in Milano del partito democratico [57]
Fra Leone da Perego arcivescovo di Milano alla testa dei nobili [58]
Guerre tra le città Lombarde [59]
1243 Sinibaldo del Fiesco eletto papa il 24 giugno col nome d'Innocenzo IV [ivi]
Negoziazioni di Federico col nuovo pontefice [61]
1244 Il 27 giugno il papa fugge travestito dallo stato della chiesa e s'imbarca [63]
Viene condotto a Genova dal podestà [65]
Cospirazione de' Francescani contro Federico, nella quale è complicato il papa [66]
1245 Il papa giugne a Lione e vi aduna un concilio [67]
Il 28 giugno si fa l'apertura del concilio. Disgrazie della Cristianità [ivi]
L'imperatore accusato da Innocenzo viene difeso da Tadeo di Suessa [70]
Seconda sessione del concilio nella quale è citato l'imperatore [ivi]
Terza sessione tenuta il 17 luglio [71]
L'imperatore è condannato dal concilio, e deposto dal papa [74]
Capitolo XVII. Fine del regno di Federico II. — Assedio di Parma. — Rivoluzioni di Toscana. — Tirannide d'Ezelino. 1245-1250 [75]
1245 Accanimento dei papi contro la casa di Svevia [ivi]
Aperta opposizione alla chiesa dei gentiluomini, e dei letterati [76]
Attaccamento al papa de' Francescani e de' Domenicani [77]
Rapide conversioni da loro operate, seguite da subite rivoluzioni [79]
Molti nobili di Parma abbracciano il partito della chiesa [ivi]
1246 Il papa tenta di sollevare contro Federico le due Sicilie [80]
Congiura dei San Severini contro Federico [82]
Congiura di Pietro delle Vigne [84]
Tenta d'avvelenare l'imperatore [87]
Volontaria morte di Pietro delle Vigne [ivi]
Sforzi fatti da Federico per riconciliarsi colla Chiesa [90]
1247 Domanda di passare in Oriente per far la guerra agl'infedeli [91]
Va fino a Torino per recarsi alla corte del papa [92]
È richiamato a dietro dalla rivoluzione di Parma scoppiata il 16 giugno [93]
Importanza della città di Parma per Federico [94]
I capi de' Guelfi vi si chiudono dentro per difenderla [95]
I Ghibellini si portano al campo dell'imperatore sotto Parma [96]
Federico fa prova di spaventare i Parmigiani coi supplicj [97]
I soldati di Pavia fanno cessare queste crudeltà [98]
Federico fonda presso Parma una città, cui dà il nome di Vittoria [98]
1248 L'armata di Federico viene sorpresa il 18 di febbrajo, e distrutta la sua città della Vittoria [100]
Federico fa nuove istanze al re di Francia per essere rappacificato colla Chiesa [101]
I grandi signori Francesi irritati dalla durezza del papa [102]
Preponderanza del partito ghibellino in Toscana [103]
Firenze inclina a favore dei Guelfi [ivi]
L'imperatore manda a Firenze suo figlio, Federico d'Antiochia [105]
I Guelfi cacciati fuori di Firenze la notte della candelora [107]
1249 L'imperatore insegue i Guelfi ne' castelli di Toscana che assedia [108]
1248 Ottaviano degli Ubaldini legato del papa a Bologna [109]
I Bolognesi costringono le città della Romagna ad abbracciare il partito guelfo [110]
1249 L'armata Bolognese va contro Enzio sul Panaro [111]
Battaglia di Fossalta del 16 maggio 1249 [112]
Rotta dei Ghibellini, Enzio fatto prigioniere [114]
1249 Enzio condotto in trionfo nelle prigioni di Bologna [115]
Vi è tenuto fino alla morte, 1271 [116]
I Modenesi insultati dai Bolognesi sono costretti di battersi [117]
Trattato tra Bologna e Modena del 19 gennajo 1250 [118]
1239-1250 Progressi e crudeltà d'Ezelino da Romano [119]
Fa morire di fame i quattro signori di Vado nel 1240 [122]
Fa morire suo nipote Guglielmo di Campo Sampiero, e tutti i suoi parenti [123]
1250 Coraggio di Raineri di Bonello, e di Giovanni di Scanarola [124]
Accusati che muojono sotto la tortura [125]
Fabbrica di nuove prigioni più orribili che le antiche [ivi]
Crudeltà d'Ansedisio de' Guidotti podestà d'Ezelino a Padova [126]
Strage dei Delesmanini amici e parenti d'Ezelino [127]
Nuovi tentativi di Federico presso san Luigi per la pace della Chiesa [128]
Morte di Federico II a Fiorentino nella Capitanata accaduta il 13 dicembre [130]
Ritratto di Federico fatto da Giovan Villani [ivi]
Ritratto di Federico fatto da Nicola di Jamsilla [131]
Capitolo XVIII. Innocenzo IV torna in Italia. — Sue guerre con Corrado e Manfredi. — Sua morte. — Roma sotto il suo pontificato; il senatore Brancaleone. — La Toscana: il governo popolare si stabilisce in Firenze. 1251-1255 [134]
1250-1273 Interregno di 23 anni senza re de' Romani [ivi]
1250-1310 Interregno di 60 anni senza imperatore riconosciuto in Italia [135]
Gl'interessi della Germania si dividono per qualche tempo da quelli dell'Italia [136]
1251 Gioja d'Innocenzo IV per la morte di Federico II [137]
Unisce la città di Napoli allo stato della Chiesa [ivi]
Innocenzo torna a Genova, e vi trova i deputati di quasi tutta l'Italia [138]
Le città ghibelline cercano di riconciliarsi con lui [139]
Sua andata, ed ingresso trionfale in Milano [140]
Esaurimento delle finanze de' Milanesi [141]
Ingratitudine del papa verso i Milanesi [143]
I Milanesi si accostano alla parte ghibellina [ivi]
Doppia discordia dei Guelfi e dei Ghibellini, dei plebei e dei nobili [145]
La scelta fra le parti dipendeva dall'inclinazione non dal calcolo dell'egoismo [ivi]
Fedeltà dei grandi ai loro principj, entusiasmo passaggere della moltitudine [148]
Viaggio del papa da Milano a Perugia [ivi]
Divisione degli stati di Federico tra i suoi figliuoli [149]
Corrado IV scende d'ottobre in Italia [ivi]
1252 Il regno delle due Sicilie amministrato da Manfredi figliuol naturale di Federico [150]
Corrado giugne nel regno e ne assume l'amministrazione [151]
Corrado cerca di riconciliarsi colla Chiesa [153]
Corrado assedia Napoli [154]
1253 Punisce crudelmente i Napoletani della loro resistenza [ivi]
Innocenzo IV offre la corona di Napoli a Riccardo, conte di Cornovaglia [156]
Riccardo rifiuta l'offerta, che viene accettata da suo nipote Edmondo [158]
1254 Corrado muore inaspettatamente il 21 maggio a Lavello [ivi]
La morte di tutti i principi svevi attribuita dai Guelfi a veleno [159]
I tutori di Corradino, figlio di Corrado, lo pongono sotto la protezione del papa [160]
1254 Il papa rompe ogni trattato cogl'Inglesi, e vuole sottomettere la Sicilia alla santa sede [158]
Insurrezioni nelle Sicilie contro i Saraceni ed i Tedeschi [161]
Manfredi si porta in persona al campo del papa per sottomettersi a lui [163]
Orgoglio degli esiliati che rientrano col papa nel regno di Napoli [164]
Zuffa tra Borello d'Anglone e Manfredi [165]
Borello ucciso dalle genti di Manfredi, che viene accusato d'omicidio [ivi]
Fuga di Manfredi a traverso le montagne [166]
Attraversa la Capitanata per avvicinarsi a Luceria [167]
I Saraceni di Luceria, malgrado del loro governatore, si dichiarano a suo favore [170]
Ajuti che Manfredi trova in Luceria [172]
Rompe il marchese d'Oemburgo, ed il cardinale di sant'Eustachio [173]
Morte d'Innocenzo IV, il 7 dicembre, elezione d'Alessandro IV [174]
1254 Carattere d'Innocenzo IV [175]
La sola Roma non riconosce la sua autorità [176]
Anarchia cagionata dai nobili romani [178]
1253-1256 Brancaleone d'Andalo, nobile bolognese senatore di Roma [ivi]
Sua severità contro i nobili romani [179]
Minaccia il papa, e lo sforza a rientrare in Roma [180]
Sedizione contro Brancaleone, che viene imprigionato [182]
È posto in libertà per l'intromissione dei Bolognesi, indi ripristinato nella sua carica [183]
1258 Muore compianto da tutto il popolo [184]
1250 Costumi e semplicità dei Fiorentini [185]
Governo aristocratico stabilito in Firenze da Federico II [186]
Il popolo si rivolta contro i nobili il 20 ottobre del 1250 [187]
Organizzazione civile e militare che si danno i Fiorentini [188]
1251 Il 7 gennajo vengono richiamati gli esiliati guelfi [190]
1252 Vittorie de' Fiorentini sopra il partito ghibellino e sopra i Pisani [191]
Il fiorino d'oro, moneta non mai alterata, battuta in Firenze per la prima volta [192]
1253 Pistoja si sottomette al partito guelfo, e riceve guarnigione da Fiorenza [193]
1254 L'anno delle vittorie dei Fiorentini [194]
I Sienesi sottomessi al partito guelfo [194]
Volterra presa e sottomessa al partito guelfo [195]
I Pisani costretti a chiedere pace [196]
1255 Arezzo sorpreso per tradimento d'un generale, viene rimesso in libertà [197]
Grandi uomini di Firenze in quest'epoca [199]
Disinteressamento d'Aldobrandino Ottobuoni [200]
Capitolo XIX. Pontificato d'Alessandro IV. — Crociata contro Ezelino; disfatta e morte di questo tiranno. — Manfredi re di Sicilia soccorre i Ghibellini toscani; battaglia di Monteaperto o dell'Arbia. 1255-1260 [202]
Carattere d'Alessandro IV [ivi]
1255 Fa predicare la crociata contro Ezelino da Romano [203]
Orribile crudeltà e gelosia universale d'Ezelino [205]
Coraggio dei due fratelli Monte ed Araldo di Monselice [207]
1256 Il legato del papa arcivescovo di Ravenna aduna i crociati a Venezia [208]
Il marchese d'Este ed il conte di san Bonifacio, signore di Mantova, del numero de' crociati [210]
Ezelino padrone di Verona, Vicenza, Padova, Feltre e Belluno [ivi]
1256 Ezelino minaccia Mantova e Brescia [211]
Pusillanimità del suo luogotenente a Padova [212]
I crociati s'impadroniscono di Padova il 19 giugno [214]
Orribili prigioni d'Ezelino in Padova [ivi]
Ezelino si fa dare successivamente in mano undici mila padovani, che aveva nella sua armata, e li fa quasi tutti perire [215]
Viltà ed indisciplina dell'armata crociata [217]
Alberico da Romano viene all'armata crociata per tradirla [218]
I crociati respingono Ezelino che attaccava Padova [219]
1257 Ezelino cerca di fare nuove alleanze [220]
1258 I Bresciani che s'uniscono ai crociati sono battuti da Ezelino [221]
Brescia apre le porte ad Ezelino [222]
Ezelino cerca di perdere i suoi alleati Oberto Pelavicino e Buoso di Dovara [223]
1259 Questi due signori si uniscono coi Guelfi [224]
Atrocità commesse da Ezelino a Friola [226]
S'inoltra in sul finir d'agosto verso Milano [227]
1259 Trovasi avviluppato dai nemici al di là dell'Adda [228]
Rimane ferito il 16 settembre al ponte di Cassano [230]
È fatto prigioniere; lacera le sue piaghe, e si lascia morire il 27 settembre [231]
Tutte le città a lui soggette ricuperano la libertà [232]
1260 Alberico da Romano suo fratello condannato a morte coi suoi figliuoli [233]
Pochi talenti d'Alessandro IV [235]
Rifiuta di trattare con Manfredi, e fomenta le ribellioni in Calabria [236]
1258 Manfredi prende la corona di Sicilia l'undici agosto, sull'avviso della morte di Corradino [238]
Quando sa che vive ancora promette di nominarlo suo successore [239]
1260 I Ghibellini toscani ricorrono a Manfredi [240]
Erano stati cacciati da Firenze in luglio del 1258 [ivi]
La repubblica di Siena li proteggeva [242]
Giordano d'Anglone spedito da Manfredi a Siena [ivi]
Farinata degli Uberti sollecita nuovi soccorsi [244]
Farinata espone un corpo di cavalleria tedesca agli attacchi de' Fiorentini, che abusano della loro vittoria [245]
1260 Manfredi irritato manda nuove truppe contro i Fiorentini [246]
Farinata attira i Fiorentini nel territorio di Siena [247]
Opposizione dei gentiluomini guelfi a questa pericolosa spedizione [248]
I Fiorentini con tre mila cavalli e trenta mila fanti s'accampano a Monte aperto in riva all'Arbia [249]
Battaglia d'Arbia il giorno 4 settembre e rotta totale dei Fiorentini [251]
Spavento della città di Firenze dopo tale disfatta [252]
I Guelfi abbandonano volontariamente Firenze il 15 settembre, e si ritirano a Lucca [253]
Il 27 settembre i Ghibellini occupano Firenze [255]
I Ghibellini trattano in un congresso se debbasi distruggere Firenze [256]
Farinata degli Uberti prende la difesa di Firenze [257]
Farinata nell'inferno di Dante [264]
Capitolo XX. Decadimento e servitù delle repubbliche Lombarde. — Rivoluzioni nelle repubbliche marittime. — Loro rivalità. — Costantinopoli ritolta da' Greci ai Veneziani ed ai Francesi. 1250-1264 [267]
Le città lombarde, le prime libere, perdono prima delle altre la libertà [267]
Cagioni della loro servitù [269]
Mancanza di sicurezza individuale [270]
Turbulenze de' cittadini e violenza delle passioni [ivi]
Le stesse inclinazioni oggi turbano meno la società [271]
Accanimento dell'odio e desiderio di vendetta [273]
Le funzioni pubbliche oggetto di gelosia tra i nobili ed il popolo [ivi]
La potenza dei nobili fondata sul numero dei membri di una famiglia [275]
Famiglie artificiali pel popolo, o società popolari [ivi]
Cambiamento nella disciplina militare [276]
Nella prima guerra di Lombardia l'infanteria formava la forza delle armate [277]
Perfezionamento dell'armatura degli uomini d'armi [278]
È opera de' gentiluomini [279]
Forza irresistibile degli uomini d'armi [280]
La forza militare trovasi tutta in mano de' nobili [281]
Gli uomini d'armi perdono il loro vantaggio nelle città [282]
Truppe mercenarie di armatura pesante [283]
Gli esiliati e gli emigrati formano le prime truppe mercenarie [284]
1256 I nobili ed il popolo eleggono ognuno il loro podestà [285]
Martino della Torre podestà del popolo, erede del credito di suo zio Pagano [286]
1257 Guerra tra il popolo di Milano ed i nobili alleati dei Comaschi [287]
1258 Trattato di sant'Ambrogio fatto il 4 aprile, che divide i pubblici impieghi [288]
Nuove guerre civili [289]
1259 Martino della Torre nominato anziano e signore del popolo [290]
Sua influenza accresciuta dalla disfatta di Ezelino [292]
Martino della Torre viene nominato signore di Lodi [ivi]
Pelavicino si mette al soldo de' Milanesi [293]
1261 I nobili milanesi assediati nel Castel di Tabiago [295]
1263 Ottone Visconti eletto dal papa arcivescovo di Milano in opposizione a Raimondo della Torre, nipote di Martino [296]
La città di Novara nomina Martino suo signore [ivi]
1264 Filippo della Torre successore di Martino si assoggetta Como, Vercelli e Bergamo [297]
Repubbliche marittime [299]
Potere dei dogi di Venezia [300]
1032 Loro potere monarchico limitato nell'elezione di Domenico Flabenigo [301]
1172 Creazione del maggior consiglio dopo la morte di Vitale Michieli [303]
Difficoltà delle elezioni popolari [304]
L'elezione del maggior consiglio affidata a dodici tribuni [305]
Inclinazione del governo verso l'aristocrazia dopo la formazione del maggior consiglio [307]
I nobili di Venezia non avevano forze individuali come quelli di Lombardia [ivi]
1179 Istituzione della vecchia quarantia, tribunal criminale [309]
1229 Istituzione del consiglio de' pregati [310]
Nuove limitazioni all'autorità del doge [ivi]
Giuramento de' dogi [311]
1249 Elezioni dei dogi; la scelta combinata colla sorte [313]
I Veneziani rivolgono tutta la loro attenzione verso l'Oriente [314]
1225 Pongono in deliberazione se debbano trasportare in Costantinopoli la sede del governo [315]
Le isole del mar Egeo cedute in feudo ai particolari cittadini [316]
1225 Candia resa immagine della Metropoli [317]
Gelosia tra i Veneziani ed i Genovesi [319]
1258 Si contrastano una chiesa in san Giovanni d'Acri [321]
Prima guerra marittima tra questi due popoli [ivi]
1261 13 marzo. Alleanza de' Genovesi con Michele Paleologo [323]
1237-1261 Regno e debolezza di Baldovino II imperatore latino [ivi]
Talenti degl'imperatori di Nicea, Vatace, Lascari e Paleologo [324]
1261 Impresa dei Veneziani sopra Dafnusio [325]
Cesare Strategopulo sorprende Costantinopoli il 25 di luglio [326]
I Latini fuggono a Negroponte [328]
In quale stato trovavasi Costantinopoli quando vi rientrarono i Greci [329]
Michele Paleologo assegna Galata per abitazione ai Genovesi [331]
Conserva ai Veneziani ed ai Pisani le loro colonie a Costantinopoli [ivi]
Cede l'isola di Chio ai Genovesi. Storia di quest'isola [332]
Costituzione de' Genovesi in quest'epoca [334]
Potere della nobiltà [ivi]
1261 Gelosia del popolo contro la nobiltà [334]
1257 Guglielmo Boccanigra primo capitano del popolo [339]
1262 Guglielmo deposto in conseguenza di una congiura del popolo [342]
1264 Potenza delle quattro famiglie Grimaldi, Fieschi, Doria e Spinola [343]
Capitolo XXI. Carlo d'Angiò chiamato dai papi procura in Italia al partito guelfo un'assoluta superiorità. — Conquista il regno di Napoli. — Disperde l'armata di Corradino, e fa perire questo principe sul patibolo. 1261-1268 [346]
1261 25 maggio. Morte d'Alessandro IV. Elezione di Urbano IV [347]
Alterigia e violenza d'Urbano IV contro Manfredi [348]
1262 Urbano vuole impedire il matrimonio di Costanza figlia di Manfredi col figlio del re Giacomo d'Arragona [350]
Urbano offre la corona di Napoli a Carlo d'Angiò [351]
1263 Induce Edmondo d'Inghilterra a rinunciare alla sua investitura [354]
Stabilisce le condizioni dell'investitura con Carlo d'Angiò [356]
1264 Carattere e situazione di Carlo d'Angiò [357]
Prima armata di crociati francesi contro Manfredi l'anno 1261 [359]
1264 Filippo della Torre, signore di Milano, si stacca dai Ghibellini [361]
Imprese in Lombardia dei Guelfi emigrati di Toscana [363]
Manfredi cerca di chiudere a Carlo d'Angiò la strada di Lombardia [ivi]
1265 Morte d'Urbano IV. Gli succede Clemente IV [365]
Carlo nominato dai Romani senatore di Roma [ivi]
Il voto de' crociati per la Terra santa convertito in una crociata contro Manfredi [367]
L'armata di Carlo condotta da sua moglie e da suo genero Roberto di Bethune [ivi]
Carlo venuto per mare si sottrae alla flotta di Manfredi, ed il 24 maggio entra in Roma con mille cavalieri [368]
Viene rimproverato dal papa per essersi alloggiato nel palazzo del Laterano [369]
Riceve l'investitura del regno delle due Sicilie [370]
L'armata francese scende in Piemonte sul finire dell'estate [372]
Napoleone della Torre la conduce a traverso il milanese [373]
Ella batte Pela vicino, e delude Buoso di Dovara [ivi]
Fa reclute in Romagna [374]
1266 Carlo d'Angiò entra nel regno per la strada del Ferentino [375]
Manfredi tradito da' suoi sudditi [376]
Le due armate s'incontrano presso al fiume Calore [377]
Battaglia di Grandella del 26 febbrajo [ivi]
Manfredi abbandonato dai baroni della Puglia [381]
Disfatta e morte di Manfredi [382]
Carlo gli rifiuta gli onori del sepolcro [383]
La città di Benevento abbandonata dai Francesi al saccheggio [384]
Avidità degli ufficiali mandati da Carlo nelle province [386]
Carlo rimproverato da Clemente IV pel suo cattivo governo [388]
Guido novello capitano della cavalleria di Manfredi in Toscana [389]
Temporeggia coi Guelfi di Firenze [390]
Riunione in Firenze delle corporazioni dei mestieri [ivi]
Sommossa presso al ponte santa Trinità [392]
Il conte Guido esce di Firenze colla sua truppa il giorno 11 di novembre [ivi]
Viene respinto quando tenta di rientrarvi [393]
1267 Carlo manda Gui di Monforte in Toscana per sostenere i Guelfi [394]
Nuova costituzione di Firenze [ivi]
Stabilimento d'una magistratura del partito guelfo [396]
Carlo viene in Toscana il 1.º agosto ed assedia Poggibonzi [399]
I Ghibellini ricorrono a Corradino in Allemagna [400]
Corradino giugne a Verona in fine del 1267 [403]
Carlo vuole impedirgli il passaggio della Toscana [404]
1268 Carlo viene richiamato dal papa nel regno di Napoli [ivi]
Enrico di Castiglia, senatore di Roma, arma in favore di Corradino [406]
Corrado Capece va in Affrica a cercare gli emigrati ghibellini, che conduce in Sicilia [408]
Carlo assedia Luceria ribellatasi a favore di Corradino [410]
Corradino giugne a Pisa in maggio; potenti sforzi fatti per lui dai Pisani [ivi]
Rompe in Toscana Belselve luogotenente di Carlo [411]
Minaccia a Viterbo il papa, che lo ha scomunicato [412]
Penetra nel regno a traverso gli Abruzzi [414]
Battaglia di Tagliacozzo il 23 agosto [415]
1268 Corradino prima vincitore viene disfatto per avere rotta la sua ordinanza [416]
È fatto prigioniero ad Astura di dove voleva andare in Sicilia [419]
Tribunale formato per giudicare Corradino [ivi]
Corradino perde la testa sul patibolo il 26 ottobre [422]
Altre vittime della crudeltà di Carlo d'Angiò [423]
Strage degli abitanti d'Augusta [425]
Il guanto, gettato da Corradino in mezzo alla folla, viene portato a Costanza figlia di Manfredi e moglie del re d'Arragona [426]
Capitolo XXII. Smisurata ambizione di Carlo d'Angiò. — Eccita la discordia tra le repubbliche italiane per opprimerle. — Suoi progetti impediti dai vesperi Siciliani. 1268-1282 [428]
Potenza di Carlo d'Angiò [ivi]
Morte di Clemente IV accaduta il 29 novembre 1268. Vacanza della santa sede per trentatre mesi [429]
1268 I capi dei ghibellini nemici di Carlo spogliati del loro potere [430]
Tutte le città soggette ad Oberto Pelavicino si rivoltano contro di lui [431]
1269 Buoso da Dovara, esiliato da Cremona, muore nella miseria [432]
Fazioni delle città Lombarde, che più non hanno per loro scopo la libertà [433]
Carlo d'Angiò domanda alle città guelfe di riconoscerlo per loro capo [435]
1270 Viene obbligato da suo fratello san Luigi ad entrare nell'ultima crociata [436]
Zelo di san Luigi: sue esortazioni ai suoi figli [438]
L'armata crociata sbarca in Affrica presso Tunisi [440]
È assalita dalla peste, di cui muojono san Luigi e molti crociati [ivi]
Carlo d'Angiò fa il Bei di Tunisi suo tributario [441]
Confisca i beni de' Genovesi naufragati, sebbene uniti alla sua flotta [442]
1271 Gui, conte di Monforte, uccide Enrico figlio del conte di Cornovaglia [443]
1272 Gregorio X nuovo papa cerca di riconciliare i Guelfi coi Ghibellini [445]
1273 Viene a Firenze e fa richiamare in quella città, siccome in Siena e Pisa, i Ghibellini esiliati [447]
Carlo d'Angiò sforza colle minacce i Ghibellini ad emigrare di nuovo [449]
1273 Il papa cerca pure di pacificare i Genovesi con Carlo [ivi]
Guerra de' Veneziani e de' Bolognesi per la navigazione del Po [452]
Il papa la termina con un trattato di pace [453]
Gregorio X vuol dare un nuovo capo all'impero d'Occidente [454]
1257-1271 Riccardo di Cornovaglia ed Alfonso di Castiglia concorrono all'impero [ivi]
1273 Rodolfo conte d'Absburgo nominato re de' Romani [455]
1274 Gregorio X riconcilia Michele Paleologo colla chiesa romana [458]
Glorioso pontificato di Gregorio X [ivi]
1275 Il papa preparasi a condurre i crociati in Terra santa [460]
1276 Muore in principio di gennajo [ivi]
1273 Origine delle turbolenze di Bologna. Tragica morte d'Imelda dei Lambertazzi [461]
1274 Guerra civile dei Geremei e de' Lambertazzi; esilj di questi [463]
1275 Vittoria di Guido da Montefeltro sui Geremei in Romagna [464]
1274 A Pisa Ugolino della Gherardesca s'avvicina ai Visconti [466]
1274 Ugolino della Gherardesca e Nino di Gallura capi dei Ghibellini e dei Guelfi di Pisa esiliati, e nello stesso tempo arrestati il 24 giugno [468]
1275 Il conte Ugolino si associa ai Guelfi [469]
1276 I Pisani sforzati a richiamare tutti gli esiliati [ivi]
Tre papi in un anno. Innocenzo V, Adriano V e Giovanni XXI [470]
1265-1276 Guerre di Napoleone della Torre contro Ottone Visconti, arcivescovo esule di Milano [471]
1277 Il 21 di Gennajo Ottone Visconti sorprende e fa prigioniere Napoleone della Torre [474]
Il popolo di Milano, sommosso contro i della Torre, fa suo signore Ottone Visconti [474]
Nicola III nuovo papa scuote il giogo di Carlo d'Angiò [476]
Grande potenza di Carlo [ivi]
Nicola mediatore tra Carlo e Rodolfo [ivi]
1278 Riduce Carlo a deporre l'ufficio di senatore ed il vicariato della Toscana [478]
Rodolfo conferma e dà esecuzione alle donazioni fatte dagl'imperatori alla santa sede [480]
Estensione dei paesi ceduti da Rodolfo alla santa sede [482]
Non passano subito sotto il dominio del papa [483]
1278 Il cardinale Latino incaricato di rappacificare la Romagna e la Toscana [484]
1279 4 agosto. Pace conchiusa a Bologna tra i Geremei ed i Lambertazzi [486]
Pace conchiusa a Firenze in febbrajo tra i Guelfi ed i Ghibellini [488]
1280 Morte di Nicola III accaduta il 19 di agosto [490]
1281 Il 22 febbrajo elezione di Martino IV fatto per l'influenza e le minacce di Carlo [491]
I Ghibellini sono di nuovo perseguitati in Romagna [ivi]
Tutte le fortezze della chiesa affidate alle creature di Carlo [493]
1281 Preparativi di Carlo per attaccar Genova [494]
1279-1282 Odio di Giovanni di Procida. Sue intraprese [495]
Eccita Costanza e Pietro d'Arragona ad assumere la difesa dei Siciliani [496]
Visita la Sicilia e risveglia l'odio del popolo e dei nobili [498]
Va a Costantinopoli ed ottiene sussidj dal Paleologo [501]
Torna a Roma ed ottiene l'assenso de' suoi progetti da Nicola III [503]
L'annuncia a Barcellona, indi torna a Costantinopoli [504]
1282 Alterigia di Martino IV verso l'ambasciatore Arragonese [505]
Gli ambasciatori Siciliani fatti arrestare da Carlo nella corte del papa [506]
Procida porta danaro al re d'Arragona, e lo determina a spiegare le vele verso l'Affrica [507]
Procida di ritorno in Sicilia vi aspetta un'occasione di ribellione [509]
1282 Oltraggio fatto presso Palermo da un Francese ad una donna all'indomani di Pasqua [510]
Massacro dei Francesi eseguito il 30 marzo mentre le campane suonano i vesperi [511]
Gli altri Siciliani seguono l'esempio de' Palermitani entro il mese d'aprile [513]
I Francesi sono scacciati da Messina il 28 d'aprile [ivi]

Fine della Tavola.

NOTE: