[314.] Si osservi la bolla del papa § 4-17, p. 159-161, ad an. Ann. Eccles. Raynaldi.

[315.] Ptolomæi Lucensis Hist. Eccles. l. XXII, c. 36, p. 1160. — Raynald. Ann. Eccles. § 20, p. 161.

[316.] Matteo Spinelli di Giovenazzo, il più antico storico che scrivesse in lingua italiana, condusse un giornale fino alla vigilia di questa battaglia, ove pare che restasse morto. Il giornale è scritto in dialetto pugliese, assai diverso dal toscano, onde Muratori credette necessario di stamparlo colla traduzione latina. Vi si conosce l'odierno dialetto di Napoli, t. VII Rer. Ital.

[317.] Gio. Villani l. VII, c. 27, p. 250 e seg. — Ricordano Malaspina c. 192, p. 1013. — Sabas Malasp. Hist. Sic. l. IV, c. 9 e 10, p. 845. — Lettera di Carlo a Clemente IV del giorno in cui seguì la battaglia. — Raynal. 32, 33, p. 164. — Ricobald. Ferrariensis Hist. Imp. t. IX, p. 136. — Chron. F. Francis. Pipini l. III, c. 7, t. IX, p. 682. — Guglielmo di Nangì Gesta S. Lodov. Presso Duchesne Hist. Fran. Scrip. t. V, p. 378-382. — La battaglia ebbe luogo la vigilia di san Bartolomeo 23 agosto 1268.

[318.] Sabas Malasp. Hist. Sicula l. IV, c. 16, p. 851.

[319.] Molti scrittori accusano Clemente IV di avere consigliato Carlo a far morire Corradino; volendo alcuni che quando Carlo lo consultò intorno alla sorte di quel giovane principe, si limitasse a rispondere: «Ad un papa non conviene dar consiglio intorno alla morte di chiunquesiasi.» Altri pretendono che rispondesse: Vita Corradini mors Caroli, mors Corradini vita Caroli. Vedasi il Giannone l. XIX, c. 4, p. 702, e gli altri autori da lui addotti in testimonio della sua sentenza. Tra questi però cita a torto Giovanni Villani, che dice precisamente il contrario. Ciò non parmi probabile: Clemente potev'essere crudele per fanatismo, non per politica; ed inoltre la politica d'un papa non poteva consigliare la morte di Corradino. Abbiamo una lettera di Clemente a Carlo colla quale lo consiglia a trattare i suoi sudditi con dolcezza; e molti scrittori sono di sentimento che si dolesse amaramente della morte del giovine principe.

[320.] Il racconto di questa morte è preso da Riccobaldo ferrarese che ne riferisce tutte le circostanze dietro l'autorità di uno de' giudici, amico e compagno di Guido di Sucaria. Ricob. Fer. Hist. Imp. t. IX, p. 137. — Ma io approfittai pure di Sabas Malasp. l. IV, c. 16, p. 851 — di Ricordano Malaspina c. 193, p. 1014 — di Gio. Villani l. VII, c. 29, p. 253 — di Franc. Pipino l. III, c. 9, t. IX, p. 685. — Bartol. di Neocastro Hist. Sic. c. 9 e 10 nasconde al solito la verità sotto ampollose declamazioni. Guglielmo di Nangì storico francese di san Luigi è il solo che non onori di una lagrima la morte di Corradino; soltanto la biasima come impolitica. Hist. Franc. Script. t. V, p. 382, 383.

[321.] Bartol. de Neocastro Hist. Sic. c. 11, t. XIII, p. 1025.

[322.] Sabas Malaspina l. IV, c. 17, p. 853.

[323.] Sabas Malaspina l. IV, c. 13, p. 849.