Di parecchi anni mi menti lo scritto;

Se' tu sì tosto di quell'aver sazio

Per lo qual non temesti torre a inganno

La bella donna, e di poi farne strazio?»

Ma per quanto Dante odiasse Bonifacio, per quanto si fosse reso colpevole verso Celestino, suo predecessore, non lascia perciò di condannare coloro che sì empiamente l'oltraggiarono, e pone in bocca d'Ugo Capeto il racconto dei delitti de' suoi discendenti. Purgat. C. XX, v. 86.

«Veggio in Alagna entrar lo fiordaliso,

E nel vicario suo Cristo esser catto.

Veggiolo un'altra volta esser deriso,

Veggio rinnovellar l'aceto e 'l fele,

E tra vivi ladroni essere anciso.»