[293.] Sandi Stor. civ. Venez. p. II, l. V, c. 1. — Andr. Navag. Stor. Venez. t. XXIII, Scr. Rer. It. p. 1006. — Marin Sanuto, Vite dei Duchi di Venezia t. XXII, p. 577. — Laugier Hist. de Venise l. IX, t. III, p. 154.

[294.] Vettor Sandi Storia civ. p. II, l. V, c. 1, p. 6.

[295.] Sandi l. V, c. I, p. II, dietro il testo della Parte deposta all'Avogaria del Comune. — Marin Sanuto vite dei duchi di Venezia, p. 580, t. XXII.

[296.] Tra gli altri vedasi Laugier, Hist. de Venise, l. X. t. III.

[297.] Lettere del doge ai castellani di Modone e di Corone. Ad calcem Chron. Danduli. t. XII, p. 488.

[298.] Il Sandi ed il Muratori vogliono accaduta questa congiura del 1309, senza che io possa intenderne la cagione. Tutte le lettere originali riportate da Rafaino Caresino, nella continuazione di Dandolo, portano la data del 1310; ed i due più antichi storici della repubblica, Navagero, p. 1016, e Marin Sanuto, p. 588, tengono la stessa data. Vedasi ancora Laugier Hist. de Venise, l. X, t. III, p. 228.

[299.] Il colore dell'abito di cerimonia diede loro il nome di rossi e di neri.

[300.] Vettor Sandi Stor. Civile, l. V, c. 11, p. 32. — Andrea Navagero Stor. Venez. t. XXIII, p. 1019. — Laugier Hist. de Venise, l. X, t. III, p. 243. — Memoires histor. et polit. de Lèopold Curti 2.ª ediz. p. I, c. 4, t. I, p. 81. — Per altro Vettor Sandi non decide positivamente se fino dalla sua origine il consiglio dei dieci fosse presieduto dal doge e dal suo piccolo consiglio.

[301.] Si vedano le Memorie istoriche e politiche di Leopoldo Curti p. I, c. 4, t. I, p. 81-109; e p. II, c. 4, t. II, p. 1-95.

[302.] Il maggior consiglio rifiutò la prima volta i suoi suffragi l'anno 1582; l'ultima volta l'anno 1761. Prima di tali epoche aveva adoperati mezzi più immediati avanti di far uso di questo estremo rimedio. Dopo il 1761 minacciò più volte tale rifiuto fino alla caduta della repubblica.