[303.] Questa possibilità di rifiutare il suo suffragio al consiglio dei dieci e di abolirne con questo solo fatto la continuazione è tanto antica quanto l'istituzione dello stesso consiglio. Colla parte del maggior consiglio del 3 gennajo 1311, che rafferma per cinque anni il consiglio dei dieci, viene ordinato che tutti i suoi membri debbano essere individualmente approvati ogni quattro mesi dal maggior consiglio. In tale epoca i dieci non erano ancora obbligati dopo un determinato tempo di cedere il loro luogo a nuovi eletti, e non erano sottoposti alla contumacia, per valermi de' vocaboli delle leggi venete; ma potevano essere riconfermati per un tempo indefinito. Navag. Hist. Ven. t. XXIII. p. 1020.

[304.] Cron. di Pisa di Bern. Marangoni, p. 626. — Monumenta Pisana t. XV, p. 989.

[305.] Storie Pistolesi anon. t. XI, p. 405.

[306.] Nicolai Tegrimi, Vita Castruccii Castracani, t. XI, p. 1318.

[307.] Il bottino fatto a Lucca doveva essere tanto più ragguardevole, in quanto che i Lucchesi avevano i primi fatto un gran commercio di banco ed erano tutti riputati usuraj. Mentre un demonio ne portava uno all'inferno, Dante gli fa dire:

«Ecco un degli Anzian di Santa Zita:

Mettetel sotto, ch'io torno per anche

A quella terra che n'è ben fornita:

Ogni uom v'è barattier, fuorchè Bonturo.

Del nò, per li denar, vi si fa ita.»