[2.] L'autore parla della naturale inclinazione che in un clima piuttosto che nell'altro gli uomini hanno per le cose contemplative, come solo effetto dei mali o dei beni dipendenti dalla qualità del clima e del suolo: lo che nulla ha di comune colla vita ascetica e penitente, cui, non per umana disposizione, ma per impulso della divina grazia, che toglie, tanto alle delizie della più prospera vita e della più fiorente gioventù, quanto al vivere misero e stentato, persone d'ogni condizione, d'ogni sesso, d'ogni età, d'ogni paese. E la Grecia avanti che cadesse sotto il giogo de' Turchi, e l'Italia e la Spagna, poste ne' più temperati climi d'Europa, non furono meno feconde di santi solitari e di penitenti claustrali, di quello che lo fossero le infuocate rive del Gange, o le gelate coste del Baltico. N. d. T.
[3.] Raynal. An. Eccl. an. 1373, § 19, p. 520.
[4.] Il segretario fiorentino aveva fatto sagacemente osservare nelle sue storie, che mentre le scomuniche facevano tremare i popoli settentrionali, gl'Italiani punto non se ne curavano; e ciò per l'abuso fattone da alcuni papi. N. d. T.
[5.] Intorno all'influenza della filosofia peripatetica sulla credenza de' cristiani meritano di essere letti Lorenzo Moshemio. Instit. Hist. Eccles. — Brucherus Histor. Phil. ed il suo oppositore Agatopisto Cromaziano, ossia il P. Buonafede nella sua storia della filosofia, ove prende alla meglio a difendere gli aristotelici cristiani, che vollero conciliare le inconcusse dottrine del vangelo coi sogni peripatetici. N. d. T.
[6.] In quasi tutte le lettere del libro Epistolarum sine titulo.
[7.] Le osservazioni dell'autore sono vere parlando del generale depravamento del clero nel 14.º secolo, ma anche in questi tempi infelici, non era la chiesa priva di uomini santissimi, onde non lasciò d'essere santa nel capo Gesù Cristo, e nelle membra. Formavano questi quel piccolo numero di eletti che facevano udire il gemito della casta colomba, e che prepararono quella felice riforma de' costumi nel clero e nel popolo ch'ebbe compimento per opera del concilio di Trento nella seconda metà del 16.º secolo. N. d. T.
[8.] Il leggitore non dimenticherà che lo storico tratta questo argomento sotto le sole viste dell'umana politica, essendo estraneo al di lui istituto ciò che risguarda un ordine di cose superiori. N. d. T.
[9.] Matteo Villani, l. VII, c. 1, e seguenti.
[10.] Matteo Villani, l. VII, c. 3.
[11.] Raynald, An. Eccl. an. 1362, § 12, p. 418.