Giovanni Bentivoglio era fuggito in Bologna, e sperava ancora di poter difendere la sua capitale; ma il suo emulo Nanne dei Gozzadini trovavasi nel campo nemico con tutti gli emigrati bolognesi. Giovanni Galeazzo aveva loro promesso di ripristinare la repubblica, e tale speranza aveva loro procurati in città molti partigiani. Nella notte successiva alla battaglia, si attrupparono, gridando: viva il popolo, muoja il Bentivoglio! Questi li battè coraggiosamente nelle strade, ove ebbe uccisi sotto di lui due cavalli. In questo tempo altri insorgenti aprirono ai Milanesi la porta chiamata Saragossa. Il Bentivoglio li si fece loro incontro, e cercò di difendere il passo coi soldati che gli erano rimasti; ma perchè più non aveva che un pugno di gente, fu fatto prigioniere, e due giorni dopo ucciso per ordine di Alberico da Barbiano[657]. Bardo Rittafè, uno de' due ambasciatori fiorentini, che trovavansi in Bologna, morì per le riportate ferite. L'altro, Niccola d'Uzzano, fu fatto prigioniere con molti suoi compatriotti: era in allora uno dei dieci della guerra, e dei principali capi dello stato[658].

Il duca di Milano aveva promesso al Gozzadini di rimettere Bologna in libertà, ed infatti permise che si eleggessero di nuovo gli anziani, e che tutti gli ordini si dessero a nome della repubblica; ma all'indomani la sua cavalleria corse le strade per prendere possesso della città; un nobile bolognese, Jacopo Isolani[659], propose la signoria al duca di Milano; il simulacro della repubblica fu atterrato, e Nanne de' Gozzadini forzato di nuovo ad emigrare[660].

Dopo la conquista di Bologna Giovanni Galeazzo piuttosto che spingere immediatamente le sue armate nel territorio fiorentino, pensò di ruinare il commercio di questa repubblica, togliendole ogni comunicazione col mare e cogli altri stati dell'Italia. I Fiorentini più non erano ammessi ne' porti di Pisa e del Sienese, ed erano ridotti a quello di Motrone presso di Pietra Santa in Lunigiana[661]. Di là per passare a Firenze la strada attraversa una parte dello stato di Lucca. Giovanni Galeazzo mandò ottocento cavalli in Val di Serchio, per togliere questo solo passaggio ai mercanti fiorentini[662]. In pari tempo Riccardo Cancellieri, padrone del castello della Sambuca, infestava tutto il territorio di Pistoja colle sue scorrerie, e nuovi tentativi eransi fatti per sorprendere Samminiato; gli Ubaldini avevano fatto ribellare parte delle montagne, e minacciavano Firenzuola[663]. Da ogni parte la guerra si avvicinava al territorio fiorentino. Da dieci anni in poi questa repubblica sosteneva una lotta disuguale contro il duca di Milano; ella trovavasi spossata dalle crescenti spese, e da una continuazione di rovesci; altro alleato più non restavale che il signore di Padova, questi ancora aveva bisogno d'essere soccorso, anzicchè poter dare ajuto altrui. L'imperatore era stato costretto a ritirarsi; il papa, senza credito e senza forze, sopportava in silenzio gli oltraggi che ricevuti avea da Giovanni Galeazzo, e non voleva provocare il suo sdegno. Venezia, acciecandosi intorno ai pericoli che correva, ricusava di combattere per la libertà d'Italia; la Francia, malgrado la sua fresca alleanza coi Fiorentini, non le aveva dato un solo soldato; Genova, Perugia, Siena, Pisa, Lucca e Bologna avevano perduta la loro libertà. Ma quando più non restava un solo difensore alla repubblica fiorentina, parve che il cielo la soccorresse. La peste manifestossi in Lombardia: Giovanni Galeazzo per evitarla, lasciò Pavia, e venne a chiudersi in Marignano, ove suo zio Barnabò erasi rifugiato in altra simile circostanza. Ma il contagio lo attaccò. Era di già infermo quando apparve in cielo una cometa, onde il Visconti, dedito com'egli era all'astrologia, più non dubitò che questo fenomeno non fosse il sicuro annunzio della sua morte. «Ringrazio Dio, egli disse, d'aver voluto che si mostrasse in cielo agli occhi di tutti gli uomini un segno della mia chiamata[664].» L'evento giustificò il presagio; il duca di Milano morì il 3 settembre del 1402, e l'equilibrio d'Italia ch'egli aveva quasi rovesciato, si ristabilì da sè stesso[665].

FINE DEL TOMO VII.

[TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO VII.]

Capitolo XLVIII. Pontefici d'Avignone. — Urbano V vuole ricondurre la santa sede in Roma. — Seconda spedizione di Carlo IV in Italia; è cagione in Pisa della rovina di Giovanni Agnello, ed in Siena di quella dei dodici. — Viene scacciato da quest'ultima città. — Rende la libertà a Lucca. 1365-1369 [pag. 3]
1362 12 settembre. Morte d'Innocenzo VI. Gli succede Urbano V [3]
1305-1365 Corruzione della corte pontificia in Avignone [5]
Gl'Italiani meno superstiziosi degli altri popoli [6]
I Visconti, i tiranni di Romagna ed i Siciliani disprezzano le scomuniche [8]
Propagamento della filosofia d'Aristotile e di Averroe [9]
La religione renduta un mezzo affatto umano di governo [10]
Indipendenza spirituale dei papi quand'erano perseguitati [12]
L'indipendenza de' papi diventati sovrani fu vantaggiosa ai popoli [13]
1305-1365 Apostrofe di Frate Andrea d'Antiochia a Filippo di Valois [14]
L'assoggettamento dei papi alla corte di Francia eccita le lagnanze di tutta la cristianità [16]
In tempo delle guerre civili i papi non sono sicuri in Avignone [17]
Urbano V dichiara di voler ricondurre la santa sede a Roma [18]
Vani sforzi di questo papa per mettere in movimento una nuova crociata [19]
Vuol pure distruggere le compagnie di ventura che devastavano l'Italia [19]
1366 Preparativi del cardinale Albornoz per ricevere il papa [20]
1367 30 aprile. Urbano V parte da Avignone per Roma [21]
Passa a Genova; guerre civili di questa repubblica [21]
4 giugno. Sbarca a Corneto, ed i Romani lo riconoscono per loro signore [22]
4 agosto. Morte d'Albornoz, suo carattere, suoi servigi [24]
Formidabile lega contro i Visconti tra il papa, l'imperatore, il re d'Ungheria ed i signori di Padova, Ferrara e Milano [25]
1368 Maggio. Galeazzo Visconti fa sposare sua figlia a Lionello, figlio del re d'Inghilterra [26]
1368 5 maggio. Ingresso di Carlo IV in Italia con una forte armata [27]
Tratta coi Visconti e congeda la sua armata [28]
S'avanza verso la Toscana e tratta coi Lucchesi [29]
5 settembre. Nel suo ingresso in Lucca, il signore di Pisa, Giovanni Agnello, si rompe una coscia, e quest'accidente fa ribellare i Pisani [30]
Carlo IV vuole approfittare delle turbolenze di Siena [32]
1355-1368 Governo tirannico dei dodici di Siena [32]
2 settembre. I dodici ingannati dai nobili, ch'essi eccitavano a prendere le armi gli uni contro gli altri [33]
Carlo IV manda Malatesta Unghero per essere suo vicario a Siena [35]
Sedizione del popolo; nuova forma data al governo di Siena [36]
L'imperatore contrasta ai Fiorentini il possesso delle terre dell'impero [37]
Passa a Roma, e dà al papa molte testimonianze di rispetto [38]
22 dicembre. Nuove turbolenze in Siena in occasione del ritorno dell'imperatore [39]
1369 18 gennajo. Carlo IV vuole adoperare la forza contro i Sienesi [40]
Le sue truppe sono battute, ed egli resta a discrezione del popolo [41]
Spavento ed umiliazione dell'imperatore [43]
Fine delle turbolenze di Siena dopo la ritirata dell'imperatore [45]
Carlo IV non ardisce entrare in Pisa, trovandosi questa città in armi [45]
24 febbrajo. I Gambacorti richiamati a Pisa [47]
Moderazione di Pietro Gambacorti che diventa capo della repubblica [48]
I Raspanti ed i Tedeschi scacciati dalla porta dei Lioni [50]
L'imperatore vende la pace ai Fiorentini ed ai Pisani [51]
6 aprile. Rende ai Lucchesi la libertà per duecento mila fiorini [52]
6 giugno. Accorda ai Lucchesi nuovi privilegi [53]
5 luglio. Parte alla volta della Germania [54]
1370 Aprile. I Lucchesi, avendo pagate le contribuzioni promesse all'imperatore, ricuperano la libertà [55]
1314-1370 Bella costanza de' Lucchesi durante la loro servitù [55]
1370 Nuova organizzazione data alla loro repubblica [56]
Spianano la fortezza, ed istituiscono una festa in memoria della ricuperata libertà [57]
Capitolo XLIX. Intraprese di Barnabò sopra la Toscana. — Gregorio XI attacca i Visconti; tenta di sorprendere la repubblica di Firenze sua alleata; i Fiorentini dichiarano la guerra al papa, e fanno ribellare tutte le città dello stato ecclesiastico. 1369-1378 [59]
1369 Giovanni Paleologo imperatore d'Oriente a Roma, ai piedi del papa [60]
1370 23 novembre. La città di Perugia sottomessa alla santa sede [61]
1369 Samminiato si pone sotto la protezione di Barnabò [63]
1370 3 gennajo. Samminiato assediato e preso dai Fiorentini [64]
1369 Il papa scomunica Barnabò, il quale fa mangiare ai legati le bolle di scomunica [64]
1370 Urbano V torna di settembre in Avignone, e vi muore il 19 di dicembre [66]
20 maggio. Tentativo di Giovanni Acuto per sorprendere Pisa colla scalata [66]
1370 Firenze fa la pace con Barnabò dietro la notizia della morte del papa [68]
Discordia in Firenze tra gli Albizzi ed i Ricci [69]
1371 I capi di queste due famiglie esclusi per cinque anni dal governo [72]
1370 31 dicembre. Gregorio XI, nipote di Clemente VI, succede ad Urbano V [72]
1371 Barnabò riprende la guerra contro la Chiesa [73]
I Fiorentini diffidano del papa, e ricusano la di lui alleanza [74]
1372-1373 Guerra de' Visconti colla Chiesa [75]
1374 6 giugno. Tregua d'un anno conchiusa tra le potenze [77]
Il legato di Bologna vuole approfittarne per sorprendere i Fiorentini [77]
Ambizione ed avarizia de' legati francesi della corte di Avignone [79]
1375 24 giugno. Giovanni Acuto entra in Toscana per bruciare le messi [79]
Il legato protesta di non avere mandato l'Acuto contro i Fiorentini [80]
I Fiorentini comprano la ritirata d'Acuto [82]
Il legato di Perugia rende più odioso il governo della Chiesa [83]
1375 I Fiorentini risolvono di muover guerra alla Chiesa [84]
Lega colle repubbliche di Siena, Lucca, Arezzo e Pisa [85]
Lo stendardo della libertà mandato ai sudditi della Chiesa [87]
Ribellione generale negli stati della Chiesa [86]
1376 5 febbrajo. I Fiorentini citati al concistoro vengono difesi da Tomaso Barbadori [88]
Condanna de' Fiorentini; protesta del Barbadori [90]
I Fiorentini cercano di sollevare Bologna contro il papa [91]
19 marzo. Rivoluzione di Bologna eseguita da Taddeo degli Azzoguidi [92]
20 marzo. La repubblica di Bologna ricupera la libertà [93]
1376 29 marzo. Gli abitanti di Faenza uccisi dall'armata della Chiesa [94]
La compagnia de' Bretoni viene assoldata dalla Chiesa [96]
Roberto di Ginevra coi Brettoni attacca Bologna, difesa da Rodolfo di Camerino [98]
Feroci minacce di Roberto di Ginevra [99]
1377 1.º febbrajo. Gli abitanti di Cesena uccisi per ordine di Roberto, cardinale di Ginevra [101]
1377 La repubblica romana alleata dei Fiorentini [102]
Lettera degli otto della guerra ai banderali di Roma [103]
17 gennajo. Gregorio XI torna a Roma ma non vi esercita la sovranità [106]
Giovanni Acuto passa al servigio de' Fiorentini, mentre che Rodolfo di Camerino gli abbandona [107]
Negoziazioni di pace cominciate senza buon successo da S. Catarina da Siena [109]
I Fiorentini disprezzano l'interdetto, e fanno riaprire tutte le chiese [111]
Agosto. I Bolognesi si staccano dalla lega, e fanno separata pace col papa [112]
1378 Si apre in Sarzana un congresso per la pace [113]
27 marzo. Il papa muore impensatamente di mal di pietra, ed il congresso si scioglie [114]
Capitolo L. Grande scisma d'occidente. Congiura de' Ciompi in Firenze. — La regina Giovanna spogliata del regno da Carlo di Durazzo. 1378-1381 [116]
La morte di Gregorio XI cambia il sistema della politica d'Italia [116]
1378 7 aprile. Quali cardinali entrarono in conclave [118]
1378 Due fazioni contrarie nel conclave; i Limosini ed i Francesi [121]
Il popolo di Roma domanda un papa romano [122]
Deputazione dei banderali al conclave per chiedere un papa romano [123]
Il cardinale Pietro Corsini loro risponde con fermezza [125]
I Limosini risolvono di eleggere una delle loro creature, l'arcivescovo di Bari [126]
Il cardinale di Limoges propone in conclave l'arcivescovo di Bari [128]
8 aprile. Viene eletto a maggiorità di suffragi [128]
I cardinali non osano annunziare tale elezione al popolo [129]
9 aprile. L'elezione del papa partecipata ai banderali ed al popolo [131]
L'arcivescovo di Bari accetta l'elezione, e prende il nome di Urbano VI [132]
Legalità di tale elezione [133]
Carattere di Urbano VI, sua imprudenza, suo orgoglio e suo impetuoso carattere [134]
I cardinali ricusano di abbandonare Anagni per recarsi a Tivoli, ove il papa vuol villeggiare nell'estate [136]
1378 Tutti i malcontenti si uniscono ai cardinali, e la compagnia de' Bretoni entra ai loro servigi [137]
I cardinali pensano di dare un coadjutore al papa [138]
9 agosto. Dichiarano vacante la santa sede ed illegale l'elezione di Urbano VI [139]
20 settembre. I cardinali francesi eleggono papa Roberto di Ginevra, che prende il nome di Clemente VII [140]
Urbano VI soscrive la pace colla repubblica fiorentina [141]
La più violenta di tutte le rivoluzioni di Firenze scoppia nello stesso tempo che lo scisma della Chiesa [143]
1372-1378 Contesa tra i Ricci e gli Albizzi [144]
1378 Il partito degli Albizzi pensa a scacciare colle armi i suoi nemici dalla città [145]
Maggio. Salvestro dei Medici, eletto gonfaloniere, riunisce il partito che avevano formato i Ricci [146]
Salvestro si appella al popolo dell'opposizione del collegio [147]
Benedetto Alberti chiama il popolo alle armi [148]
Una legge favorevole ai Ghibellini ed ai plebei viene accettata forzatamente [149]
1378 I corpi de' mestieri si adunano per chiedere nuove riforme delle leggi [150]
Opposizione tra le arti maggiori e le minori [151]
Le case dei capi del partito degli Albizzi sono svaligiate e bruciate [153]
Nuove concessioni accordate al popolo dal governo [154]
1.º luglio. Luigi Guicciardini nuovo gonfaloniere [154]
Nuove pretese del partito ghibellino e de' plebei [155]
Discorso di Luigi Guicciardini per calmare il popolo [156]
Movimenti sediziosi della più infima classe dei cittadini, i Ciompi [158]
Alcuni delinquenti gl'incoraggiano al saccheggio [159]
La signoria fa arrestare Simoncino Buggiggatti, capo dei sediziosi [161]
21 luglio. I Ciompi prendono le armi per liberarlo, o vendicarlo [162]
S'impadroniscono del gonfalone di giustizia, e bruciano molte case [163]
Armano diversi cittadini cavalieri [164]
Loro smoderate pretese [165]
Tutte le loro domande accordate dai consigli [167]
1378 I priori spaventati fuggono dal palazzo [168]
Michele di Lando, cardatore di lana, tiene il gonfalone di giustizia [169]
Viene dal popolo proclamato gonfaloniere [169]
Dimette tutti gli antichi magistrati e muta la costituzione [170]
Il popolo, scontento di Michele di Lando, si aduna a santa Maria Novella [171]
Michele di Lando ferisce i deputati che gli sono mandati, e li fa porre in catene [172]
Michele di Lando si apparecchia a resistere ai Ciompi [173]
Combatte contro di loro nella pubblica piazza, e li rompe [173]
Il partito degli Alberti e dei Medici raccoglie i frutti della rivoluzione [175]
Rivoluzioni in altre parti d'Italia: Galeazzo Visconti muore il 4 di agosto [175]
29 novembre. Morte di Carlo IV a Praga. Gli succede il figliuolo Wencislao [176]
1379 Una sollevazione in Napoli sforza Clemente VII ad abbandonare l'Italia [177]
Carlo di Durazzo, erede naturale di Giovanni di Napoli, allevato in Ungheria [178]
1379 Urbano VI persuade Carlo ad attaccare Giovanna [179]
Negoziati di Carlo di Durazzo colla repubblica fiorentina [179]
Congiure contro la repubblica, nelle quali prendono parte i generali di Carlo [180]
I capi del partito degli Albizzi arrestati e tradotti in giudizio [181]
I giudici non trovano motivi per condannarli [181]
Il popolo furibondo domanda il loro supplicio [182]
Gl'imputati si accusano essi medesimi preferendo il supplicio ai furori del popolo; sono decapitati [184]
1380 Urbano VI dichiara deposta la regina Giovanna [186]
29 giugno. Giovanna adotta Luigi d'Angiò per suo figlio e successore [187]
Giannuzzo di Salerno attraversa la Toscana coll'armata di Carlo di Durazzo [188]
14 settembre. Arezzo vien dato a Carlo di Durazzo [189]
1381 Carlo di Durazzo riceve dal papa l'investitura di Napoli, e prende il nome di Carlo III [189]
Estrema debolezza della regina e del suo partito [190]
16 luglio. Carlo III entra in Napoli senza aver combattuto [192]
1381 20 agosto. La regina è costretta d'arrendersi al nipote [192]
1382 12 maggio. Questi la fa morire soffocata sotto un letto di piume [193]
Inquietudine dei Fiorentini per l'innalzamento di Carlo [193]
Arroganza di Giorgio Scali e di Tomaso Strozzi [195]
Benedetto Alberti si dichiara contro di loro [196]
13 gennajo. Sedizione eccitata dallo Scali e dallo Strozzi per liberare un loro cliente [197]
Irritamento del popolo. Giorgio Scali perisce sul patibolo [198]
21 gennajo. Trionfo delle arti maggiori e del partito guelfo sopra il popolo [199]
1382-1387 Rigore del nuovo governo. Esilia Michele di Lando [200]
Benedetto Alberti, esiliato, muore a Rodi [201]
1374 18 luglio. Morte del Petrarca [203]
1375 21 dicembre. Morte del Boccaccio [203]
Coluccio Salutati e Leonardo Bruno detto l'Aretino [204]
Capitolo LI. Affari dell'Oriente. — Guerra di Genova in Cipro. — Quarta guerra tra Venezia e Genova; presa e ripresa di Chiozza; pace di Torino. 1372-1381 [205]
Le repubbliche marittime isolate dell'Italia non si occupano che del Levante [205]
1355-1391 Tutte le greche province dell'Asia conquistate dai Turchi [207]
Giovanni Paleologo fa abbacinare il figlio ed il nipote [208]
I Genovesi di Galata si fanno protettori de' principi abbacinati [209]
I principi promettono Tenedo ai Genovesi; il loro padre cede la stessa isola ai Veneziani [210]
1372 Rivalità dei Genovesi e dei Veneziani in Cipro [212]
Uccisione dei Genovesi fatta dai Ciprioti [213]
1373 Vittorie e moderazione di Damiano Cataneo in Cipro [213]
10 ottobre. L'isola di Cipro conquistata da' Genovesi, e renduta feudataria [214]
Alleanza del re di Cipro con Barnabò Visconti per vendicarsi dei Genovesi [216]
1356-1372 Odio dei Veneziani contro Francesco da Carrara, signore di Padova [218]
1372-1373 Guerra di Francesco da Carrara contro Venezia; egli viene umiliato [218]
Alleanza di Francesco da Carrara col re d'Ungheria e coi Genovesi contro Venezia [219]
1378 Barnabò Visconti fa attaccare i Genovesi per terra [220]
Luglio. Battaglia navale d'Anzio tra Vettore Pisani e Luigi del Fiesco [222]
1378 I Genovesi attaccati a Famagosta dal re di Cipro e dai Veneziani [223]
1379 29 maggio. Vettore Pisani disfatto in faccia a Pola da Luciano Doria [225]
Fortificazioni delle lagune dalla banda del mare, dette l'Aggere o Arzere [226]
Pietro Doria, ammiraglio genovese, attacca il canale, ossia porto di Chiozza [228]
16 agosto. I Genovesi occupano Chiozza [229]
1379 Spavento de' Veneziani, domandano la pace [230]
Pietro Doria ricusa la pace ai Veneziani [231]
I Veneziani rendono la libertà a Vettore Pisani, e gli danno il comando della flotta [233]
Vantaggi di Carlo Zeno, ammiraglio de' Veneziani, in Levante [235]
Carlo Zeno viene richiamato in patria [236]
Il gran consiglio offre la nobiltà per prezzo delle volontarie contribuzioni [237]
Una nuova flotta si arma e si esercita sotto Vettor Pisani [238]
23 dicembre. Il doge Andrea Contarini attacca Chiozza [239]
1379 Il canale di Chiozza chiuso per accidente ai Genovesi [240]
Vettor Pisani blocca i Genovesi all'apertura del Brondolo [242]
Critica situazione degli assedianti e degli assediati [243]
1380 1.º gennajo. Carlo Zeno giugne colla sua flotta in soccorso della patria [244]
Vettor Pisani chiude i Genovesi nell'isola di Chiozza [245]
Modo di adoperare l'artiglieria a que' tempi [245]
22 gennajo. Pietro Doria, l'ammiraglio genovese, viene ucciso da un colpo di bombarda [246]
I Genovesi tentano di tagliar l'argine con un canale [246]
19 febbrajo. Carlo Zeno sbarca nell'isola di Chiozza, e chiude i Genovesi in città [247]
Matteo Maruffo mandato da Genova nel golfo con una nuova flotta [249]
6 giugno. Si affaccia al porto di Chiozza, ed i Veneziani ricusano la battaglia [250]
15 giugno. I Genovesi tentano di fuggire sui battelli, vengono sorpresi e bruciati i battelli [251]
21 giugno. Sono costretti di arrendersi a discrezione [252]
Conquiste di Matteo Maruffo nel golfo; morte di Vettor Pisani [253]
1381 Negoziazioni di pace senza effetto [254]
2 maggio. Treviso venduto dai Veneziani a Leopoldo d'Austria [255]
8 agosto. Pace di Torino tra i due popoli marittimi, ed i loro alleati [256]
Capitolo LII. Rivoluzioni di Genova, di Napoli, del regno d'Ungheria. — Conquiste dei Veneziani in Oriente. — Potenza di Giovan Galeazzo Visconti. — Ruina delle case della Scala e di Carrara. 1382-1388 [258]
Potenza spiegata dai Genovesi nella guerra di Chiozza [258]
Fu cagione del suo indebolimento e della sua servitù [260]
1356-1378 Nuova aristocrazia formatasi in Genova tra i plebei [260]
1363-1378 Rivalità di Gabriele Adorno e di Domenico di Campo Fregoso [261]
1378-1383 Niccola di Guarco, doge in tempo della guerra di Chiozza [262]
1383 19 marzo. Sedizione contro Niccola di Guarco; tutte le fazioni si uniscono contro di lui [264]
1384-1390 Antoniotto Adorno doge di Genova [265]
1382-1384 Guerre tra Luigi I d'Angiò e Carlo III di Durazzo per il possedimento del regno di Napoli [266]
1384 10 ottobre. Morte di Luigi d'Angiò a Biseglio nella terra di Bari [268]
1383-1385 Contese di Carlo III con Urbano VI [269]
1384 Urbano assediato dall'armata del re nel castello di Nocera [270]
1385 Fugge da Nocera e si ritira a Genova [271]
Crudeltà d'Urbano verso i suoi cardinali [273]
1382 11 settembre. Morte del re Luigi d'Ungheria, sua figlia gli succede [274]
1385 4 settembre. Carlo di Durazzo chiamato in Ungheria lascia il governo di Napoli a sua moglie Margarita [276]
1386 Febbrajo. Carlo assassinato in presenza delle due regine [277]
Rivalità di Luigi II d'Angiò e di Ladislao di Durazzo [278]
La morte di Carlo III vendicato contro le due regine d'Ungheria [279]
1387 4 giugno. I Veneziani fanno restituire la libertà a Maria regina d'Ungheria, che sposa Sigismondo, marchese di Brandeburgo [280]
Indebolimento della corona di Ungheria, nuovo re di Rascia [281]
1387 L'isola di Corfù, Durazzo, Argo e Napoli si danno ai Veneziani [282]
I Veneziani vogliono vendicarsi di Francesco da Carrara [283]
1386 Muovono contro di lui Antonio della Scala, signore di Verona [284]
25 giugno. Battaglia delle Brentelle, rotta dell'armata veronese [285]
1387 11 marzo. Battaglia di Castagnaro, ove i Veronesi vengono nuovamente disfatti [287]
Giovanni Galeazzo era succeduto, il 4 agosto 1378, a suo padre Galeazzo [288]
Il 6 maggio del 1385 aveva arrestato suo zio Barnabò, ed occupati i di lui stati [289]
19 aprile. Francesco da Carrara accetta l'alleanza di Giovanni Galeazzo Visconti [291]
18 ottobre. Verona presa da Giovanni Galeazzo. Il della Scala fugge a Venezia [292]
Giovanni Galeazzo occupa pure Vicenza, e non la cede secondo le convenzioni a Francesco Carrara [293]
1388 Giovanni Galeazzo propone la sua alleanza ai Veneziani per ispogliare il Carrara [294]
Malcontento del popolo di Padova contro il suo signore [296]
1388 Francesco da Carrara abdica la signoria a favore di suo figliuolo Francesco Novello [297]
29 giugno. Giovanni Galeazzo manda una diffida a Francesco Novello [299]
I Padovani ricusano di difendere il loro signore [300]
23 novembre. Francesco Novello cede Padova a Jacopo del Verme, e s'incammina alla corte di Giovanni Galeazzo [301]
Francesco il vecchio cede pure la fortezza di Treviso [302]
Giovanni Galeazzo non mantiene i salvacondotti dati ai Carrara e li ritiene in prigione [302]
Capitolo LIII. Rivoluzioni nelle repubbliche toscane; intrighi di Giovanni Galeazzo. — Francesco da Carrara fugge a Firenze, e persuade questa repubblica a muovere guerra al Visconti. Conduce in Italia un'armata tedesca, e ricupera la signoria di Padova. 1388-1390 [304]
Imprudenza dei Veneziani nel permettere l'ingrandimento di Giovanni Galeazzo [304]
La Chiesa non poteva più far argine alla potenza de' Visconti [305]
1389 9 novembre. Morte di Urbano VI. Gli succede Bonifacio IX [306]
Le case di Savoja, di Monferrato, dei Gonzaga e d'Este dipendenti da Giovanni Galeazzo [307]
Gli altri stati d'Europa tutti deboli e divisi [309]
Ambizione e carattere di Giovanni Galeazzo [311]
1384-1389 Gelosia delle città libere di Toscana contro i Fiorentini [312]
1384 La città d'Arezzo venduta ai Fiorentini il 17 novembre del 1384, mentre i Sienesi desideravano di conquistarla [314]
1385 L'oligarchia artigiana dei riformatori scacciata da Siena il 24 marzo 1385 [315]
1388 Turbolenze a Montepulciano, nelle quali intervengono i Fiorentini contro i Sienesi [316]
I Sienesi irritati offrono di darsi a Giovanni Galeazzo che non gli accetta [317]
Tentativi di Giovanni Galeazzo per occupare Pisa [318]
1389 Cospirano in Bologna a favore di Giovanni Galeazzo [319]
Ottobre. Trattato di pace e di alleanza conchiuso coll'intervento del Gambacorti [320]
Nuovi intrighi di Giovanni Galeazzo, suoi tentativi sopra Samminiato, Cortona e Perugia [321]
Seduce Giacomo d'Appiano confidente di Pietro Gambacorti di Pisa [322]
1389 Fuga di Francesco Novello da Carrara [323]
Giovanni Galeazzo, dopo avergli dato Cortazzone presso Asti, aveva voluto farlo assassinare [323]
Marzo. Carrara fugge colla moglie, e passa in Avignone [325]
S'incammina colla moglie lungo la riviera di Genova per entrare in Toscana [326]
Dovunque viene minacciato ed inseguito [327]
Pietro Gambacorti non ardisce riceverlo in Pisa [329]
La signoria di Firenze s'astiene con lui da ogni relazione ministeriale [330]
Va a Bologna per eccitare questa repubblica contro Giovanni Galeazzo [331]
I Fiorentini l'incaricano di condurre dalla Germania un'armata contro Giovanni Galeazzo [331]
Carrara chiede soccorsi al duca di Baviera ed al conte di Segna [333]
Si pone in cammino per andare nella Rascia e nella Bosnia, quando è richiamato dai Fiorentini [334]
1390 Giovanni Galeazzo ed i suoi alleati dichiarano la guerra a Firenze ed a Bologna [335]
1390 Apparecchi de' Fiorentini per difendersi [337]
Le armate del Visconti occupano tutte le frontiere della Toscana [339]
Francesco da Carrara si presenta alle frontiere del padovano [341]
Gli abitanti della campagna prendono per lui le armi [341]
Il 19 giugno entra in Padova pel letto della Brenta [343]
Gli si danno tutte le fortezze di Padova e del territorio [344]
I Veronesi si ribellano contro Giovanni Galeazzo, ma sono sottomessi di nuovo [344]
1.º agosto. Il duca Stefano di Baviera giugne a Padova colla sua armata [345]
Capitolo LIV. Disfatta del conte d'Armagnacco alleato dei Fiorentini. — Bella ritirata di Giovanni Acuto; pace di Genova. — Uccisione dei Gambacorti in Pisa. — Protezione accordata dai Fiorentini a Francesco di Gonzaga ed a Niccolò III d'Este. L'imperatore Wencislao accorda a Giovanni Galeazzo il titolo di duca di Milano. 1390-1395 [347]
Francesco da Carrara sorpassa l'aspettazione dei Fiorentini. Non vi corrispondono i loro alleati di Germania [348]
1390 Il duca di Baviera ricusa di agire, e torna in Germania senza combattere [349]
1390 30 ottobre. Il marchese d'Este costretto ad unirsi ai Fiorentini [350]
Domande di Giovanni Galeazzo alla repubblica di Siena [351]
I Malavolti e gli amici della libertà uccisi o esiliati da Siena [352]
1391 I Fiorentini invitano il conte d'Armagnacco a combattere contro Giovanni Galeazzo [355]
Giovanni Acuto si avanza fino nella Ghiara d'Adda, e minaccia Milano [356]
Luglio. Il conte d'Armagnacco entra in Lombardia [357]
Provoca Giacomo del Verme chiuso in Alessandria [357]
25 luglio. È battuto, fatto prigioniero, e muore poco dopo [358]
Pericolo di Giovanni Acuto avviluppato nella Ghiara d'Adda [360]
Ottiene un vantaggio a Paterno sopra Jacopo del Verme, e passa l'Oglio ed il Mincio [361]
Viene chiuso nella valle Veronese tra l'Adige ed il Po [362]
Giacomo del Verme rompe le dighe dell'Adige ed inonda il piano [362]
Acuto attraversa il piano inondato ed esce a Castebaldo [364]
1391 Jacopo del Verme porta la guerra in Toscana, e vi trova l'Acuto [365]
Proposizioni di pace fatte da Antoniotto Adorno [366]
1392 28 gennajo. Condizioni della pace dettate dagli arbitri a Genova [367]
Francesco da Carrara cerca l'alleanza dei Veneziani [369]
Nuove pratiche di Giovan Galeazzo in Toscana [370]
Sua perfidia verso Francesco di Gonzaga, e risentimento di questi [371]
3 settembre. Nuova lega tra i Guelfi firmata ad istanza del Gonzaga [372]
Seguito degl'intrighi di Giovan Galeazzo a Pisa [373]
Congiura di Jacopo d'Appiano contro Pietro Gambacorti, suo benefattore [375]
21 ottobre. Pietro Gambacorti assalito ed ucciso coi suoi figliuoli da Jacopo di Appiano [377]
Le case de' suoi partigiani abbandonate al saccheggio. Jacopo d'Appiano tiranno di Pisa [378]
1390-1393 Guerre civili a Perugia tra i Guelfi ed i Ghibellini [379]
1393 30 luglio. Uccisione di Pandolfo Baglioni e dei Ghibellini di Perugia [380]
1393 Sollevazione in Firenze contro gli Albizzi, che non serve che a consolidare il loro potere [381]
Giovanni Galeazzo intraprende a deviare il Mincio di Mantova [383]
Francesco Gonzaga chiede l'assistenza dei Fiorentini [383]
Il Mincio rompe i lavori di Giovan Galeazzo [384]
31 Luglio. Morte d'Alberto d'Este; guerra civile in Ferrara tra i suoi eredi [385]
1394 16 marzo. Morte di Giovanni Acuto [386]
Il marchese d'Este vuole far assassinare suo cugino; ma viene ingannato da Giovanni da Barbiano, incaricato di tale assassinio [387]
Wencislao si offre per danaro di muovere guerra al Visconti [388]
1395 1.º maggio. Erige in ducato Milano e la sua diocesi, e ne investe Giovanni Galeazzo [389]
Conseguenza di tale infeudazione per il diritto pubblico e per la pace d'Italia [391]
Avventure di Carlo Montanini e d'Anselmo Salimbeni [392]
Capitolo LV. I Genovesi si danno al re di Francia. — Tentativo di Giovanni Galeazzo sopra Samminiato; si rinnova la guerra. — Disfatta dei Milanesi a Governolo; tregua. — Gherardo d'Appiano vende Pisa a Giovan Galeazzo. — Siena e Perugia si danno pure a lui. 1396-1399 [398]
Spossamento dei Genovesi dopo la guerra di Chiozza [398]
Molti partiti che si facevano guerra in questa repubblica [399]
1390-1394 Dieci rivoluzioni in Genova e dieci dogi che si soppiantano l'uno l'altro [400]
I marinai, clienti delle famiglie borghesi [401]
Carattere d'Antoniotto Adorno [402]
Sua alleanza con Giovanni Galeazzo [403]
Adorno, ingannato da Giovan Galeazzo, si accosta al re di Francia [405]
1396 25 ottobre. Genova si dà a Carlo VI, re di Francia, conservando i suoi privilegi [406]
1396-1398 Nuove guerre civili. Morte d'Antoniotto Adorno [407]
Smisurata ambizione di Giovanni Galeazzo unita ad una somma timidità [408]
Malgrado l'abituale sua falsità molti lasciavansi tuttavia ingannare dalle sue parole [409]
I soli Fiorentini ardiscono di giudicarlo, e di opporsi ai suoi disegni [410]
1396-1398 Maso degli Albizzi alla testa del governo; esilio di Donato Acciajuoli [412]
Le compagnie di ventura hanno mezzo soldo da Giovanni Galeazzo [413]
I Fiorentini vogliono imitarne la politica e torna a loro danno [413]
1396 29 settembre. Alleanza dei Fiorentini col re di Francia [414]
Resta senza effetto per la battaglia di Nicopoli [416]
1397 Alberico da Barbiano entra in Toscana senza dichiarazione di guerra [417]
17 marzo. Attentato di Mangiadori per togliere Samminiato ai Fiorentini [418]
Gli abitanti di Samminiato scacciano i congiurati, e conservano la loro città alla repubblica [419]
I Fiorentini dichiarano la guerra a Giovan Galeazzo [421]
Alberico da Barbiano guasta la Val d'Arno [422]
31 marzo. Giovanni Galeazzo attacca Francesco Gonzaga senza dichiarazione di guerra [423]
14 luglio. La sua armata penetra nel serraglio di Mantova [424]
1397 I Fiorentini spediscono soccorsi al Gonzaga [425]
28 agosto. L'armata e la flotta milanesi disfatte a Governolo [426]
1398 11 maggio. Tregua di dieci anni garantita dai Veneziani [427]
1397 4 agosto. Congiura dei Medici, Ricci, Spini ec., contro Maso Albizzi [428]
Trama del Visconti per togliere Pisa a Jacopo d'Appiano [430]
1398 2 gennajo. I milanesi tentano di occupare le fortezze di Pisa e sono respinti [430]
Giovanni Galeazzo abbandona i congiurati ed applaude al loro gastigo [432]
5 settembre. Morte di Jacopo d'Appiano. Gli succede Gherardo suo figliuolo [433]
Gherardo acconsente di vendere Pisa a Giovan Galeazzo [434]
Suppliche dei Pisani a Gherardo perchè loro renda la libertà [434]
1399 Febbrajo. Giovanni Galeazzo prende possesso di Pisa. Origine del principato di Piombino [436]
I conti di Poppi e gli Ubertini dichiaransi pel Visconti [437]
1393-1399 Rivoluzioni di Perugia; condottieri usciti da questa provincia [437]
1393-1399 Braccio di Montone e Biordo dei Michelotti [438]
1398 10 marzo. Congiura contro Biordo. Viene ucciso [440]
I congiurati costretti a fuggire. Ceccolino succede a Biordo [441]
1399 I Fiorentini riconciliano Perugia col papa, e prestano danaro a questa città [442]
Giovanni Galeazzo fa saccheggiare dagli avventurieri gli stati di Perugia e di Siena [443]
Debolezza ed anarchia di Siena [444]
11 novembre. Si dà al duca di Milano [445]
1400 21 gennajo. Perugia si dà pure al duca di Milano [445]
Gran numero d'alleati perduti dai Fiorentini [446]
Caduta dello spirito di libertà in Italia [447]
Capitolo LVI. Processioni de' penitenti bianchi. — Paolo Guinigi si rende padrone della signoria di Lucca. — Guerre civili a Bologna; Giovanni Bentivoglio usurpa l'autorità sovrana. — Deposizione di Wencislao; Roberto di Baviera, suo successore, attacca senza profitto Giovanni Galeazzo. Questi si rende padrone di Bologna; muore improvvisamente. 1399-1402 [449]
Stato deplorabile di tutta la Cristianità [449]
1399 5 luglio. Arrivo a Genova dei penitenti bianchi [451]
1399 Le processioni genovesi comunicano questa divozione a Lucca ed a Pisa [452]
Inquietudine di Lazzaro Guinigi, capo del governo di Lucca [453]
Processioni dei Fiorentini [454]
Il papa condanna le processioni de' penitenti bianchi [455]
Congiura contro Lazzaro Guinigi. È assassinato [456]
1400 Paolo Guinigi prende parte in un'altra congiura [458]
14 ottobre. È dichiarato capitano della città e della milizia [459]
La città d'Assisi passa sotto il dominio di Giovan Galeazzo [460]
Congiura a Firenze dei Ricci, Alberti e Medici [461]
1398-1400 Rivalità in Bologna de' Gozzadini e de' Zambeccari [462]
Moderazione di Carlo Zambeccari, egli rialza il partito Maltraversa [462]
Perdona ai Gozzadini e Bentivogli suoi nemici [464]
Morte dello Zambeccari; richiamo de' suoi avversarj [464]
1400 Giovanni Bentivoglio si separa da Nanne Gozzadini [465]
1401 27 febbrajo. Bentivoglio occupa il palazzo pubblico, e si fa proclamare signore [467]
Francesco di Gonzaga e Niccolò d'Este abbandonano l'alleanza dei Fiorentini [468]
1401 Caduta dell'autorità imperiale in Germania [469]
Wencislao oggetto del pubblico disprezzo [471]
1400 20 agosto. Wencislao deposto; è nominato Roberto suo successore [471]
1401 30 gennajo. Ambasciatori di Roberto a Firenze [473]
I Fiorentini si legano con Roberto contro Galeazzo [474]
Apparecchi di Giovan Galeazzo per resistere a Roberto [476]
21 ottobre. Gl'imperiali battuti dagl'Italiani [478]
Leopoldo d'Austria e l'arcivescovo di Colonia abbandonano l'imperatore [479]
Nuove negoziazioni dell'imperatore coi Fiorentini [480]
Ambidue ricorrono alla mediazione de' Veneziani [481]
1402 Giovanni Galeazzo attacca Giovan Bentivoglio, signore di Bologna [482]
15 aprile. L'imperatore Roberto torna in Germania [484]
I Fiorentini soccorrono Giovanni Bentivoglio [484]
26 giugno. Il Bentivoglio disfatto a Casalecchio [485]
1402 Bologna abbandonata ai Milanesi; è posto a morte il Bentivoglio [486]
1402 Giovanni Galeazzo fa chiudere tutte le strade al commercio di Firenze [488]
Cattivo stato dei Fiorentini [489]
3 settembre. Giovanni Galeazzo muore di peste [489]

Fine della Tavola.

NOTE:

[1.] Francisci Petrarcae Epist. sine tit. p. 795, 806, ec.