[121.] Andrea Gataro, p. 940.

[122.] Redusio da Quero, nemico di tutta la famiglia dei Carrara, parla con tenerezza di Giacomo. Chron. Tarvis., p. 819. — Jacob. de Delayto, p. 1036.

[123.] Redusius de Quero, p. 820.

[124.] Andrea Gataro, p. 942. Questo storico finisce la sua narrazione alla morte dei principi da Carrara, e spesso fa scordare la sua prolissità con interessanti particolarità.

Rodolfo, fratello naturale di Francesco Novello, fu ritenuto in prigione a Venezia fino al 1417. In tale anno fuggì, ma fu ben tosto ripreso, e probabilmente condannato a morte. Cronica di Bologna, p. 590. — Navagero Stor. Veneziana, p. 1099.

[125.] Eravi ancora l'anno 1423 quando Andrea Biglia scriveva la sua storia, l. I, p. 18. — Marin Sanuto, p. 832. — Brunoro seguì Sigismondo nella sua spedizione d'Italia l'anno 1432. — Petri Russii Fragm. Hist. Senens., t. XX, p. 41. — L'odiosa politica del consiglio dei dieci non può essere paragonata che al suo atroce sistema di procedura criminale. Nel dubbio, credeva di dover punire; e sopra l'indizio d'un delitto facevasi l'assurdo dovere di condannare un accusato malgrado l'intimo convincimento della sua innocenza. Carlo Zeno, il più virtuoso cittadino, il più grand'uomo di Venezia, venne accusato al consiglio dei dieci d'avere ricevuto da Francesco da Carrara quattrocento ducati d'oro; i libri del signore di Padova, ch'erano stati sorpresi, attestavano questo pagamento senza indicarne il titolo. Zeno riconobbe immediatamente d'avere ricevuta tale somma all'epoca indicata. Era, diceva lo Zeno, il pagamento di eguale somma ch'egli aveva prestata al Carrara quando era fuggito da Asti. Tutte le circostanze appoggiavano quest'asserzione, che avrebbe dovuto implicitamente credersi in vista del conosciuto carattere dello Zeno. Veruno de' suoi giudici osava solamente sospettarlo di corruzione; pure lo privarono di tutti gl'impieghi e lo condannarono alla prigionia di due anni, disonorando, per quanto dipendeva da loro, l'uomo che aveva coperto di maggiore gloria il nome Veneziano. Caroli Zeni vita, l. IX, p. 345.

[126.] Terminando la storia dei principi da Carrara e della Scala, tornerà forse comodo al lettore di avere qui una tavola cronologica di queste due dinastie. Quella dei Carrara aveva dominato in Padova ottantasette anni, cominciando nel 1318.

Giacomo Grande da Carrara nominato dal popolo principe di Padova.
an. 1318 mort. 1324
Nicolò, fratello di Giacomo 1324 1326
Marsilio, nipote di Giacomo e di Nicolò 1338
Ubertino, nipote di Marsilio 1338 1345
Marsilietto Pappafava da Carrara 1345 assassinato dal seguente 1345
Giacomo II, figlio di Nicolò detto qui sopra 1345 assassinato da un bastardo da Carrara 1350
Giacomino, fratello del precedente arrestato da suo nipote 1357 1372
insieme 1350
Francesco I, loro nipote prigioniero di Giovanni Galeazzo 1389 1393
Francesco II o Novello 1390 giustiziato a Venezia 1406
Francesco Terzo strozzati con lui 1406
Giacomo
figli di Francesco II
Ubertino morto a Firenze 1407
Marsilio decapitato a Venezia 1435

La casa della Scala aveva cominciato a regnare a Verona per

Mastino della Scala nominato signore l'anno 1260, ucciso li 17 ottobre 1277
Alberto, suo fratello, 1277, morto naturalmente 1301
Bartolomeo, figlio d'Alberto, 1301, mort. nat. 1304
Alboino, frat. del preced., 1304, mort. nat. in dic. 1311
Can Grande, frat. del prec., 1312, mort. nat. in lug. 1329
Alberto II. figli d'Alboino, ma Alberto prese poca parte al governo, 1329. mort. 13 settembre. 1352
Mastino II. mort. 3 giugno 1351
Can Grande II. figli di Mastino, insieme 1351. ucciso dai fratelli 1354
Can Signore. mort. natur. 1375
Paolo Alboino. ucciso in prigione dal fratel. morib. 1374
Bartolommeo II. figli naturali di Can Signore, insieme 1375. assassin. dal fratello 1380
Antonio fuggitivo nel 1388
avvelenat. nel 1390
Guglielmo figlio d'Antonio ristabilito l'anno 1404, morto pochi giorni dopo.
Antonio. suoi figli, fuggitivi e proscritti.
Brunoro.