[167.] Leon. Aretinus Comment. de suo tempore, t. XIX, p. 921.

[168.] Giornali Napoletani, t. XXI, p. 1066. — Giannone Ist. Civ. del Regno di Napoli, l. XXIV, c. 5, p. 388.

[169.] Joh. de Thwrockz Chron. Hung., l. IV, c. 9, p. 223.

[170.] Ladislao, in età soltanto di quattordici anni, aveva sposata nel 1389 Costanza di Clermont, figlia del conte Manfredi, il più grande signore della Sicilia. Costanza aveva portato al suo sposo una ricca dote, di cui si era valso nelle sue prime intraprese. La sua bellezza e le sue virtù l'avevano resa l'idolo della sua corte. Frattanto essendo stata abbattuta in Sicilia la fazione de' Clermont, Ladislao, annojato di sua moglie, dimandò una dispensa a Bonifacio IX per ripudiarla. Costanza, che passionatamente amava suo marito, udì con sorpresa, mentre ascoltava con lui la messa (l'anno 1392), il vescovo di Gaeta leggere una bolla del papa che annullava il suo matrimonio e lo vide innoltrarsi verso di lei per toglierle l'anello nuziale. La Chiesa non ammetteva allora il divorzio, e lo scandalo accresceva il dolore di questa sventurata regina, che venne relegata in un'oscura casa, sotto la custodia di due vecchie. Dopo due anni Ladislao la fece di là uscire perchè sposasse, il 26 dicembre del 1395, Andrea di Capoa, figlio del conte d'Altavilla, uno de' suoi favoriti. Costanza, mentre veniva dal novello sposo strascinata all'altare, gli disse in presenza di tutto il popolo: «Conte Andrea, puoi tu crederti il più felice cavaliere del regno, poichè avrai per tua amante la legittima sposa del re Ladislao, tuo signore.» Bonin. Miniat. Ann. t. XXI, p. 61 e 67. — Giannone Ist. Civile, l. V, c. 4 e 5.

[171.] Jo. Lucii de Regno Dalmat. et Croat., l. V, c. 4, p. 420.

[172.] Joh. Thwrockz Chron. Ung., l. IV, c. 10, p. 224.

[173.] Jo. Lucii de Regno Dalmat., l. V, c. 5, p. 424. — L'atto di vendita è del giorno 9 giugno, 1409.

[174.] Leon. Aretin. Comment., p. 921.

[175.] Piero Minerbetti, 1405, c. 11, p. 532. — Jacobi de Delayto Annales Estenses, t. XVIII, p. 1034. — Ann. Bonincontrii Miniat., t. XXI, p. 93.

[176.] Leon. Aretini Comment., t. XIX, p. 922.