[382.] Josephi Ripamontii Can. Sanctae Mariae ad Scalam Historia Urbis Med., l. V, p. 620.
[383.] La sostanza di Cosimo de' Medici ci viene fatta conoscere da due inventarj riportati ne' Ricordi di Lorenzo de Medici Ap. Roscoe, App. III, p. 41-44. Il primo fu dato alla morte di Lorenzo, fratello di Cosimo, di quattro anni di lui più giovane. La sostanza d'ogni fratello ammontava allora a 235,137 fiorini d'oro. Dopo 29 anni si fece del 1469 un inventario dell'eredità di Pietro, figlio di Cosimo, e la sua sostanza ascendeva allora a 237,989 fiorini, di modo che non aveva nè aumentato nè diminuito. I prodotti del commercio, calcolati al 20 per cento su questo capitale, non sono che 46,000 fiorini. Conviene ricordarsi che il fiorino fu costantemente l'ottavo d'un'oncia d'oro, o la 64ª parte del marco, mentre il Luigi d'oro nuovo n'è la 32ª.
[384.] Vita di Lorenzo de' Medici di Roscoe, t. I. — Ginguené Hist. Litter. d'Italie, chap. XVIII, t. III, p. 255.
[385.] Poggi Orat, parentalis Nicolai Nicoli, p. 276. — Ginguené, chap. XVIII, p. 258.
[386.] Vita di Lorenzo de' Medici, t. I.
[387.] Ginguené, chap. XVIII, t. III, p. 262.
[388.] Ist. di Gio. Cambi Deliz. degli Erud. Tosc., t. XX, p. 300.
[389.] Consigliò Francesco Sforza, i di cui affari in primavera del 1447 parevano affatto disperati a rifare la sua armata scoraggiata coll'abbandonarle a sacco Pesaro, sola delle città del suo dominio conservatasi fedele, e nella quale trovavasi inallora chiuso; soggiugnevagli che omai non doveva altro consultare che il proprio interesse, e non cercare ajuti che in se medesimo, rinunciando all'alleanza delle repubbliche, che non potevano amare gli uomini educati nella militare disciplina. Dice il Simonetta che lo Sforza rigettò quest'iniquo consiglio, e che si maravigliò d'aver ritrovato in così riputato uomo tanta barbarie. Joan. Simonetae, l. VIII, p. 388. NB. Questo aneddoto, raccontato dal solo storico di Francesco Sforza, intento ad allontanare dal suo eroe ogni sospetto di slealtà, ci darebbe una idea troppo svantaggiosa di un uomo che i suoi coetanei e la posterità collocarono fra i più illustri personaggi del 15.º secolo, e che ebbe per le sue virtù il nome di padre della patria. N. d. T.
[390.] Scip. Ammirato Stor. Fiorent., l. XXII, p. 54. — Nicc. Machiavelli Ist. Fior., l. VI, p. 207.
[391.] Scip. Ammirato, l. XXII. p. 55. — Barthol. Facii, l. IX, p. 144.