L'arcivescovo di Nicosia, i conti di Zaplana e di Zaffo, suoi fratelli, il signore di Tripoli e Rizzo de' Marini erano capi del partito, che ricusava il giogo di una regina veneziana e de' suoi consiglieri veneziani[470]. Si volsero segretamente a Ferdinando, re di Napoli, e gli offrirono di far isposare Carlotta, figlia naturale di Giacomo, a don Alonso, figlio naturale di Ferdinando, di destinare la corona a questi due fanciulli che trovavansi ancora in tenera età, e di conservare fino alla loro maggiorità l'indipendenza del regno sotto la protezione del re di Napoli[471]. Frattanto le voci di avvelenamento, ch'essi avevano sparse, eccitarono una sollevazione, nella quale furono dal popolo furibondo uccisi Andrea Cornaro, Marco Bembo, ed il medico del re. I capi del partito, che non erano ancora apparecchiati a difendere la loro indipendenza, e che sapevano trovarsi la flotta veneziana nelle acque di Cipro, sforzaronsi di calmare quest'insurrezione, che li comprometteva, e di scusarla agli occhi de' Veneziani. Un giudice di Venezia risiedeva in Nicosia per giudicare le cause che accadevano tra i suoi compatriotti; essi recaronsi presso di lui per rinnovare le loro promesse di conservarsi fedeli alla regina Catarina, alla prole che di lei nascerebbe, ed alla repubblica di Venezia. Mandarono una somigliante dichiarazione all'ammiraglio Pietro Mocenigo, e lo supplicarono di non punire tutto il regno per un assassinio dipendente da personali animosità; accusarono Bembo e Cornaro di concussioni, che gli avevano resi odiosi, e dissimularono i loro sospetti di veleno, che parevano compromettere la medesima repubblica[472].
Pietro Mocenigo s'infinse di prestar fede a tali proteste; non pertanto trovò conveniente d'assicurare il credito della giovine regina, facendo mostra agli occhi de' Cipriotti di tutta la potenza de' Veneziani. Si avvicinò all'isola colla sua flotta, e trovossi in Nicosia, quando la regina diede alla luce il figlio di Giacomo. Questo fanciullo fu tenuto al sacro fonte dal generalissimo e dai provveditori veneziani, e ricevette il nome di suo padre. Dopo avere passati alcuni giorni in Cipro, il Mocenigo continuò le sue stragi sulle coste della Licia, della Caria e della Cilicia. Ricevette sulla sua flotta gli ambasciatori della regina Carlotta, ch'erasi stabilita a Rodi, mentre che suo marito, Luigi di Savoja, viveva nella mollezza, a Ripaglea, in mezzo alle sue amanti. Carlotta, in nome dell'antica alleanza di suo padre coi Veneziani, in nome dell'amicizia che regnava tra il duca di Savoja, suo cognato e la repubblica, in nome sopra tutto della giustizia, ridomandava una corona che a lei sola poteva appartenere. Se l'usurpazione del bastardo, suo fratello, era colorita dal vantaggio del sesso, la morte di Giacomo doveva, secondo lei, riporla in tutti i suoi diritti. Il Mocenigo gli rispose, ch'egli avea riconosciuto Giacomo di Lusignano, confederato della repubblica di Venezia, come legittimo possessore del regno di Cipro, che i regni non si trasmettevano secondo le formole legali, e dietro le leggi seguite nelle processure, ma colla virtù e colle armi; che con tali mezzi Giacomo aveva conquistata l'isola di Cipro su di lei e sui Genovesi, che la vedova ed il figlio di questo monarca erano oramai i soli sovrani di quest'isola, e che, avendoli la repubblica adottati come suoi figliuoli, ella saprebbe difenderli[473].
Intanto il Mocenigo ebbe avviso di essere scoppiati a Nicosia nuovi movimenti, egli spedì subito alla regina Catarina, per prometterle una potente assistenza, quello stesso Coriolano Cepio che scrisse la storia di questa campagna. Pochi giorni dopo, gli fece tener dietro Vittore Soranzo, provveditore, con otto galere, e finalmente arrivò egli medesimo con tutta la flotta. Trovò la regina spogliata di ogni autorità, separata da suo figlio che i Cipriotti volevano educare essi medesimi, privata della guardia delle fortezze e della disposizione del tesoro, e non pertanto costretta da' suoi nemici, in particolare dai Catalani, che Giacomo aveva chiamati nel regno, a dichiarare che era contenta, e che tutto erasi fatto di sua volontà[474].
Dopo la Sicilia e la Sardegna, Cipro è l'isola più vasta del Mediterraneo: ha circa cento ottanta miglia nella sua maggiore lunghezza, sessanta di larghezza, e più di quattrocento di circonferenza. Posta tra il 35 ed il 36 grado di latitudine, gode d'un clima delizioso, e produce in abbondanza, vino, olio, frumento, ed il rame che ha da lei ricevuto il nome. La sua posizione, tra la Siria, l'Egitto e l'Asia Minore, sembra invitarla ad aggiugnere il più attivo commercio ai ricchi prodotti del suolo. Nei tempi della sua libertà, vi si contarono quindici fiorenti repubbliche; ma sotto il governo degl'imperatori, poi sotto quello dei re Lusignani erano infinitamente diminuite le sue ricchezze e la sua popolazione. La tirannia feudale dei baroni, la sovranità riclamata dai soldani d'Egitto, e gli esclusivi privilegj dei Genovesi e de' Veneziani, che volevano a sè soli riservato il commercio, impedivano lo stabilimento d'una buona legislazione, della pace, della sicurezza. Pure la conquista dell'isola di Cipro era tuttavia un'intrapresa, che richiedeva considerabili forze; e Pietro Mocenigo, non avendo che poche truppe da sbarco, volle, prima di tentar nulla, procurarsene in maggior numero. Mandò de' trasporti in Candia ed in Morea per raccogliere tutte le truppe disponibili de' Veneziani. Sei vascelli, che portavano molti Stradioti e fanti, gli sbarcarono per suo ordine a Famagosta. All'avvicinarsi di questa nuova armata, l'arcivescovo di Nicosia ed i conti di Tripoli fuggirono. Il Mocenigo, a nome della regina, cambiò i comandanti di tutte le fortezze, v'introdusse in appresso capitani e soldati veneziani con molti arcieri di Creta; punì capitalmente tutti coloro che avevano preso parte nell'ultima sollevazione, perseguitò i fuggiti, esiliò coloro ch'erano soltanto sospetti, e sotto pretesto di ristabilire ed assicurare l'autorità della regina, ridusse tutta l'isola nell'assoluta dipendenza dei Veneziani, e spaventò tutti i loro nemici col terrore de' supplicj[475].
Frattanto la regina perdette suo figlio in età di un anno, lo che resela ancora più straniera al regno. Il 24 marzo del 1474, il senato di Venezia le diede per consiglieri, o piuttosto per tutori due nobili veneziani, Luigi Gabrielli e Francesco Minio; ed il comando di tutte le truppe venne affidato a Giovanni Soranzo col titolo di provveditore generale. Il senato di Venezia nominò pure i particolari comandanti di Famagosta e di Cerina; ed alla regina, protetta da quell'ambiziosa repubblica, altro non rimase che la vana pompa della dignità reale[476].
FINE DEL TOMO X.
[TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO X.]
| Capitolo LXXV. Pontificato di Niccolò V; congiura di Stefano Porcari. — Campagna di Giacomo Piccinino nello stato di Siena. — Disgrazia e deposizione di Francesco Foscari a Venezia. 1447-1457 | [Pag. 3] | |
| Progressi della letteratura, decadenza dello spirito pubblico nel quindicesimo secolo | [3] | |
| I letterati di quest'epoca non hanno originalità per esercitare piena influenza sui loro concittadini | [4] | |
| Pedanteria di coloro ch'erano incaricati di qualche pubblica funzione | [5] | |
| Falsa idea che si formavano dell'eloquenza | [7] | |
| Carriera percorsa da uno de' più illustri e più felici filologi di questo secolo, Tommaso di Sarzana, ossia Niccolò V | [9] | |
| 1398-1434 | Natali e prima educazione di Tommaso di Sarzana | [9] |
| 1434-1446 | Suoi avanzamenti nelle lettere, e sue dignità ecclesiastiche | [10] |
| 1447 | 23 febbrajo. Morte d'Eugenio IV. Stefano Porcari vuole persuadere i Romani a far valere i loro privilegi | [12] |
| 6 marzo. Elezione di Tommaso di Sarzana che prende il nome di Niccolò V | [15] | |
| 1449 | Aprile. Felice V rinuncia al pontificato; e termina lo scisma | [16] |
| 1447-1455 | Incoraggiamenti dati alle lettere antiche da Niccolò V | [16] |
| Suo gusto per l'architettura e suoi monumenti | [18] | |
| Sua famigliarità coi letterati | [19] | |
| Educato nella servitù domestica non vuole riconoscere nè privilegi, nè libertà | [20] | |
| 1450 | Nuovi tentativi del Porcari in favore de' privilegi di Roma | [22] |
| Opinioni del Porcari e de' Romani intorno al governo de' Preti | [23] | |
| 1453 | Gennajo. Congiura di Stefano Porcari | [24] |
| Viene scoperta e condannati alla morte tutti i complici | [27] | |
| Niccolò V diventa sospettoso e crudele | [28] | |
| 1454 | Malattia di Niccolò V, e suoi rimorsi | [30] |
| 1455 | 24 marzo. Morte di Niccolò V | [31] |
| 8 aprile. Gli succede Alfonso Borgia col nome di Calisto III | [32] | |
| 1456 | Alleanza tra Alfonso d'Arragona e la casa Sforza | [33] |
| 1455 | Giacomo Piccinino conduce nello stato di Siena una compagnia di soldati avventurieri | [35] |
| Tutte le truppe italiane si adunano nelle Maremme di Siena per resistere al Piccinino | [37] | |
| Battaglia della valle d'Inferno | [37] | |
| Mortalità nelle armate, e ruina del Piccinino | [38] | |
| 1453-1456 | Progetti di crociate contro i Turchi subito dimenticati | [40] |
| 1454 | 18 aprile. Trattato di pace tra i Veneziani ed i Turchi | [42] |
| 1423-1457 | Glorioso regno di Francesco Foscari doge di Venezia | [43] |
| 1445-1456 | Accanimento del consiglio dei dieci contro suo figlio Giacomo Foscari | [45] |
| 1450 | novembre. Nuove persecuzioni contro Giacomo Foscari | [46] |
| 1433-1451 | Il vecchio doge Foscari offre l'abdicazione, e non è accettata | [47] |
| 1456 | Luglio. Ultime sventure e morte di Giacomo Foscari | [51] |
| 1457 | Ottobre. Il consiglio dei dieci chiede a Francesco Foscari l'abdicazione | [51] |
| 23 ottobre. Deposizione di Francesco Foscari che muore otto giorni dopo | [52] | |
| Capitolo LXXVI. Guerra d'Alfonso re di Napoli contro Malatesta di Rimini e contro i Genovesi. — Rivoluzioni di Genova; accanimento di Alfonso contro il doge Pietro di Campo Fregoso. — Morte di questo monarca: suo carattere. 1455-1458 | [54] | |
| 1433 | Il re di Napoli si era riservato di fare la guerra al Malatesta, a Manfredi ed ai Genovesi | [54] |
| Rivalità di Sigismondo Malatesta e di Federico di Montefeltro | [55] | |
| Novembre. Federico ajutato da Alfonso di Napoli e dal Piccinino attacca il Malatesta e lo stato di Rimini | [57] | |
| Collera d'Alfonso, re di Napoli, contro la repubblica di Genova | [57] | |
| 1435-1455 | Vent'anni di turbolenze in Genova duranti i quali questa repubblica aveva preso poca parte negli affari d'Italia | [58] |
| Potenza de' grandi uomini e delle ricordanze istoriche negli stati liberi | [59] | |
| Una mescolanza d'aristocrazia rendesi necessaria all'equilibrio che produce la libertà | [60] | |
| Le illustri famiglie di Genova non avevano nello stato una potenza proporzionata al loro credito presso il popolo | [62] | |
| Questa sproporzione è cagione di tutte le rivoluzioni di Genova | [62] | |
| 1436 | Tommaso Fregoso scaccia di nuovo il doge Isnardo di Guarco, e si fa riconoscere in suo luogo | [64] |
| 1437 | Battista Fregoso scaccia di nuovo il doge Isnardo di Guarco, e si fa riconoscere in suo luogo | [65] |
| Battista Fregoso, sedotto dagli intrighi del duca di Milano, si rivolta contro suo fratello è vinto ed ottiene perdono | [66] | |
| 1441 | Rivoluzione di Giovanni Battista del Fiesco e degli antichi nobili contro il Fregoso | [67] |
| 1435-1442 | I Genovesi consacrano tutte le loro forze nella difesa Renato d'Angiò contro Alfonso | [68] |
| 1442 | 15 dicembre. Tommaso Fregoso vinto e scacciato da Genova da Giovanni Antonio del Fiesco | [70] |
| 1443 | Gennajo. Rafaello Adorno nuovo doge di Genova | [70] |
| 1444 | Adorno rende la repubblica di Genova tributaria d'Alfonso | [72] |
| 1447 | 4 gennajo. Rafaele Adorno abdica la sua dignità e gli viene sostituito suo cugino Barnabò | [74] |
| 1447 | 30 gennajo. Barnabò Adorno scacciato da Giano Fregoso che gli succede | [75] |
| Conquista del marchesato di Finale fatta dal Fregoso | [76] | |
| 1450 | 8 dicembre. Pietro Fregoso succede a Luigi, ch'era succeduto a Giano, morto di malattia | [76] |
| 1452 | Soccorsi mandati dalla repubblica di Genova a Costantinopoli | [77] |
| 1453 | I Genovesi perdono la loro colonia di Pera | [78] |
| Essi cedono le loro colonie del mar Nero, e di Corsica alla banca di san Giorgio | [79] | |
| 1454 | Essi domandano la pace ad Alfonso per volgere di conserva le loro armi contro i Turchi | [80] |
| 1455 | 28 luglio. Pietro Fregoso sottomette i suoi nemici ribellatisi contro di lui | [81] |
| 1455-1456 | Si difende contro la flotta d'Alfonso | [82] |
| Corrispondenza d'Alfonso e del doge Fregoso | [82] | |
| Soccorsi mandati dai Genovesi ai greci del Levante | [85] | |
| 1457 | Pietro Fregoso ricorre a Carlo VII, re di Francia, ed a Giovanni d'Angiò duca di Calabria | [86] |
| 1454-1455 | Dimora di Giovanni d'Angiò in Toscana al soldo de' Fiorentini | [86] |
| 1458 | Febbrajo. La repubblica di Genova si sottomette alla signoria del re di Francia | [87] |
| 11 maggio. Giovanni d'Angiò viene a prendere il comando di Genova | [88] | |
| Fa tutti i suoi apparecchi di difesa | [89] | |
| 1 luglio. La morte d'Alfonso disperde l'armata napolitana e quella dei malcontenti | [90] | |
| 1416-1458 | Regno d'Alfonso in Arragona | [91] |
| 1458 | 27 giugno. Morte d'Alfonso nel castello dell'Uovo | [92] |
| Protezione accordata da Alfonso alle lettere | [93] | |
| Suo primo amore per Margarita de Hyer | [95] | |
| Sua ultima passione per Lugrezia d'Alagna | [96] | |
| Eccessiva sua liberalità | [97] | |
| Vizj della sua amministrazione | [97] | |
| Capitolo LXXVII. Pratiche di Calisto III e de' Baroni Napolitani perchè Ferdinando d'Arragona non succedesse a suo padre. S'addirizzano a Giovanni d'Angiò signore di Genova. Pietro Fregoso viene ucciso in un attacco contro Genova. Giovanni d'Angiò lascia Genova per il regno di Napoli. Guerra civile, battaglie di Sarno e di San Fabbiano tra gli Angiovini e gli Arragonesi. 1458-1460 | [99] | |
| Sforzi d'Alfonso per assicurare la successione di suo figlio Ferdinando | [99] | |
| 1443 | Il parlamento di Napoli aveva domandato che Ferdinando fosse designato per successore alla corona | [101] |
| 1443-1455 | Suo diritto confermato dalle bolle di molti papi | [102] |
| 1444 | E col suo matrimonio con Isabella di Clermont, nipote dei principe di Taranto | [105] |
| 1458 | 12 luglio. Calisto III dichiara il regno di Napoli devoluto alla S. Sede per l'estinzione della legittima linea | [105] |
| Vuole tirare ne' suoi progetti Francesco Sforza | [107] | |
| 6 agosto. Muore senza poter dare esecuzione ai suoi disegni | [108] | |
| 19 agosto. Elezione d'Enea Silvio Piccolomini, che si fa nominare Pio II | [108] | |
| Povertà di Pio II nell'atto della sua elezione | [109] | |
| Ottobre. Pio II riconosce Ferdinando come re di Napoli, e fa con lui un trattato vantaggioso alla Chiesa | [110] | |
| Il conte di Viane, competitore di Sigismondo si ritira in Sicilia | [112] | |
| 1459 | Malcontento de' baroni napolitani, loro proposizioni al re di Navarra | [113] |
| Respinti da lui s'addirizzano a Renato d'Angiò ed a suo figlio | [114] | |
| Il duca di Calabria, figlio di Renato, cerca l'alleanza di Francesco Sforza | [114] | |
| Gli viene rifiutata | [116] | |
| Lo Sforza cerca di eccitare delle turbolenze in Genova governata dal duca di Calabria | [117] | |
| Febbrajo. Prima spedizione di Pietro Fregoso, morte di G. A. del Fiesco | [118] | |
| Il duca di Calabria chiede ed ottiene soccorsi dai Genovesi per la guerra di Napoli | [119] | |
| Settembre. Seconda spedizione di Fregoso contro Genova | [120] | |
| 13 settembre. Penetra nello stesso circondario di Genova | [122] | |
| Vi è ucciso | [122] | |
| Disfatta della sua armata | [123] | |
| 4 ottobre. Il duca di Calabria spiega le vele da Genova per terra di Lavoro | [124] | |
| 27 maggio. Pio II fa l'apertura della dieta adunata in Mantova | [124] | |
| Calde preghiere dei deputati del Levante a questa dieta | [126] | |
| La dieta riparte tra i popoli le spese della futura crociata | [127] | |
| 1460 | 13 gennajo. Si scioglie senza assicurare soccorsi ai popoli del Levante | [128] |
| Pio II risolve di soccorrere Ferdinando contro la casa d'Angiò | [129] | |
| 1459 | Ottobre. 1460 gennajo. Sollevazione di tutto il regno di Napoli a favore della casa d'Angiò | [130] |
| 1460 | Quasi tutta l'Italia s'interessa a favore degli Angiovini | [132] |
| Ferdinando riclama dai Veneziani e dai Fiorentini i sussidj stipulati per l'alleanza | [133] | |
| I Fiorentini, sul punto di decidersi per il duca di Calabria vengono ritenuti da Francesco Sforza | [135] | |
| Le due repubbliche si obbligano alla neutralità | [136] | |
| Il Piccinino e Malatesta si pongono ai servigi del principe d'Angiò | [137] | |
| Primi vantaggi di Ferdinando nella Campania | [138] | |
| 17 luglio. Disfatta a Sarno dal duca Giovanni | [140] | |
| La regina Isabella implora la compassione del principe di Taranto, che respinge il duca Giovanni da Napoli | [141] | |
| 27 luglio. Sconfitta de' Fratelli Sforza e del Montefeltro a San Fabbiano loro data da Giacomo Piccinino | [143] | |
| La regina Isabella fa la questua in Napoli per rimontare l'armata di suo marito | [144] | |
| Capitolo LXXVIII. La repubblica di Genova sollevata dalle pratiche dell'arcivescovo Paolo Fregoso, si sottrae al dominio dei Francesi ed ottiene sopra il re Renato una luminosa vittoria. — Disastro del partito Angioino nel regno di Napoli. — Tirannide di Paolo Fregoso a Genova. Questa repubblica si assoggetta al duca di Milano. — Ultimi anni e morte di Cosimo dei Medici. 1460-1464 | [146] | |
| 1460 | Importanza del possedimento di Genova per la guerra de' Francesi a Napoli | [146] |
| Prime dissensioni in Genova sotto il governo francese | [147] | |
| 1461 | 9 marzo. Sollevazione che sforza Tommaso della Vallée a ritirarsi nel forte | [148] |
| Riconciliazione degli Adorni e de' Fregosi, proposta da Paolo Fregoso arcivescovo di Genova | [150] | |
| Prospero Adorno eletto doge dai due partiti | [150] | |
| La guarnigione francese viene assediata nel castelletto | [152] | |
| Luglio. Il re Renato si presenta a Genova con una flotta | [154] | |
| 17 luglio. La sua armata è battuta e quasi distrutta dai Genovesi | [155] | |
| Lo stesso giorno della battaglia Prospero Adorno è scacciato da Genova da Paolo Fregoso | [157] | |
| Luigi Fregoso entrato in possesso del Castelletto è nominato doge di Genova | [157] | |
| La sconfitta del re Renato a Genova fa grave danno alla parte Angiovina nel regno di Napoli | [158] | |
| Giorgio Scanderbeg conduce degli Albanesi in soccorso di Ferdinando a Barletta | [159] | |
| Diverse pratiche per istaccare Francesco Sforza dall'alleanza di Ferdinando | [160] | |
| 1462 | Febbrajo. Il duca di Milano fa arrestare Tiberio Brandolini come partigiano della casa d'Angiò | [162] |
| Vantaggi degli Angiovini in principio dell'anno | [163] | |
| In agosto la fortuna si dichiara per Ferdinando, e più non lo abbandona | [164] | |
| 18 agosto. Il duca d'Angiò e Piccinino sconfitti sotto Troja | [164] | |
| 1462 | Agosto. Sigismondo Malatesta disfatto dal Montefeltro | [165] |
| 13 settembre. Il principe di Taranto abbandona il partito d'Angiò | [166] | |
| 1463 | 10 agosto. Giacomo Piccinino abbandona il partito d'Angiò | [167] |
| Ottobre. Sigismondo Malatesta ottiene la pace dal papa a durissime condizioni | [170] | |
| 16 novembre. Il principe di Taranto muore ad Alta-Mura, probabilmente assassinato per ordine di Ferdinando | [171] | |
| 1464 | Il principe d'Angiò abbandona il regno di Napoli | [171] |
| Febbrajo. Luigi XI cede a Francesco Sforza tutti i suoi diritti sopra Genova | [172] | |
| 1460-1462 | L'arcivescovo di Genova si fa capo dei faziosi | [173] |
| Sorprende replicatamente il doge Luigi suo cugino, e si fa eleggere in suo luogo | [175] | |
| 1462-1464 | Violenta amministrazione di Paolo Fregoso | [176] |
| Aprile. L'arcivescovo Fregoso lascia Genova per fare il pirata | [178] | |
| 13 Aprile. Genova si assoggetta al duca di Milano | [179] | |
| Firenze si sottrae alle violenti rivoluzioni di Genova | [180] | |
| 1455-1464 | Governo democratico di Firenze | [180] |
| Autorità dittatoriale delle balìe renduta necessaria | [182] | |
| Grandezza di Neri Capponi e di Cosimo de' Medici | [183] | |
| 1455 | 1 Luglio. I Fiorentini, dopo la morte di Neri Capponi, non vogliono rinnovare la balìa | [184] |
| 1455-1458 | Umiliazione dei grandi dopo abolita la balìa | [186] |
| Contestazioni intorno allo stabilimento delle imposte | [187] | |
| Il gonfaloniere Matteo Bartoli domanda invano una balìa | [187] | |
| 11 Agosto. Luca Pitti fa ristabilire la balìa per forza | [188] | |
| La balìa fa un uso tirannico del suo potere | [189] | |
| Orgoglio di Luca Pitti che fa fabbricare un palazzo reale | [190] | |
| 1463 | Novembre. Cosimo de' Medici perde il suo secondo figliuolo | [192] |
| 1464 | 1 Agosto. Cosimo muore nel suo 75º anno | [193] |
| Monumenti innalzati di Cosimo nella sua patria | [194] | |
| Sua amministrazione pubblica e sue conquiste | [196] | |
| 1465 | Dopo morto viene dichiarato padre della patria | [197] |
| Capitolo LXXIX. Spavento cagionato all'Italia dalle conquiste dei Turchi. — Prime vittorie di Giorgio Castriotto o Scanderbeg. — Guerra de' Veneziani nella Morea. — Pio II sopraggiunto dalla morte quando stava per condurre una crociata nell'Illirico. — Ultime vittorie e morte di Scanderbeg. 1443-1466 | [198] | |
| 1464-1494 | Periodo di pace e di prosperità per l'Italia | [198] |
| Progressi delle lettere e delle arti, e decadimento del carattere nazionale in questo periodo | [199] | |
| 1443-1464 | Abbandono degl'Illirici ai Turchi, onde rimangono scoperte le coste d'Italia | [200] |
| Numerosi stati nati dalla ruina dell'impero d'Oriente | [201] | |
| Tutti questi stati cercano in Italia un centro alle loro negoziazioni ed ai loro interessi | [203] | |
| L'Italia si riempie di Greci e di Cristiani orientali fuggiaschi | [203] | |
| 1354-1458 | Dominio in Servia dei Crali della casa di Lazaro | [205] |
| Maometto II soggioga la Rascia e la Servia dopo la morte di Giorgio Bulkowitz | [206] | |
| 1364-1458 | Regno della casa Acciajuoli nel ducato d'Atene | [206] |
| Francesco Acciajuoli ultimo duca d'Atene strozzato da Maometto II | [208] | |
| 1450-1460 | I fratelli dell'ultimo governatore governano il Peloponneso col titolo di despoti | [209] |
| Vengono spogliati de' loro stati muojono nel 1465, e 1471 | [209] | |
| 1462 | Sinope, Ceraso, e Trebisonda sottomesse da Maometto II | [210] |
| 1463 | Maometto II attacca Blado Dracula, ospodaro di Valacchia e di Moldavia | [211] |
| Dopo spaventose crudeltà Blado si rifugia presso gli Ungari, che lo ritengono prigioniere | [213] | |
| 1404-1432 | Nascita di Giorgio Castriotto, e sua educazione tra i Turchi | [213] |
| Alla morte di Giovanni, padre di Giorgio Castriotto, Amurat II occupa la sua eredità nell'Epiro | [214] | |
| 1442 | Questi, soprannominato Scanderbeg | |
| solleva l'Epiro dopo avere disfatti i Turchi alla Morava | [215] | |
| 1442 | Occupa in un mese tutte le fortezze che appartennero in addietro a suo padre | [217] |
| Convoca una dieta dei principi dell'Epiro e d'Albania ad Alessio | [217] | |
| 1442-1445 | Forze ed entrate di Scanderbeg | [217] |
| Sue vittorie sopra Feyrouz e Mustafà | [221] | |
| 1449 | Amurat II guasta l'Epiro e s'impadronisce di Sfetigrade | [222] |
| 1450 | Amurat assedia inutilmente Croja, capitale di Scanderbeg | [223] |
| Morte d'Amurat dopo l'assedio di Croja | [224] | |
| 1452-1458 | Mosè Golento ed Amesa generale di Scanderbeg sedotti da Maometto II, ed in appresso sottomessi | [225] |
| 1461 | 22 giugno. Pace tra Scanderbeg e Maometto II | [227] |
| 1461-1465 | Campagne di Scanderbeg in Italia come ausiliario di Ferdinando | [227] |
| 1462 | Stefano Tommaso, re di Bosnia, domanda ajuto a Pio II | [229] |
| 1465 | La Bosnia conquistata da Maometto II, ed il suo re mandato al supplicio | [230] |
| La Schiavonia saccheggiata, ed il suo ban, ossia sovrano, ucciso con cinquecento suoi gentiluomini | [233] | |
| Maggio. La guerra accesa in Morea tra i Veneziani ed i Turchi | [234] | |
| Avendo i Veneziani occupato il Peloponneso, fortificano l'istmo ossia hescamiglion | [235] | |
| Assediano invano Corinto | [237] | |
| 1464 | Abbandonano vilmente l'istmo all'avvicinarsi di un'armata turca | [237] |
| 1463 | Pio II risolve di condurre egli stesso una crociata in difesa de' Cristiani del Levante | [239] |
| 22 ottobre. Con una bolla aduna i Crociati in Ancona | [242] | |
| Il doge di Venezia sforzato dai Pregadi a promettere di marciare in persona col papa | [243] | |
| 12 settembre. Trattato d'alleanza di Mattia Corvino con Venezia contro i Turchi | [243] | |
| 26 maggio. Pio II persuade Scanderbeg a ricominciare la guerra | [244] | |
| 1464 | 18 giugno. Pio II parte da Roma per la crociata | [245] |
| 1464 | Strada facendo incontra i Crociati che tornano alle loro case | [247] |
| Agosto. Il doge Cristoforo Moro viene a raggiugnere il papa ad Ancona | [249] | |
| 14 agosto. Morte di Pio II | [250] | |
| Insufficienti apparecchi da lui fatti per la sua spedizione | [251] | |
| Alla sua morte sono abbandonati i suoi progetti, e tutta l'armata si disperde | [253] | |
| Convenzione dei Cardinali prima di procedere ad una nuova elezione | [254] | |
| 16 settembre. Paolo II eletto da loro annulla la convenzione che aveva sottoscritta e giurata | [255] | |
| Mostra di volere soccorrere i Cristiani del Levante | [256] | |
| 1463 | Guerra de' Veneziani contro Trieste e l'imperator Federico III | [258] |
| 1465 | Loro spedizione contro il gran maestro di Rodi | [259] |
| Guasti che fanno in Grecia | [260] | |
| Orsato Giustiniani attacca Metelina, e vi commette orribili crudeltà sui prigionieri turchi | [261] | |
| Sigismondo Malatesta brucia Ministra, o nuova Sparta | [262] | |
| 1466 | Vittore Cappello saccheggia Atene | [263] |
| È perdente sotto Patrasso | [264] | |
| 1464 | Ballabano Badera incaricato da Maometto II della guerra contro Scanderbeg | [266] |
| Otto capitani di Scanderbeg cadono in un'imboscata nella valle di Valcalia | [268] | |
| 1464 | Battaglie d'Oronichio e di Sfetigrade | [269] |
| Giacomo Arnauta e Ballabano entrano nell'Epiro per due diverse parti | [270] | |
| Scanderbeg caduto in un'imboscata si salva a stento | [271] | |
| Battaglia di Valcalia ov'è sconfitto Ballabano | [272] | |
| Battaglia di Petrella ove Giacomo Arnauta è vinto ed ucciso | [273] | |
| 1465 | Nuovi sforzi di Maometto II per sottomettere l'Epiro | [274] |
| Entra con una potente armata e prende Chidna | [275] | |
| Scanderbeg va a Roma ad implorare i soccorsi di Paolo II | [277] | |
| Ballabano assedia Croja | [277] | |
| Ballabano è rotto ed ucciso, alle falde del monte Cruino, da Scanderbeg | [279] | |
| Scanderbeg vuole adunare una nuova armata in Alessio | [281] | |
| 1466 | Gennajo. È colà sorpreso da mortale malattia, discorso ai suoi soldati | [282] |
| Il suo solo nome disperde i Turchi che si avanzavano contro Alessio | [284] | |
| 17 gennajo. Muore ed è seppellito in Alessio | [284] | |
| Disperazione degli Epiroti | [285] | |
| L'Albania cade sollo il giogo de' Turchi | [286] | |
| Capitolo LXXX. Falsa politica de' Veneziani nell'amministrazione delle loro province d'oltremare. Perfidia di Ferdinando di Napoli, che fa perire Giacomo Piccinino. — Ultimi anni e morte di Francesco Sforza. Turbolenze di Firenze sotto l'amministrazione di Pietro de' Medici; progetti e debolezze di Luca Pitti. 1464-1466 | [288] | |
| Esistenza dell'Italia dipendente dalla guerra dei Turchi | [288] | |
| Non pertanto tutti gli stati trascurano la propria difesa per occuparsi di piccoli interessi | [289] | |
| I Veneziani che soli difendevano l'Italia la compromettono essi medesimi con una fallace politica | [290] | |
| I sudditi di Venezia divisi in tre classi | [291] | |
| Quelli delle provincie Illiriche affatto sagrificati alle altre due | [292] | |
| Una più savia politica avrebbe fatto di Venezia una potenza illirica | [293] | |
| Rapacità e venalità de' Veneziani nelle loro colonie | [294] | |
| Debolezza de' loro sforzi contro i Turchi, risultamenti di tale venalità | [295] | |
| Ferdinando, re di Napoli, non pensa che a vendicarsi de' suoi sudditi ribelli, coi quali aveva fatta la pace | [296] | |
| 1464 | Giugno. Fa arrestare Marino Marzano duca di Svessa | [297] |
| Giacomo Piccinino, temendo la stessa sorte, cerca la protezione di Francesco Sforza | [298] | |
| Viene a Milano a sposare Drusiana, figlia naturale dello Sforza | [299] | |
| 1465 | Torna a Napoli sotto la guarenzia di suo suocero | [301] |
| 24 giugno. Viene arrestato e fatto morire per ordine di Ferdinando | [302] | |
| Si accusa, forse senza fondamento, lo Sforza d'avere avuto parte a questo tradimento | [302] | |
| Ippolita, legittima figlia dello Sforza, sposa Alfonso figlio di Ferdinando | [306] | |
| Galeazzo Sforza mandato dal padre in soccorso di Lodovico XI, in occasione della guerra del ben pubblico | [307] | |
| 1466 | 8 Marzo. Morte di Francesco Sforza | [308] |
| 20 Marzo. Galeazzo suo figlio coronato a Milano, dopo essere fuggito di Francia travestito | [311] | |
| 1464-1466 | I principali cittadini di Firenze gelosi di Piero de' Medici | [313] |
| 1464 | Piero de' Medici, ritirando precipitosamente i suoi capitali dal commercio, offende e ruina tutti i clienti di suo padre | [315] |
| 1465 | Settembre. I consigli ricusano di rinnovare la balìa | [316] |
| 1 novembre. Gioja del popolo vedendo Niccolò Soderini gonfaloniere | [316] | |
| Il Soderini non sa operare la riforma durante la sua magistratura | [318] | |
| 1466 | Pietro de' Medici domanda che la repubblica paghi a Galeazzo Sforza, nuovo duca di Milano, il sussidio che dava a suo padre | [321] |
| 1466 | Gli amici della libertà fiorentina costretti a cercar soccorsi stranieri | [322] |
| Agosto. Pietro de' Medici torna a Firenze con persone armate | [324] | |
| Guadagna Luca Pitti che impedisce una battaglia tra le due parti | [324] | |
| 28 agosto. Pace tra i Medici il Soderini e suo partito | [326] | |
| 2 settembre. Viene subito violata dai Medici | [327] | |
| Proscrizione di tutti gli amici della libertà fatta da una nuova balìa | [328] | |
| Capitolo LXXXI. Gli emigrati fiorentini si riuniscono sotto la protezione di Venezia, ed attaccano con infelice riuscita i Medici; ingiustizia del governo fiorentino; morte di Pietro de' Medici. — Inquieta ambizione di Paolo II. Vuole impadronirsi dell'eredità dei Malatesta. Invano cerca alleati; muore detestato dai Romani e dai letterati. 1466-1471 | [330] | |
| La sola libertà poteva rendere Firenze abbastanza forte per sopportare le gravi perdite da lei fatte | [330] | |
| Questa libertà influiva sempre sul carattere sebbene fossero annullate tutte le sue istituzioni | [331] | |
| 1466 | Gli emigrati del 1446 si uniscono a quelli dei 1434, ed implorano la protezione de' Veneziani | [333] |
| Si assicurano di Bartolomeo Coleoni, e de' piccoli principi della Romagna | [334] | |
| 1467 | 10 maggio. Bartolomeo Coleoni passa il Po con una numerosa armata pagata dagli emigrati Fiorentini | [336] |
| Galeazzo Sforza passa all'armata Fiorentina comandata dal Montefeltro e la compromette | [337] | |
| 25 luglio. Battaglia della Molinella data in assenza di Galeazzo | [338] | |
| 14 novembre. Galeazzo, tornato a Milano, fa la pace col duca di Savoja | [340] | |
| Borso d'Este e papa Paolo II offrono la loro mediazione ai Fiorentini ed a Venezia | [340] | |
| 1468 | 2 febbrajo. Sentenza arbitramentale del papa per dettare la pace | [341] |
| 25 aprile. È costretto a riformarla | [343] | |
| Aprile. Nuove persecuzioni esercitate in Firenze dal partito dei Medici | [344] | |
| 1469 | 12 febbrajo. Torneo in onore di Lorenzo de' Medici | [345] |
| 4 giugno. Matrimonio di Lorenzo con Clarice Orsini | [346] | |
| Malattie ed ultime ammonizioni di Pietro de' Medici | [347] | |
| 2 dicembre. Morte di Pietro de' Medici | [349] | |
| 1467 | 28 febbrajo. Pietro de' Medici compera Sarzana e Sarzanella | [349] |
| 1465 | Giugno. Paolo II fa arrestare e spogliare i conti dell'Anguillara | [350] |
| Dissensioni tra Paolo II e Ferdinando rispetto al tributo dovuto a S. Pietro | [351] | |
| 1464 | 20 novembre. Morte di Domenico Malatesta, di cui Paolo II occupa l'eredità | [353] |
| 1468 | 13 ottobre. Morte di Sigismondo Pandolfo Malatesta e suo carattere | [354] |
| Convenzione di Paolo II con Roberto Malatesta, figlio naturale di Sigismondo, per riunire Rimini al dominio della Chiesa | [356] | |
| Roberto installato nel principato di Rimini, ricusa di renderlo | [357] | |
| 1469 | Giugno. Paolo II lo fa attaccare per sorpresa | [358] |
| 29 agosto. L'armata di Paolo II battuta da Federico di Montefeltro | [360] | |
| Negoziazioni di Paolo II per accendere una guerra generale in Italia | [361] | |
| 1468 | Dicembre. 1469 gennajo. Viaggio di Federico III imp. in Italia | [362] |
| Il papa conosce di non potere fidarsi di lui | [362] | |
| 6 luglio. Galeazzo Sforza sposa Bona di Savoja cognata di Lodovico XI | [365] | |
| 19 ottobre. Sua madre muore, e cade in sospetto d'averla avvelenata | [366] | |
| Il papa non può fare alleanza col duca di Milano, nè colla Francia, nè colla Spagna | [366] | |
| Giovanni re d'Arragona fa perire i suoi figli del primo letto, ed eccita così i suoi popoli alla ribellione | [367] | |
| 1466 | Giovanni d'Angiò chiamato al trono d'Arragona dai Catalani ribellati | [369] |
| 1470 | 16 dicembre. Muore a Barcellona | [370] |
| 22 dicembre. Il papa non potendo trovare alleati accetta la pace | [371] | |
| Perseguita in Roma i letterati | [372] | |
| 1471 | 14 aprile. Accorda a Borso d'Este il titolo di duca di Ferrara | [373] |
| 26 luglio. Morte di Paolo II | [375] | |
| 20 agosto. Morte di Borso d'Este duca di Ferrara e di Modena | [376] | |
| Capitolo LXXXII. Continuazione della guerra dei Turchi; loro guasti nella Carniola e nel Friuli; quelli de' Veneziani nella Grecia e nell'Asia minore. — Rivoluzioni di Cipro, che fanno cadere questo regno sotto la repubblica di Venezia. 1469-1473 | [378] | |
| Cattiva politica di Paolo II per la difesa della Cristianità | [378] | |
| 1458-1468 | Mattia Corvino, figlio di Giovanni Unniade, difende l'Ungheria contro i Turchi | [379] |
| Paolo II lo eccita a volgere le sue armi contro Giorgio Podiebrad, re di Boemia | [381] | |
| 1468 | Mattia Corvino abbandona la difesa dell'Ungheria per attaccare i Boemi dichiarati eretici | [383] |
| 1469 | Invasione della Croazia fatta da Assan Bey, ed uccisione degli abitanti | [384] |
| Niccolò Canale, generale Veneziano, sorprende e saccheggia Eno | [386] | |
| 2 agosto. Voto di Maometto II di distruggere l'idolatria de' Cristiani | [388] | |
| 1470 | 31 maggio. Una potente flotta turca esce per la prima volta dai Dardanelli | [389] |
| La flotta Veneziana ricusa la battaglia | [391] | |
| I Turchi dispongonsi ad attaccare il Negroponte, o Eubea | [392] | |
| Legano la Tessaglia all'Eubea con un ponte | [393] | |
| 25 giugno, 30 giugno, 5 luglio. Danno tre sanguinosi assalti alla città | [394] | |
| Niccolò Canale manca di risoluzione per rompere il ponte ed attaccare la flotta turca | [395] | |
| 12 luglio. I Turchi prendono d'assalto Negroponte, ed uccidono tutti gli abitanti | [396] | |
| Il Canale accusato di mancanza di coraggio | [397] | |
| Viene arrestato e caricato di catene; e gli succede P. Mocenigo | [399] | |
| Spavento cagionato ai Cristiani dalla presa di Negroponte, e dalla nuova Marina dei Turchi | [400] | |
| Paolo II si sforza di riconciliare gl'Italiani | [402] | |
| 1470 | 22 dicembre. Lega d'Italia per la difesa comune | [403] |
| 1471 | 24 giugno. Dieta di Ratisbona per provvedere alla difesa della Cristianità | [403] |
| Discorso di Paolo Morosini, ambasciatore veneziano, per chiedere soccorsi alle potenze tedesche | [405] | |
| Gli stati della Carniola ed i magnati d'Ungheria chiedono pure ajuti | [406] | |
| 19 luglio. Possente armamento ordinato dalla dieta, che l'indolente Federico III non cerca di effettuare | [408] | |
| Il papa invita la dieta a far attaccare i Boemi contemporaneamente ai Turchi | [409] | |
| Inutile negoziazione di Maometto II colla repubblica di Venezia | [411] | |
| Negoziazione di Paolo II e de' Veneziani con Ussun Cassan conquistatore della Persia | [412] | |
| Reciproca sfida d'Ussun Cassan e di Maometto II | [413] | |
| 9 agosto. Francesco della Rovere sotto il nome di Sisto IV succede a Paolo II | [414] | |
| 20 agosto. Ercole d'Este succede a Borso, duca di Ferrara, di preferenza a Niccolò, figlio di Lionello | [416] | |
| Negoziazioni di Catarino Zeno con Ussun Cassan | [418] | |
| Spedizione di Pietro Mocenigo per guastare l'Asia minore | [420] | |
| Rinforza la sua armata cogli Stradioti di Romania | [420] | |
| Saccheggia la Caria e l'Isola di Coo | [422] | |
| 15 giugno. Requesens colle galere di Napoli, ed Oliviero Caraffa con quelle del pontefice, si uniscono al Mocenigo | [423] | |
| Sacco ed incendio dei sobborghi d'Attalea, o Satalia nella Panfilia | [424] | |
| Guasto dell'Jonia | [425] | |
| 13 settembre. I Veneziani saccheggiano ed incendiano Smirne | [426] | |
| 1473 | Ingresso trionfale d'Oliviero Caraffa in Roma dopo la sua spedizione nell'Asia minore | [428] |
| 1472 | Guasti dei Turchi nell'Albania | [428] |
| Il pascià di Bosnia si avanza nel Friuli fino a tre miglia da Udine | [429] | |
| 1473 | Attentato del Siciliano Antonio, per bruciare la flotta turca a Gallipoli | [430] |
| 1475 | Corrispondenza del Mocenigo con Ussun Cassan, ed i principi Caramani | [432] |
| 1473-1488 | Ambasciata in Persia del Barbaro e del Contarini | [434] |
| 1473 | Il Mocenigo prende ai Turchi e rende ai Caramani Seleucia, ed altre due fortezze | [437] |
| Ussun Cassan battuto da Maometto II ai confini dell'Armenia e dell'Impero di Trebisonda | [438] | |
| Il Mocenigo saccheggia e brucia Mira nella Licia, e guasta le campagne di Fisso nella Caria | [439] | |
| Rifiuta l'assistenza del legato e volge la sua attenzione verso gli affari di Cipro | [440] | |
| 1458 | Debolezza di Giovanni III di Lusignano; turbolenze del suo regno | [441] |
| 1459 | Giacomo bastardo di Lusignano toglie la corona a Carlotta, figlia di questo re, ed a Luigi di Savoja suo marito | [443] |
| 1460 | Carlotta chiede ajuto al papa, ed a tutti i principi Cristiani | [444] |
| 1460-1468 | Marco Cornaro procura a Giacomo di Lusignano, l'alleanza della repubblica di Venezia, e gli assoggetta tutto Cipro | [445] |
| 1471 | Giacomo di Lusignano sposa Catarina Cornaro, adottata dalla repubblica di Venezia come figlia di S. Marco | [446] |
| 1473 | 6 giugno. Morte di Giacomo di Lusignano, lasciando gravida la moglie | [446] |
| Gelosia de' Cipriotti contro i Veneziani; uccisione de' parenti della regina | [447] | |
| Il Mocenigo ed i provveditori Veneziani presentano al battesimo Giacomo il postumo, figlio di Catarina Cornaro | [449] | |
| Ricchezza dell'isola di Cipro | [451] | |
| Il Mocenigo sbarca truppe in Cipro | [452] | |
| Gastiga severamente tutti i nemici della regina Catarina | [453] | |
| A nome di questa regina riduce l'isola di Cipro sotto l'assoluta dipendenza de' Veneziani | [453] | |