In tempo della sua prigionia, che durò un mese, il Savonarola compose un commentario del miserere, ossia del salmo 51, che aveva ommesso quando scriveva l'esposizione degli altri salmi, avendo in allora dichiarato che riservava questo lavoro pel tempo delle sue proprie calamità. Questa esposizione è stampata colle altre sue opere. Intanto il 23 di maggio una nuova pira venne innalzata su quella medesima piazza in cui il suo amico avrebbe dovuto volontariamente entrare nel fuoco. I tre religiosi, Girolamo Savonarola, Domenico Bonvicini e Silvestro Maruffi, dopo essere stati degradati dai giudici ecclesiastici, furono in mezzo alla catasta legati ad un palo. Quando il vescovo Paganotti loro dichiarò che li separava dalla Chiesa, il Savonarola rispose soltanto, dalla militante, volendo far sentire che stava per entrare nella Chiesa trionfante. Altro non disse; e fu appiccato il fuoco alla catasta da uno de' suoi nemici, che prevenne l'ufficio del carnefice. Così morì fra i due suoi discepoli il padre Girolamo Savonarola in età di quarantacinque anni ed otto mesi. Erano stati dati dalla signoria severissimi ordini per raccogliere le ceneri dei tre religiosi e gettarle nell'Arno. Pure ne vennero sottratte alcune reliquie da que' medesimi soldati che custodivano la piazza, e queste conservaronsi fino al presente esposte in Firenze all'adorazione dei devoti[517].
FINE DEL TOMO XII.
[TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XII.]
| Capitolo XCI. Considerazioni intorno al carattere ed alle rivoluzioni del quindicesimo secolo. | [pag. 3] | |
| Revista dello stato prospero dell'Italia quando cominciò la lotta per la sua indipendenza | [3] | |
| Importanza dell'epoca in cui ci siamo trattenuti | [4] | |
| Fino al 1492 l'Italia occupa il primo posto tra le nazioni europee | [4] | |
| Calamità che cominciarono in quest'epoca e ridussero l'Italia in servitù | [5] | |
| Rapida occhiata sull'intera storia d'Italia | [6] | |
| Avvi fondamento di accusare gl'Italiani d'avere meritato di perdere la loro indipendenza? | [7] | |
| La più saggia nazione non può signoreggiare tutti gli avvenimenti che formano il suo destino | [8] | |
| La nazione inglese fu in preda più volte alle medesime vicende che perdettero l'Italia | [9] | |
| Gl'Italiani non avrebbero conservata la propria indipendenza, riunendosi in una sola monarchia. Esempio degli Spagnuoli | [10] | |
| L'Italia non poteva far testa a tutte le nazioni che l'attaccarono contemporaneamente | [13] | |
| Una guerra civile poteva egualmente aprire l'Italia agli stranieri, quand'anche non avesse formata che una sola monarchia | [14] | |
| Diritti eventuali di successione che una monarchia lascia sempre agli stranieri | [15] | |
| L'Italia piuttosto avrebbe potuto salvarsi coll'unione delle repubbliche | [16] | |
| Gli stati d'Italia erano potenti nel XV secolo quanto quelli della Francia e della Germania | [18] | |
| L'Italia non poteva prevedere il pericolo che la minacciava | [19] | |
| L'indebolimento dello spirito di libertà diminuì in Italia la sua forza di resistenza | [20] | |
| Considerabile diminuzione nel numero de' cittadini sovrani | [21] | |
| La potenza d'una repubblica sopra di sè medesima accresciuta dalla partecipazione di tutti alla sovranità | [21] | |
| Il giogo imposto alle città suddite delle repubbliche aggravato nel XV secolo | [23] | |
| Diminuzione della libertà politica nelle stesse capitali delle repubbliche | [25] | |
| Diminuzione del sentimento d'indipendenza ne' principati italiani durante il XV secolo | [26] | |
| Molte antiche dinastìe innalzate dal popolo perdono nel XV secolo la sovranità | [28] | |
| Gli stati monarchici cessarono di appoggiarsi ad un principio di legittimità | [29] | |
| Malgrado questi semi di futuri disordini, il XV secolo fu un'epoca di grande prosperità | [31] | |
| Uomini illustri che brillarono nel XV secolo | [31] | |
| Le guerre del XV secolo si fecero con umanità | [32] | |
| Di quest'epoca la milizia italiana si fece onore in faccia agli stranieri | [33] | |
| Entusiasmo di tutta la nazione per le lettere | [34] | |
| Considerazione politica dei letterati in tutti gli stati d'Italia | [35] | |
| Emulazione eccitata a motivo dei molti piccoli stati | [35] | |
| Grandissima differenza tra le province e le capitali rispetto ai progressi dell'incivilimento | [37] | |
| Utilità pratica. Risultamento dei progressi delle scienze | [39] | |
| La storia di un paese libero fa conoscere tutti i patimenti degli individui, quella de' paesi non liberi li dissimulano | [40] | |
| Indagini intorno alla felicità reale d'una nazione in tutte le classi della società | [42] | |
| Stato di felicità de' paesani italiani paragonato a quello delle altre nazioni | [42] | |
| Prosperità dell'agricoltura nel XV secolo | [43] | |
| Province oggi incolte erano allora ben coltivate | [44] | |
| Allora i contadini italiani erano riuniti in terre murate | [46] | |
| Importanza politica loro data da tale unione | [47] | |
| Condizione dei popoli delle città più felice che la presente | [49] | |
| Attività di tutte le manifatture | [50] | |
| Gli artisti contribuivano alla pubblica prosperità | [51] | |
| Attività del commercio italiano esercitato dalla principale classe della nazione | [52] | |
| Prodigioso accrescimento del capitale italiano | [53] | |
| Speranza sempre offerta a tutti i padri di famiglia | [55] | |
| Prosperità delle arti e delle lettere, altra prova di quella della nazione | [56] | |
| Carattere di opulenza in tutti gli edificj del XV secolo a differenza della presente miseria | [56] | |
| La magnificenza dell'Italia era in allora affatto spontanea, e non deve confondersi col fasto dei governi | [58] | |
| Trovansi ovunque monumenti dell'universale prosperità del XV secolo; dopo tale epoca non si videro che avvenimenti che dovevano distruggerla | [59] | |
| Capitolo XCII. Elezione di Alessandro VI; progetti di riforma di Girolamo Savonarola; vanità di Pietro de' Medici, nuovo capo della repubblica fiorentina. Lodovico Sforza invita Carlo VIII a far valere i suoi diritti sul regno di Napoli; fermento di tutta l'Italia, Ferdinando I muore prima d'essere attaccato. 1492-1494 | [61] | |
| La potenza temporale dei papi erasi accresciuta nel XV secolo | [61] | |
| Trovavansi alla testa degli stati indipendenti dell'Italia | [62] | |
| 1492 | 25 luglio. La loro potenza vacilla alla morte d'Innocenzo VIII | [63] |
| Egoismo dei 23 cardinali adunati in conclave | [64] | |
| Opinione e ricchezze di Roderigo Borgia, vice cancelliere | [65] | |
| Costumi del Borgia e suoi cinque figli | [67] | |
| Rivali del Borgia, Ascanio Sforza e Giuliano della Rovere | [68] | |
| 11 agosto. Simoniaca elezione del Borgia, che prende il nome di Alessandro VI | [69] | |
| Tripudio de' Romani in principio del suo regno | [71] | |
| Desiderio di riforma sparso in tutta la Cristianità | [73] | |
| Carattere della riforma, quale fu cominciata in Italia | [74] | |
| 1452 | 21 settembre. Nascita di Girolamo Savonarola | [75] |
| 1483 | Prime prediche profetiche del Savonarola | [76] |
| 1489 | Suo arrivo a Firenze | [77] |
| La riforma del Savonarola non si estende che ai costumi ed alla disciplina, ma non tocca il domma | [78] | |
| 1492 | Il Savonarola ricusa di assolvere Lorenzo de' Medici al letto della morte, perchè Lorenzo non vuole rendere la libertà a Firenze | [79] |
| Vanità ed incapacità di Pietro che succede a Lorenzo dei Medici | [80] | |
| 1493 | Gelosia di Pietro de' Medici contro i suoi cugini, figli di Pier Francesco, ch'egli esilia da Firenze | [82] |
| Il Savonarola predica in Firenze la riforma politica e religiosa | [83] | |
| Predice all'Italia le calamità che doveva apportarle la guerra | [85] | |
| Pronostici di prossima guerra nelle pretese della casa di Francia, erede di quella di Angiò | [85] | |
| Lodovico il Moro, governatore di Milano, vuole riunire l'Italia contro gli oltremontani | [86] | |
| 1493 | Pietro de' Medici si oppone per vanità a quest'unione | [87] |
| Irritazione di Lodovico il Moro, e sua inquietudine per la segreta alleanza di Pietro dei Medici con Ferdinando di Napoli | [89] | |
| 22 aprile. Si lega segretamente con Venezia e con Alessandro VI | [90] | |
| Lodovico il Moro temeva che il re di Napoli non volesse proteggere suo nipote | [91] | |
| Incapacità di Giovanni Galeazzo, sovrano nominale di Milano | [92] | |
| Rivalità di sua consorte Isabella d'Arragona e di Beatrice d'Este, sposa di Lodov. il Moro | [93] | |
| 20 agosto. Massimiliano succede a suo padre Federico III, imperatore | [94] | |
| Lodovico il Moro marita sua nipote con Massimiliano, e da lui segretamente ottiene l'investitura del ducato di Milano | [95] | |
| Chiede l'alleanza della Francia, prima di spogliare il nipote e di prendere egli medesimo il titolo di duca | [96] | |
| 1483 | 30 agosto. Carlo VIII era succeduto a suo padre Lodovico XI | [97] |
| 1483 | Carattere di Carlo VIII, secondo il Guicciardini, e secondo il Comines | [97] |
| Suo mostruoso aspetto e sua incapacità | [98] | |
| 1493 | Offerte d'alleanza di Lodovico il Moro a Carlo VIII | [100] |
| Negoziazioni del conte di Cajazzo di concerto cogli emigrati napolitani | [101] | |
| Negoziazioni del conte di Belgiojoso presso i favoriti di Carlo VIII | [101] | |
| Convenzione tra Lodovico il Moro e Carlo VIII, stipulata da Briçonnet e dal Siniscalco di Belcario | [103] | |
| Negoziazioni di Carlo VIII con tutti i suoi vicini | [104] | |
| 1492 | 3 novembre. Trattato d'Etaples con Enrico VII d'Inghilterra | [105] |
| 1493 | 23 maggio. Trattato di Senlis con Massimiliano, re de' Romani | [105] |
| 19 gennajo. Trattato di Barcellona col re di Spagna | [106] | |
| Negoziazioni di Perron de' Baschi a Venezia | [107] | |
| L'ambasciata francese passa a Firenze | [108] | |
| 1494 | Indi a Siena | [109] |
| Ed all'ultimo a Roma | [109] | |
| 1493 | Negoziazioni di Ferdinando con Carlo VIII col mezzo di Camillo Pandone | [110] |
| Sua alleanza col papa, e matrimonio di don Goffredo Borgia | [110] | |
| Aperture di riconciliazione fatte da Ferdinando a Lodovico il Moro | [112] | |
| Apparecchi di guerra di Ferdinando | [113] | |
| Nuovo malcontento ed artificj del papa | [114] | |
| Fermento di tutta l'Italia | [115] | |
| Ferdinando pensa ad abboccarsi in Genova con Lodovico il Moro | [116] | |
| 1494 | 25 gennajo. Ferdinando muore inopinatamente di 70 anni | [117] |
| Carattere di Ferdinando e del suo regno | [118] | |
| Sua figura e sue maniere | [119] | |
| Capitolo XCIII. Apparecchi di difesa d'Alfonso II. Primi attacchi de' Francesi nello stato di Genova ed in Romagna. Discesa di Carlo VIII in Italia. Pietro de' Medici gli dà nelle mani tutte le fortezze della Toscana. Ribellione di Pisa; rivoluzione di Firenze; esilio dei Medici. 1494 | [121] | |
| 1494 | Alcune rivoluzioni si fanno a dispetto dell'abilità, altre a dispetto della reciproca inesperienza | [121] |
| 1494 | La guerra d'Italia si sostenne con eguale imperizia dalle due parti | [122] |
| 25 gennajo. Alfonso II viene proclamato re di Napoli | [123] | |
| Suoi apparecchi di difesa colle negoziazioni e colle armi | [124] | |
| Sue negoziazioni con Bajazette II | [124] | |
| Alessandro VI si unisce a lui per chiedere l'assistenza dei Turchi | [125] | |
| Alfonso rende più intima la sua alleanza con papa Alessandro VI | [126] | |
| Favori accordati alla casa Borgia nel regno di Napoli | [127] | |
| Alleanza d'Alfonso con Pietro dei Medici, le repubbliche toscane, ed i principati della Romagna | [128] | |
| Alfonso vuole chiudere colle armi le strade di Toscana e di Romagna, ed il mare con una flotta comandata da suo fratello don Federigo | [130] | |
| 13 luglio. Congresso di Vicovaro per regolare la difesa d'Italia | [130] | |
| Diversione cagionata dal papa, che adopera le forze napolitane contro i suoi particolari nemici | [131] | |
| 1494 | Una parte dell'armata viene incaricata di contenere i Colonna | [132] |
| Ferdinando, duca di Calabria, conduce l'altra parte in Romagna | [133] | |
| Proposizione del vecchio Paolo Fregoso di fare una rivoluzione in Genova | [134] | |
| Carlo VIII aveva fatta apparecchiare una magnifica flotta in Genova | [136] | |
| Vi aveva mandati il duca d'Orleans e due mila Svizzeri | [137] | |
| Fine di luglio. Don Federigo e gli emigrati genovesi attaccano Porto Venere, e sono respinti | [138] | |
| 4 settembre. Sbarca a Rapallo, e mette a terra Ibletto dei Fieschi cogli emigrati genovesi | [140] | |
| Gli emigrati attaccati a Rapallo per mare e per terra | [141] | |
| Rapallo è preso; prime crudeltà degli oltremontani | [143] | |
| Fuga d'Ibletto dei Fieschi e di suo figlio | [144] | |
| Luglio. Don Ferdinando conduce la sua armata in Romagna | [144] | |
| Il sire d'Aubignì ed il conte di Cajazzo gli fanno fronte | [145] | |
| I consiglieri di Ferdinando non gli permettono d'attaccare d'Aubignì | [146] | |
| 1494 | Ferdinando si ritira sotto le mura di Faenza | [148] |
| Irrisoluzione di Carlo VIII | [148] | |
| Il cardinale Giuliano della Rovere lo persuade a fare l'impresa d'Italia | [150] | |
| 23 agosto. Carlo VIII parte da Vienna per passare le Alpi con una numerosa armata | [150] | |
| Il duca di Savoja ed il marchese di Monferrato, ambidue minori, non custodiscono i passaggi delle Alpi | [152] | |
| 9 settembre. Carlo VIII è visitato in Asti da Lodovico il Moro e dalla sua corte | [153] | |
| Malattia di Carlo VIII in Asti | [154] | |
| Abboccamento di Carlo VIII con Gian Galeazzo ed Isabella sua sposa | [154] | |
| 20 ottobre. Morte di Gian Galeazzo. Lodovico proclamato duca di Milano | [156] | |
| Spavento che la morte di Gian Galeazzo, che si crede avvelenato, cagiona nell'armata francese | [157] | |
| Carlo VIII prende la via di Pontremoli per entrare in Toscana | [158] | |
| Sollevazione dei Colonna in Roma, che impedisce al papa di accorrere in difesa della Toscana | [159] | |
| 1494 | Deboli apparecchi di difesa dei Fiorentini | [159] |
| L'armata francese potev'essere trattenuta presso Sarzana e Pietra Santa | [160] | |
| Agitazione dei Fiorentini contro i Medici all'avvicinarsi dei Francesi | [162] | |
| Pietro de' Medici spaventato si reca al campo francese | [163] | |
| Novembre. Il Medici cede le fortezze dei Fiorentini ai Francesi | [164] | |
| Irritamento de' Fiorentini contro Pietro de' Medici | [166] | |
| 8 novembre. Il Medici torna a Firenze, e non è ricevuto nel palazzo della signoria | [167] | |
| 9 novembre. È forzato dal popolo ad uscire da Firenze coi suoi fratelli | [168] | |
| Pietro de' Medici si rifugia a Bologna | [170] | |
| Giovanni Bentivoglio gli rinfaccia di non avere saputo morire al suo posto | [170] | |
| Saccheggio delle ricchezze e delle preziose raccolte dei Medici | [171] | |
| Decreto della signoria contro i Medici, e per una mutazione di governo | [172] | |
| Negoziazioni del nuovo governo con Carlo VIII | [173] | |
| 1494 | Girolamo Savonarola parla al re di Francia come un profeta inspirato | [173] |
| Fermento del popolo di Pisa all'avvicinarsi di Carlo VIII | [176] | |
| Il governo di Firenze nelle città suddite era diventato più oppressivo durante la grandezza dei Medici | [177] | |
| L'agricoltura e la salubrità di Pisa ruinate dall'abbandono dei canali e delle dighe | [178] | |
| Il commercio all'ingrosso e le manifatture proibite ai Pisani | [179] | |
| Pisa non conta più storici dopo il 1406. Nota | [180] | |
| Unanimità dei Pisani per iscuotere il giogo | [181] | |
| Lodovico il Moro manda ad eccitarli Galeazzo da Sanseverino | [181] | |
| Simone Orlandi domanda a Carlo VIII la libertà di Pisa | [182] | |
| Carlo VIII la promette inconsideratamente | [183] | |
| 9 novembre. I Fiorentini scacciati da Pisa, la quale si pone in libertà | [184] | |
| Carlo VIII si concerta con d'Aubignì prima di andare verso Firenze | [184] | |
| Ottobre e novembre. Ferdinando abbandona la Romagna e d'Aubignì | [184] | |
| 1494 | D'Aubignì raggiugne Carlo VIII presso Firenze | [187] |
| Carlo VIII vuole rimettere il Medici in Firenze, ma questi, da lui chiamato, non torna | [187] | |
| 17 novembre. Ingresso in Firenze di Carlo VIII | [188] | |
| Negoziazioni di Carlo VIII colla signoria | [190] | |
| Ardire di Piero Capponi, che straccia le proposizioni del re, e si appella alle armi | [191] | |
| 26 novembre. Convenzione di Carlo VIII colla repubblica di Firenze | [192] | |
| 28 novembre. Partenza di Carlo VIII alla volta di Siena | [193] | |
| Capitolo XCIV. Terrore ed irrisoluzione del papa all'avvicinarsi di Carlo VIII. Questo monarca entra in Roma: abdicazione e fuga di Alfonso II. Dispersione dell'armata di Ferdinando II. Il regno di Napoli si assoggetta a Carlo VIII. 1494-1495 | [194] | |
| 1494 | Opinione di accortezza di Alessandro VI fondata sulla sua mala fede | [194] |
| La politica, quando non va d'accordo colla morale, rimane insufficiente nel pericolo | [195] | |
| Versatilità della condotta d'Alessandro coi Francesi | [196] | |
| 1494 | Avvicinandosi Carlo VIII vuole negoziare con lui | [197] |
| 9 dicembre. Incoraggiato dalla presenza dell'armata del duca di Calabria, fa trattenere i negoziatori che venivano a lui | [199] | |
| 2 dicembre. Ingresso di Carlo VIII in Siena | [200] | |
| Ritirata di Ferdinando, duca di Calabria, a traverso all'Ombria fino a Roma | [200] | |
| 19 dicembre. Nuovo sperimento di negoziazione del papa coi Francesi | [201] | |
| I feudatarj della Chiesa fanno le loro paci parziali coi Francesi | [202] | |
| Tutta la campagna di Roma viene in potere dei Francesi | [202] | |
| Motivi di Carlo VIII per trattare col papa | [203] | |
| I suoi consiglieri si lusingano di ottenere dal papa le principali dignità della Chiesa | [205] | |
| 31 dicembre. Il re entra in Roma alla testa della sua armata, mentre che il duca di Calabria esce per un'altra porta | [207] | |
| Aspetto di quest'armata. Gli Svizzeri | [207] | |
| I Guasconi, gli uomini d'armi | [208] | |
| 1494 | I cavalleggieri, la casa del re | [209] |
| L'artiglieria | [210] | |
| 1495 | gennajo. Il papa, ritirato in Castel sant'Angelo con sei soli cardinali, viene due volte minacciato dall'artiglieria francese | [211] |
| 11 gennajo. Pace tra il re ed il papa, e sue condizioni | [212] | |
| Il sultano Gem viene dal papa consegnato al re | [213] | |
| Anteriori negoziazioni di Bajazette col papa per far avvelenare suo fratello | [214] | |
| L'ambasciatore di Bajazette e quello del papa cadono nelle mani dei loro nemici | [215] | |
| 26 di febbrajo. Il sultano Gem muore avvelenato | [216] | |
| Fabrizio Colonna conduce un corpo di Francesi negli Abruzzi | [217] | |
| 28 gennajo. Carlo VIII parte da Roma alla volta di Napoli, per la strada di san Germano | [218] | |
| 30 gennajo. L'ambasciatore di Spagna dichiara a Carlo VIII, che i suoi padroni difenderanno il re di Napoli | [219] | |
| Risposta de' Francesi, e collera dell'ambasciatore | [221] | |
| 1495 | Fuga del cardinale di Valenza, che doveva rimanere ostaggio presso il re | [222] |
| Presa, sacco e carnificina di Monte Fortino e di Monte san Giovanni | [222] | |
| Terrore d'Alfonso II, ed irritamento del popolo contro di lui | [224] | |
| Uccisione dei prigionieri di stato nell'istante in cui salì sul trono | [226] | |
| Superstiziosi terrori d'Alfonso | [227] | |
| 23 di gennajo. Alfonso si chiude in Castel dell'Uovo | [228] | |
| Soscrive un atto d'abdicazione in favore di suo figlio, e fa imbarcare i suoi tesori | [229] | |
| 3 febbrajo. Parte alla volta di Mazari in Sicilia | [230] | |
| 19 novembre. Muore dopo molti atti di penitenza | [230] | |
| 24 gennajo. Inaugurazione di Ferdinando II a Napoli, dopo la quale riparte per l'armata | [231] | |
| Si fortifica a san Germano | [232] | |
| La sua armata atterrita abbandona san Germano. Egli ripiega sopra Capoa | [234] | |
| 19 febbrajo. Sollevazione del popolo in Napoli | [235] | |
| Ferdinando s'affretta di passare a Napoli, per acquietare la sollevazione del popolo | [236] | |
| 1495 | Durante la di lui assenza la sua armata si disperde, e Capoa si solleva contro di lui | [237] |
| 20 febbrajo. Vani sforzi di Ferdinando per ricondurre alla ubbidienza gli abitanti di Capoa | [239] | |
| Si ritira nel castello di Napoli | [240] | |
| 21 febbrajo. S'imbarca per timore d'essere tradito dai suoi soldati tedeschi | [241] | |
| Si rende padrone dell'isola d'Ischia | [242] | |
| 22 febbrajo. Ingresso di Carlo VIII in Napoli | [243] | |
| Carlo attacca le fortezze di Napoli | [244] | |
| 6 marzo. Capitolazione del Castello Nuovo di Napoli | [245] | |
| 15 marzo. Capitolazione del castello dell'Uovo | [246] | |
| Dispersione dell'armata di don Cesare d'Arragona che difendeva gli Abruzzi e la Puglia | [247] | |
| Terrore dei Turchi sull'altra riva dell'Adriatico | [248] | |
| Pratiche dell'arcivescovo di Durazzo e di Costantino Arianite per apparecchiare una ribellione nell'Albania | [249] | |
| Disordine ed orgoglio dell'armata francese | [249] | |
| 1495 | Tutti i grandi signori napolitani accorrono alla corte di Carlo VIII | [251] |
| Il re scontenta tutti i partiti | [252] | |
| Si abbandona ai piaceri ed all'ignavia | [253] | |
| Tutte le fortezze vengono disarmate per l'imprudenza de' suoi ufficiali | [255] | |
| Capitolo XCV. Rivoluzioni cagionate in Toscana dal passaggio di Carlo VIII. — Sforzi de' Fiorentini per riconstituire la loro repubblica, assoggettare Pisa e sottrarsi alla malevolenza de' Sienesi, dei Lucchesi, dei Genovesi. — Inquietudini dei Veneziani per i progressi di Carlo VIII; lega dell'Italia per mantenere la sua indipendenza, 1494-1495 | [256] | |
| 1494 | Stato della Toscana prima della spedizione di Carlo VIII | [256] |
| Rivoluzioni che eccita in Firenze, in Pisa, in Siena, in Lucca | [257] | |
| I Fiorentini, ricuperando la libertà, appena sanno in che consista | [258] | |
| La felicità che desidera ogni uomo è proporzionata alla sviluppo delle sue facoltà. Non è la stessa per tutti | [259] | |
| Lo scopo del governo è quello di rendere felice il maggior numero d'uomini possibile, innalzandoli, non abbrutendoli | [260] | |
| 1494 | La libertà politica è il più potente mezzo d'innalzare gli uomini | [260] |
| Confusione della libertà politica e della libertà individuale | [262] | |
| Ambidue venivano pochissimo rispettate in Venezia | [263] | |
| Pure Venezia prosperava a motivo della sua prudenza, ed il suo governo era l'oggetto dell'universale ammirazione | [264] | |
| Tutti i politici fiorentini propongono d'imitare in Firenze la costituzione de' Veneziani | [265] | |
| In Firenze tre opposti partiti adducono tutti a favor loro l'esempio di Venezia | [268] | |
| Partito dei Piagnoni, diretto dal padre Savonarola, da Valori e da Soderini | [269] | |
| Partito degli Arrabbiati, diretto da Dolfo Spini e da Guid'Antonio Vespucci | [270] | |
| Partito dei Bigi, affezionato ai Medici assenti | [271] | |
| 2 dicembre. Il parlamento adunato accorda alla signoria l'autorità della balìa | [271] | |
| La balìa nomina venti elettori, incaricati di eleggere tutti i magistrati | [273] | |
| 1494 | I venti elettori non possono convenire tra di loro, e perdono ogni credito | [274] |
| Il Savonarola propone le elezioni popolari, un consiglio formato di tutti i cittadini, ed un'amnistia | [275] | |
| 23 dicembre. Viene sanzionata la formazione del gran consiglio | [276] | |
| 1495 | 1.º luglio. Le elezioni sono restituite al popolo | [277] |
| 1494 | I Pisani riconstituiscono la loro repubblica | [277] |
| Deferiscono la sovrana autorità alle magistrature municipali, da cui erano stati governati in tempo di servitù | [278] | |
| 1495 | gennajo. Prime ostilità tra i Pisani ed i Fiorentini | [279] |
| Negoziazioni dei Pisani presso Carlo VIII per conservarsi la protezione della Francia | [281] | |
| Briçonnet va a Firenze per eseguire il trattato, per ricevere il danaro e consegnare Pisa | [283] | |
| 24 febbrajo. Dichiara di non aver potuto persuadere i Pisani, e riparte alla volta di Napoli | [284] | |
| Negoziazioni de' Pisani con Siena, Lucca e col duca di Milano | [284] | |
| 1495 | Il duca di Milano li rimette ai Genovesi | [286] |
| Arringa degli ambasciatori pisani al senato genovese | [286] | |
| Soccorsi dai Genovesi accordati ai Pisani | [288] | |
| Primi vantaggi ottenuti da Giulio Malvezzi, capitano dei Pisani | [289] | |
| 26 di marzo. Monte Pulciano si ribella ai Fiorentini, e si pone sotto la protezione di Siena | [291] | |
| I Fiorentini ricorrono invano a Carlo VIII | [292] | |
| Carlo VIII manda soccorsi ai Pisani contro Firenze | [293] | |
| Il Savonarola persuade i Fiorentini, colle sue profezie, a non abbandonare l'alleanza della Francia | [295] | |
| Inquietudine e scontentezza degli altri stati d'Italia | [296] | |
| Lagnanze di Lodovico il Moro contro i Francesi | [297] | |
| Animosità dei re di Spagna e dei Romani | [298] | |
| Negoziazioni di Filippo di Comines a Venezia per unire questa repubblica alla Francia | [299] | |
| Congresso di Venezia per formare un'alleanza contro la Francia | [301] | |
| 1495 | Terrore de' Veneziani alla notizia della conquista di Napoli | [303] |
| Pericolo del re se la lega dell'alta Italia toglieva Asti al duca d'Orleans | [305] | |
| 31 marzo. La lega contro la Francia si sottoscrive in Venezia, tra il papa, i re di Spagna, il re de' Romani, i Veneziani e Milano | [306] | |
| Partecipazione di tale lega a Filippo di Comines | [308] | |
| Segreto delle negoziazioni e turbamento del Comines | [309] | |
| Articoli pubblici dell'alleanza puramente difensivi | [309] | |
| Articoli segreti che la rendono offensiva | [310] | |
| Debolezza di Massimiliano, che non può soddisfare ai suoi obblighi | [312] | |
| Il duca di Ferrara ed i Fiorentini ricusano d'entrare nella lega | [313] | |
| Apparecchi di guerra dei confederati e ritirata degli ambasciatori | [314] | |
| Capitolo XCVI. Carlo VIII abbandona il regno di Napoli; attraversa Roma e la Toscana; si apre un passaggio a Fornovo a dispetto de' confederati, e giugne ad Asti. Tratta in Vercelli col duca di Milano, libera il duca d'Orleans assediato in Novara, e ripassa le Alpi. 1495 | [316] | |
| 1495 | Notificazione di Carlo VIII per minorare le imposte in Napoli, riducendole alle tariffe dei re angioini | [316] |
| Importanza della nobiltà del regno feudale di Napoli | [317] | |
| Carlo la scontenta non meno del popolo | [319] | |
| Non conosce nè i nomi, nè gli interessi, nè i servigj degli antichi signori napolitani | [319] | |
| Si desidera la prudente e regolare amministrazione degli Arragonesi | [320] | |
| La nazione si sente umiliata da un giogo straniero | [321] | |
| I Francesi impazienti di ritornare nella loro patria | [322] | |
| La notizia della lega di Venezia accresce questa loro impazienza | [322] | |
| 12 maggio. Carlo VIII prende la corona di Napoli senza aspettare l'investitura del papa | [323] | |
| Discorso del Pontano in occasione di tale inaugurazione | [324] | |
| 1495 | Carlo assegna comandanti a varie province, e lascia loro la metà della sua armata | [325] |
| Cerca di guadagnarsi i Colonna, i Savelli ed i Sanseverini coi beneficj | [326] | |
| 20 maggio. Parte da Napoli colla metà dell'armata per tornare in Francia | [327] | |
| 30 maggio. Il papa si ritira da Roma, quando si avvicinano i Francesi | [328] | |
| Carlo fa restituire al papa le fortezze di Cività Vecchia e di Terracina | [329] | |
| 13 giugno. Giugne a Siena, e vi si trattiene per far dare la signoria di quella città al signore di Lignì | [330] | |
| I Fiorentini fanno a Carlo VIII nuove offerte per ridurlo a ridar loro Pisa | [332] | |
| Esigono che Pietro de' Medici non entri nel loro territorio | [333] | |
| Si pongono in istato di difesa, e Carlo abbandona il pensiero di passare per la loro città | [334] | |
| Nuove suppliche dei Pisani a Carlo VIII pel mantenimento della loro libertà | [335] | |
| Vivo interesse che l'armata francese prende a favore dei Pisani | [336] | |
| 1495 | Carlo VIII protrae la sua decisione intorno alla sorte di Pisa, e rinnova le guarnigioni delle fortezze pisane | [338] |
| Inquietudine dell'armata francese, udendo cominciate le ostilità in Lombardia | [339] | |
| Lodovico il Moro provoca il duca d'Orleans rimasto in Asti | [339] | |
| 11 giugno. Il duca d'Orleans sorprende Novara | [341] | |
| È poi assediato in Novara da Galeazzo di Sanseverino | [342] | |
| 23 giugno. Carlo VIII parte da Pisa per Pontremoli | [343] | |
| Stacca un piccolo corpo d'armata per fare un tentativo sopra Genova | [344] | |
| Questa piccola armata è battuta ed a stento si riunisce a quella del re | [344] | |
| 29 giugno. La vanguardia francese brucia Pontremoli | [345] | |
| L'artiglieria francese attraversa a stento l'Appennino sopra Pontremoli | [346] | |
| L'esercito dei confederati, di circa quaranta mila uomini, e comandato dal marchese di Mantova, aspetta i Francesi a Fornovo | [348] | |
| La vanguardia francese avrebbe potuto facilmente distruggersi dai confederati a Fornovo | [349] | |
| 1495 | 5 luglio. L'armata francese riunita a Fornovo non conta più di nove mila uomini | [351] |
| Le due armate si accampano in vicinanza l'una dell'altra sulla destra del Taro, nella valle di Fornovo | [352] | |
| Il re spedisce il Comines al marchese di Mantova per trattare | [353] | |
| Gli alleati tardano ad attaccare i Francesi | [354] | |
| 6 luglio. Il re fa nuovamente chiedere il passo che gli viene negato | [355] | |
| Disposizioni della sua armata per farsi strada colla forza | [356] | |
| Viene attaccato dai Veneziani | [358] | |
| Il marchese di Mantova, che lo attacca alla coda, è respinto | [360] | |
| Gli Stradioti, che dovevano attaccarlo ai fianchi, lasciano la battaglia per saccheggiare l'equipaggio de' Francesi | [361] | |
| Il conte di Cajazzo, che doveva attaccare la vanguardia francese, prende la fuga | [362] | |
| I Francesi non ardiscono di attaccare in appresso gli Italiani | [364] | |
| La pugna benchè breve fu assai micidiale pegli Italiani | [365] | |
| Estremo terrore nell'armata italiana; invano il Pitigliano cerca di persuaderla ad attaccare il campo francese in quella notte | [366] | |
| 1495 | 7 luglio. Il re alloggia in Medesana, sempre in presenza del nemico | [367] |
| Il Comines viene incaricato di nuove negoziazioni | [368] | |
| 8 luglio. Il re leva tacitamente il suo campo, durante la notte, e s'avvia verso Borgo san Donnino | [369] | |
| I Francesi guadagnano un giorno di cammino sugli Italiani | [370] | |
| 9 e 10 luglio. Pericolo dell'armata francese divisa dalla Trebbia | [371] | |
| Continua la sua ritirata sempre inseguita dal conte di Cajazzo | [372] | |
| Patimenti e costanza de' Francesi in questa ritirata | [373] | |
| 15 luglio. L'armata francese arriva in Asti, dove si pone in sicuro | [375] | |
| Carlo dimentica la sua armata per una pratica amorosa | [377] | |
| Patimenti del duca d'Orleans chiuso in Novara | [379] | |
| Desiderio de' Francesi per la pace | [380] | |
| L'armata italiana si fortifica intorno a Novara | [381] | |
| 1495 | Il Comines, spedito alla corte del marchese di Monferrato, riprende nuove negoziazioni per la pace | [382] |
| Novara viene evacuata dal duca d'Orleans | [383] | |
| Il baglivo di Digione conduce al re dugento mila Svizzeri invece dei cinque mila che doveva assoldare | [384] | |
| Il duca d'Orleans cerca di persuadere il re ad approfittarne per rinnovare la guerra | [386] | |
| I suoi nemici si oppongono a tali progetti | [387] | |
| Rendono sospetti gli Svizzeri venuti all'armata | [387] | |
| Carlo VIII tratta col duca di Milano un parziale trattato | [388] | |
| 10 ottobre. Trattato di Vercelli col duca di Milano | [388] | |
| Scontento degli Svizzeri che il re vuole rimandare con un mese di soldo | [389] | |
| 20 ottobre. Il re parte da Torino ed entra in Francia pel Delfinato | [391] | |
| Nuova malattia sparsa in tutta l'Europa in occasione della spedizione di Carlo VIII | [391] | |
| Capitolo XCVII. Ferdinando II rientra nel regno di Napoli e ricupera la sua capitale. — I Francesi vendono ai nemici dei Fiorentini le fortezze che occupavano in Toscana. Sono ridotti a capitolare ad Atella, ed evacuano il regno di Napoli. Morte di Ferdinando II. 1495-1496 | [394] | |
| Gloria acquistata da Carlo VIII, siccome il solo dei re di Francia che facesse acquisto in lontane parti | [394] | |
| Immoralità di un re che tenta una conquista che non può conservare | [395] | |
| Altri conquistatori vengono scusati da progetti di miglioramento, di liberazione dei popoli, d'ingiurie all'onore nazionale da cancellarsi | [396] | |
| Carlo VIII non fa la guerra che per dar valore a certi diritti ereditarj privi di giustizia | [397] | |
| Prima d'entrare in Napoli, poteva prevedere che non vi si manterrebbe | [398] | |
| 1495 | Abboccamento di Ferdinando II con suo padre e con Gonsalvo di Cordova a Messina | [399] |
| Maggio. Occupa Reggio di Calabria | [400] | |
| I Veneziani prendono Monopoli, e la saccheggiano | [401] | |
| 1495 | Gaeta si solleva contro i Francesi, ma gl'insorgenti sono vinti, svaligiati ed uccisi | [402] |
| Primi prosperi successi di Ferdinando II in Calabria | [403] | |
| È sconfitto a Seminara dal d'Aubignì | [405] | |
| Fine di giugno. Si presenta sotto Napoli con una flotta | [407] | |
| 7 luglio. Ferdinando è ricevuto in Napoli dal popolo, mentre che il Montpensiero viene chiuso fuori delle mura | [408] | |
| Sforzi de' Francesi per rientrare in Napoli dalla banda della piazza di Castel Nuovo | [409] | |
| 8 luglio. La città viene chiusa con palafitte, e tolta ai Francesi, chiusi nelle fortezze, ogni comunicazione colla campagna | [410] | |
| Frequenti sortite de' Francesi chiusi ne' castelli di Napoli | [411] | |
| Prospero e Fabrizio Colonna prendono servigio sotto il re Ferdinando | [412] | |
| Ottobre. Il Montpensiero tratta per l'evacuazione dei castelli di Napoli | [414] | |
| Il Precì si avanza per liberare il Montpensiero | [415] | |
| Sua vittoria ad Eboli sul principe di Matalona | [416] | |
| 1495 | Ferdinando riduce con accortezza il Montpensiero a soscrivere la capitolazione | [418] |
| Suo imbarazzo per chiudere la strada di Napoli a Precì | [419] | |
| Fortifica i passi presso di Posilippo | [420] | |
| Precì in forza della capitolazione di Montpensiero è costretto a ritirarsi | [421] | |
| Il Montpensiero esce di notte dai castelli di Napoli, che poi non si consegnano a norma della capitolazione | [422] | |
| I Francesi del regno di Napoli sono compromessi dall'imprudente politica del loro sovrano in Toscana | [423] | |
| Ferocia dei Guasconi lasciati dal re in servigio dei Pisani | [424] | |
| Carlo VIII si obbliga nuovamente a dare Pisa ai Fiorentini contro un accrescimento di sussidj | [425] | |
| 15 settembre. Livorno renduto ai Fiorentini | [426] | |
| D'Entragues ricusa di ubbidire agli ordini del re, e di cedere Pisa e le sue fortezze | [426] | |
| 20 settembre. D'Entragues promette ai Pisani di dar loro entro cento giorni la rocca | [427] | |
| 1496 | 1.º gennajo. I Pisani, posti in possesso della loro fortezza, la spianano | [430] |
| 26 febbrajo. Sarzana e Sarzanello renduto ai Genovesi | [430] | |
| 30 marzo. Pietra Santa venduta ai Lucchesi | [430] | |
| Piero de' Medici si avvicina ai confini de' Fiorentini | [431] | |
| Chiede ajuto a tutti i nemici de' Fiorentini | [432] | |
| 1495 | 3 settembre. Tentativi degli Oddi contro i Baglioni a Perugia | [433] |
| 1496 | Virginio Orsini, dopo avere adunate le sue truppe a nome dei Baglioni, si avanza per spalleggiare Pietro de' Medici | [435] |
| I principi d'Italia abbandonano Piero de' Medici | [435] | |
| Virginio Orsini si obbliga a passare nel regno di Napoli con i Vitelli in servigio di Carlo VIII | [436] | |
| Carlo VIII non porge altro soccorso ai suoi generali nel regno di Napoli | [436] | |
| La guerra si faceva simultaneamente in ogni luogo nel regno di Napoli, ma in ogni luogo assai mollemente | [438] | |
| I Veneziani mandano il marchese di Mantova al re di Napoli con un'armata, chiedendo in compenso cinque città sulla costa dell'Adriatico | [439] | |
| 1496 | Importanza della dogana di Manfredonia, che percepisce un pedaggio sulle gregge di passaggio | [440] |
| Ferdinando e Montpensiero vogliono avere quella dogana | [441] | |
| Settecento fanti tedeschi al soldo di Ferdinando combattono contro tutta l'armata francese, e si fanno tutti uccidere | [442] | |
| Le due armate offrono la battaglia sotto le mura di Foggia, ma non l'accetta nè l'una nè l'altra | [444] | |
| Le mandre di passaggio da Manfredonia sono lasciate in balìa de' soldati; questi le uccidono per venderne la pelle | [445] | |
| Le due armate chiamano a sè i distaccamenti sparsi in tutte le province del regno | [445] | |
| Carlo VIII viene pressato a mandare soccorsi al Montpensiero | [446] | |
| Annuncia una spedizione in Italia, ed in appresso la trascura | [447] | |
| Il Montpensiero lascia l'assedio di Circello per soccorrere Frangetto di Monforte | [449] | |
| 1496 | Gli Svizzeri ricusano di combattere se il Montpensiero non paga i soldi arretrati | [451] |
| Gran parte della sua armata si disperde | [451] | |
| Il Montpensiero vuole ritirarsi sopra Venosa, ma è sopraggiunto ad Atella dove viene assediato | [452] | |
| Situazione di Atella nella Basilicata | [453] | |
| Gonsalvo di Cordova, dopo avere battuti a Laino i baroni angiovini, si unisce a Ferdinando sotto Atella | [454] | |
| 5 luglio. Sconfitta di un corpo degli uomini d'armi francesi | [455] | |
| Sconfitta degli Svizzeri all'abbeveratojo di Atella | [456] | |
| 20 luglio. Capitolazione di Montpensiero in Atella | [457] | |
| 23 luglio. Il Montpensiero esce da Atella con cinque mila uomini ed è condotto a Baja ed a Pozzuolo | [458] | |
| Il Montpensiero muore vittima dell'aere malsano colla maggior parte de' suoi soldati | [459] | |
| Virginio e Paolo Orsini sono posti in prigione ad istanza d'Alessandro VI | [459] | |
| 1496 | Tutto il rimanente del regno di Napoli, tranne tre piazze forti, si assoggetta a Ferdinando II | [460] |
| Agosto. Ferdinando II sposa sua zia paterna, Giovanna | [461] | |
| 7 settembre. Muore di consunzione, in età di 27 anni | [461] | |
| Capitolo XCVIII. Guerra di Pisa; i Pisani soccorsi dal duca di Milano, dai Veneziani e dall'imperatore Massimiliano. — Tregua in Italia. — Il Savonarola va perdendo in Firenze la sua riputazione. — Prova del fuoco che gli è proposta da un monaco; sua condanna e morte. 1496-1498 | [463] | |
| 1496 | Carlo VIII abbandona l'Italia per darsi tutto in preda ai piaceri | [463] |
| Tutti i Napolitani riconciliati alla casa d'Arragona a cagione dell'elezione di don Federico | [464] | |
| Il solo principe di Salerno rifiuta la pace e muore in esilio | [466] | |
| Sommissione delle città in cui i Francesi conservaronsi più lungamente | [466] | |
| Guerra di Pisa in Toscana, condotta secondo il sistema militare che precedette l'invasione di Carlo VIII | [467] | |
| 1496 | I Fiorentini guerreggiano a Pisa nello stesso tempo contro i nemici de' Francesi e contro i Francesi | [468] |
| Politica di Lodovico Sforza, chiamando i Veneziani in ajuto de' Pisani | [470] | |
| I Pisani si alienano dallo Sforza | [470] | |
| La repubblica di Venezia li riceve pubblicamente sotto la sua protezione | [472] | |
| Vantaggi ottenuti dai Pisani sopra i Fiorentini coll'ajuto degli Stradioti mandati da Venezia | [472] | |
| Lodovico Sforza, per tenere i Veneziani in soggezione, chiama in Italia Massimiliano, re de' Romani | [475] | |
| I Veneziani acconsentono di pagare, d'accordo collo Sforza e col papa, un sussidio al re de' Romani | [476] | |
| Massimiliano ordina ai Fiorentini di entrare nella lega d'Italia | [477] | |
| Molti rinomati capitani passano a soccorrere i Pisani | [479] | |
| Essi cercano di troncare ogni comunicazione tra Firenze e Livorno | [480] | |
| Morte di Piero Capponi sotto al castello di Sojana | [480] | |
| 1496 | Massimiliano attraversa la Lombardia con una così piccola armata, che non ardisce passare per le grandi città | [481] |
| Angustie de' Fiorentini attaccati contemporaneamente da tanti nemici | [482] | |
| Le esortazioni del Savonarola li conservano fedeli al partito francese | [483] | |
| Gli ambasciatori de' Fiorentini, rimandati dall'imperatore al duca di Milano, non vogliono esporgli la loro commissione | [484] | |
| 8 ottobre. Massimiliano s'imbarca a Genova per passare a Pisa | [486] | |
| Intraprende l'assedio di Livorno | [487] | |
| Crudeltà commesse dalle sue truppe a Bolgheri | [489] | |
| Arrivo di sei vascelli francesi a Livorno, che vittovagliano il presidio | [489] | |
| 14 novembre. Burrasca che disperde la flotta dell'imperatore, e lo costringe a levare l'assedio | [490] | |
| 19 novembre. L'imperatore parte subito alla volta di Sarzana e Pontremoli | [491] | |
| Dopo nuove negoziazioni cogli alleati in Lombardia torna in Germania | [492] | |
| 1496 | Durante l'inverno i Fiorentini ricuperano le castella loro tolte dai Pisani | [494] |
| 26 ottobre. Alessandro VI pronuncia la confisca dei beni degli Orsini, che vuole dare ai suoi figliuoli | [495] | |
| 1497 | Assedio di Bracciano sostenuto da Bartolommea Orsini | [496] |
| I Vitelli di città di Castello formano un'armata per soccorrere gli Orsini | [498] | |
| L'armata pontificia è battuta dai Vitelli, ed è fatto prigioniere il suo generale, il duca d'Urbino | [499] | |
| Pace tra il papa, gli Orsini ed i Vitelli | [500] | |
| Carlo VIII manda G. G. Trivulzio in Italia con una piccola armata | [501] | |
| Il Trivulzio tenta di eccitare una rivoluzione in Genova di concerto coi Fregosi, ma è costretto a ritirarsi | [502] | |
| Il duca d'Orleans non scende in Italia per assecondare il Trivulzio, per non allontanarsi dalla Francia nell'istante della morte di Carlo VIII | [504] | |
| 5 marzo. Tregua sottoscritta tra la Francia e la Spagna, cui possono intervenire tutti gli stati d'Italia | [505] | |
| 1497 | A Firenze la suprema autorità passa alternativamente dal partito dei piagnoni a quello degli arrabbiati | [507] |
| Negoziazioni dei Fiorentini colla lega d'Italia | [508] | |
| 29 aprile. Piero de' Medici ne approfitta per tentare di sorprendere Firenze | [509] | |
| Il gonfaloniere e quattro de' più riputati cittadini accusati di essere entrati nella trama di Piero de' Medici | [511] | |
| 17 agosto. Sentenza di morte pronunciata contro i prevenuti coll'adesione del consiglio de' Richiesti | [512] | |
| 21 agosto. Il consiglio de' Richiesti rigetta l'appello al popolo, interposto dai condannati | [513] | |
| La signoria dubita di ordinarne l'esecuzione | [514] | |
| Forme complicate delle deliberazioni della signoria, rispettate anche in tempo che si fa violenza agl'individui | [515] | |
| La sentenza di morte si eseguisce durante la notte | [517] | |
| 20 agosto. Il Savonarola perde il credito, per non essersi opposto al supplicio de' suoi nemici | [518] | |
| 1497 | Provoca la corte di Roma predicando contro la condotta di Alessandro VI, e de' figliuoli di lui | [519] |
| 14 giugno. Francesco Borgia assassinato da Cesare, suo fratello | [519] | |
| Alessandro VI eccita tutti i nemici del Savonarola | [520] | |
| La signoria di Firenze ordina al Savonarola di non predicare | [522] | |
| Il Savonarola dichiara che la scomunica del papa non ha forza quando è ingiusta, e torna a predicare | [523] | |
| 1498 | Il Savonarola fa distruggere sotto pena d'anatema, tuttociò che sembragli concorrere al vizio o alla mollezza | [524] |
| Il papa fa predicare a santa Croce contro il Savonarola | [525] | |
| L'antagonista del Savonarola offre di subire con lui la prova del fuoco | [527] | |
| Domenico Bonvicini di Pescia accetta la disfida pel suo maestro | [528] | |
| Ardore di tutto il popolo fiorentino per affrettare la prova del fuoco | [528] | |
| 7 aprile. Rogo apparecchiato per la prova dei due monaci | [530] | |
| 1498 | I Francescani promovono diverse difficoltà per ritardare la prova | [531] |
| Il Savonarola non vuole acconsentire che il suo discepolo deponga il sagramento per entrare nel fuoco | [532] | |
| Una violenta pioggia divide l'adunanza, senza che abbia luogo la prova | [533] | |
| Irritazione del popolo contro il Savonarola, perchè per cagion sua mancò l'aspettato spettacolo | [534] | |
| Viene assalito in convento di san Marco, ed il Savonarola condotto in prigione con due dei suoi monaci | [535] | |
| 8 aprile. Francesco Valori è arrestato dal popolaccio ed assassinato da Vincenzo Ridolfi | [535] | |
| La sovrana autorità viene in mano della parte nemica del Savonarola | [536] | |
| Alessandro VI manda due giudici a Firenze per assistere il processo del Savonarola; ma egli lo condanna anticipatamente | [537] | |
| Colla tortura strappano al Savonarola confessioni, in appresso da lui smentite | [538] | |
| 1498 | 23 maggio. Il Savonarola viene bruciato sulla pubblica piazza con Domenico Bonvicini e Salvestro Maruffi, suoi discepoli | [540] |
Fine della Tavola.
NOTE:
[1.] Italia illustrata di Flavio Biondo, trad. di Lucio Fauno. Venez., 1542 in 8.º Regione III, f. 94. Ostia, che ne' tempi Romani contava per lo meno cinquanta mila abitanti, non contiene adesso che trenta uomini nella buona stagione, e dieci nella malsana con due o tre donne. In un raggio di dieci miglia da ogni lato, la campagna non ha un solo abitante, fuorchè a Porto, città ancora più desolata di Ostia.
[2.] Questo calcolo non è una misura determinata, ma un minimum. Tutto il frumento che viene portato al mercato non è necessariamente consumato nelle città; i contadini, che non coltivano che vigne ed uliveti, ne assorbono una gran parte. Questa sproporzione si è accresciuta dopo che le vaste campagne delle Maremme e della Puglia sono state abbandonate e deserte. La sola parte della campagna italiana che sia tanto popolata quanto lo era nel quindicesimo secolo, è quella che riacquista il grano portato al mercato; la minorazione della coltura dei grani nei paesi oggi deserti fu già proporzionata alla popolazione delle città; e perciò alcuni economisti pretendono che oggi i quattro quinti della nazione italiana appartengano alla classe de' coltivatori.
[3.] Ho sostituito marmo statuario, per singolarizzare quella qualità di marmo, che in allora come al presente era la sola che serviva pei principali lavori di scultura. N. d. T.