Ma l'istruzione che aveva quest'oratore era ancora più esplicita che la sua arringa. Egli dichiarò all'imperatore essere la repubblica apparecchiata a consegnargli tutti i suoi stati di terra ferma, ed avere richiamate le sue guarnigioni da tutte le terre dell'impero, che consegnerebbe agli ufficiali di Massimiliano, tosto che si presentassero per riceverle. Tanta sommissione ed umiltà non sortirono verun effetto: il re de' Romani non volle ascoltare verun trattato senza partecipazione del re di Francia. Nello stesso tempo il senato aveva pure spedito in Romagna un segretario di stato con ordine di consegnare al papa la rocca di Ravenna e tutto ciò che ancora restava in quella provincia sotto gli ordini di Venezia, altro non si riservando che l'artiglieria delle piazze di guerra, e la libertà di tutti i prigionieri fatti dall'armata pontificia. In appresso i cardinali veneziani supplicarono il papa d'accordare l'assoluzione alla loro patria a motivo che conformemente al suo monitorio Venezia aveva ubbidito prima che spirassero i ventiquattro giorni che egli le aveva assegnati. Ma il papa dichiarò che questa ubbidienza invece d'essere intera era stata condizionale, che inoltre la repubblica non aveva restituiti i frutti percetti durante la sua usurpazione, e che perciò non poteva assolverla[487]. Per altro il pontefice sospettoso cominciava ad essere spaventato dalla preponderanza che gli oltramontani acquistavano in Italia; il suo orgoglio era lusingato dalla sommissione di una repubblica temuta da' suoi predecessori, e quando gli fu annunziato che un'ambasceria composta di sei dei più distinti membri del senato offriva di venire a Roma a chiedere grazia, non oppose ulteriori ostacoli; ed a dispetto delle rimostranze di Lodovico e di Massimiliano, promise che all'arrivo di questi ambasciadori leverebbe la scomunica e l'interdetto[488].
Intanto le città veneziane di terra ferma non erano più difese da veruna guarnigione, e, vedendo al loro confini la formidabile armata de' Francesi, si disponevano ad aprirle le porte. Quando i Veronesi ebbero notizia della presa di Peschiera, spedirono deputati a Lodovico XII per consegnargli le chiavi della loro città; ma il re di Francia le rifiutò, indirizzandoli agli ambasciatori di Massimiliano che si trovavano nel suo campo. Egli non era intenzionato di spingere più in là le sue conquiste; le sue finanze erano di già probabilmente esauste, ed egli era impaziente di licenziare l'armata e di tornare in Francia. La rocca di Cremona aveva finalmente capitolato; la guerra rispetto a lui era terminata: egli non aveva più che pretendere, ed i Veneziani non sembravano la istato di resistere a coloro che volevano terminare la divisione delle loro province.
Prima di abbandonare l'Italia, Lodovico XII desiderava di vedere Massimiliano. Il cardinal d'Amboise andò a trovarlo a Trento il 13 di giugno, e concertò, che i due monarchi avrebbero un abboccamento a Garda, in sui confini dei due territorj che avevano allora conquistati. Lodovico XII partì per trovarsi colà nel determinato giorno, e Massimiliano si avanzò ancor esso fino a Riva di Garda; ma ossia che si trovasse troppo male accompagnato per la sua sicurezza o per la sua dignità, o pure che abbia avuto qualche altra ragione di cui faceva un segreto, come di tutti i motivi della sua condotta, ripartì dopo due ore da Riva, dichiarando di essere chiamato altrove dalle notizie ricevute dal Friuli. Mandò al re il nuovo vescovo di Gurck, Matteo Langen, suo segretario, per pregarlo di aspettarlo a Cremona. Lodovico XII, offeso senza dubbio da questa mancanza di riguardi, e sapendo quanto si dovesse dar poca fede alle promesse di Massimiliano, prese la strada di Milano, e pochi giorni dopo tornò in Francia[489].
In questa guerra Massimiliano si era condotto come in tutte le altre. Dopo la sottoscrizione del trattato di Cambrai, erasi trattenuto alcun tempo in Fiandra per ottenere i sussidj di que' popoli; ma non appena li ricevette che tutti li dissipò. Il papa desiderava di affrettare la sua spedizione, affinchè l'armata dei Francesi non si trovasse sola in Italia e padrona di tutto il paese; a tale oggetto gli aveva accordato di prendere cento mila ducati sui fondi di riserva della crociata che si era levata in Germania, ma che non poteva convertirsi in usi profani senza l'autorità pontificia. Poco dopo gli aveva ancora mandato Costantino Cominates con cinquanta mila ducati; Lodovico XII gli aveva pagati cento mila ducati per la seconda investitura del ducato di Milano, che aveva ricevuta recentemente: gli stati ereditarj dell'Austria e quelli dell'impero gli avevano accordati dei sussidj. Ma tanti fondi ammassati per la guerra erano di già consumati senza che avesse in verun luogo adunato un'armata imperiale[490]. Massimiliano protestava che la sua riconciliazione con Lodovico XII era senza riserva. Nel suo passaggio da Spira aveva bruciato un libro nel quale erano notate tutte le ingiurie che l'impero aveva ricevuto dai Francesi, dichiarando di non volerne più conservare memoria. Aveva scritto da Trento a Lodovico XII, ringraziandolo d'avergli fatto ricuperare tutte le terre che i Veneziani avevano usurpate sopra di lui e de' suoi antenati. Il tredici di giugno aveva convenuto col cardinale d'Amboise che il re gli presterebbe cinquecento lance francesi per terminare la guerra[491], e non pertanto niente ancora si effettuava. Massimiliano non trovavasi nemmeno a portata di accettare le capitolazioni delle città dello stato veneto che chiedevano di arrendersi.
Finalmente il vescovo di Trento scese in Lombardia con un piccolo corpo di truppe tedesche, e ricevette la sommissione di Verona e di Vicenza. Il 4 di giugno Leonardo Trissino, emigrato vicentino, si presentò a Padova con soli trecento fanti tedeschi ed un araldo d'armi dell'imperatore. Le porte della città gli furono subito aperte.
Treviso aveva ancor essa mandati deputati per sottomettersi a Massimiliano, ma quando il popolo di quella città vide lo stesso Trissino alle sue porte, senza forze, senza armi e senza veruna decorazione, che potesse servire di guarenzia della protezione imperiale, non dissimulò il suo rincrescimento di cambiare il dominio di un senato italiano contro quello dei Tedeschi. Un calzolajo, chiamato Marco Caligaro[492], riprodusse agli occhi del popolaccio lo stendardo della repubblica e riunì i suoi concittadini, gridando viva san Marco! I nobili, che per salvare i loro beni si erano affrettati di arrendersi, videro i loro palazzi abbandonati al saccheggio. Leonardo Trissino e la sua piccola scorta tedesca furono scacciati; si chiamarono dal campo di Mestre settecento fanti italiani, che vennero introdotti in città; e questo primo felice avvenimento, dopo tanti disastri, rincorò i Veneziani siccome presagio di migliore avvenire. La prima città degli stati di terra ferma che si attaccava alla sorte della repubblica quando il senato risguardava il continente come affatto perduto, fu di nuovo accolta con trasporti di riconoscenza. La signoria accordò agli abitanti di Treviso l'esenzione delle imposte per quindici anni. I ruoli de' contribuenti furono bruciati sulla pubblica piazza, ed il campo veneziano che fino allora non aveva fatto che rinculare, si avanzò nuovamente per prendere una forte posizione tra Marghera e Mestre[493].
FINE DEL TOMO XIII.
[TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XIII.]
| Capitolo XCIX. Negoziazioni di Lodovico XII in Italia. — Continuazione della guerra di Pisa; questa città abbandonata dai Veneziani continua a difendersi. — I Francesi conquistano il ducato di Milano. — Lodovico Sforza vi rientra dopo cinque mesi, ma per tradimento degli Svizzeri è fatto prigioniere a Novara. 1498-1500 | [pag. 3] | |
| 1498 | 7 aprile. Morte di Carlo VIII nello stesso giorno destinato alla prova del fuoco del Savonarola | [3] |
| Successione di Lodovico d'Orleans sotto il nome di Lodovico XII | [4] | |
| Pretese di Lodovico XII sul ducato di Milano | [6] | |
| Cerca e facilmente trova in Italia alleati per farle valere | [7] | |
| I Veneziani irritati contro Lodovico il Moro per la guerra di Pisa | [8] | |
| Il papa vuole ingrandire suo figlio, Cesare Borgia, coll'ajuto della Francia | [9] | |
| Lodovico XII consuma il primo anno in apparecchi e negoziazioni | [10] | |
| Ottiene la sanzione del papa pel suo divorzio, e ricompensa Cesare Borgia col ducato del Valentinese | [11] | |
| Maggio. Varj vantaggi ottenuti dai Pisani sui Fiorentini | [11] | |
| 1498 | 6 giugno. I Fiorentini affidano il comando della loro armata a Paolo Vitelli di Città di Castello | [14] |
| Il duca di Milano chiude il passaggio ai soccorsi mandati dai Veneziani a Pisa | [15] | |
| I Veneziani tentano di penetrare in Toscana dalla banda della Romagna | [15] | |
| I Medici si uniscono all'armata veneziana comandata da Carlo Orsini e da Bartolommeo d'Alviano | [17] | |
| Ottobre. Bartolommeo d'Alviano si apre la strada nel Casentino, ed occupa Bibbiena | [18] | |
| Viene trattenuto sotto Poppi da Antonio Giacomini | [20] | |
| Paolo Vitelli mandato nel Casentino per fargli testa | [21] | |
| L'armata veneziana è assediata in Bibbiena | [22] | |
| 1499 | Niccolò, conte di Pitigliano, conduce fino ad Elci un'altr'armata veneta | [23] |
| Le due repubbliche affrettano invano i loro generali a venire a battaglia | [24] | |
| Lodovico XII ed il duca di Milano cercano ambidue di riconciliarli | [25] | |
| Chiamano arbitro il duca Ercole di Ferrara | [27] | |
| 6 aprile. Sentenza del duca tra i Veneziani ed i Fiorentini sul conto di Pisa | [27] | |
| I Veneziani ritirano le loro truppe senza accettare l'arbitramento; ed i Pisani ricusano di assoggettarvisi | [29] | |
| I Fiorentini mandano di nuovo sotto Pisa Paolo Vitelli | [31] | |
| 1499 | 25 giugno. Il Vitelli attacca e prende Cascina | [31] |
| 1.º agosto. Si accampa sotto le mura di Pisa alla sinistra dell'Arno | [31] | |
| Apre larghe brecce nelle mura che i Pisani valorosamente difendono | [32] | |
| 10 agosto. Prende d'assalto la torre di Stampace, ma non approfitta del suo vantaggio quando poteva prendere la città | [34] | |
| I Fiorentini sospettano il Vitelli di protrarre la guerra per i suoi fini | [36] | |
| 23 agosto. Un assalto ordinato viene differito a cagione delle malattie dell'armata fiorentina | [37] | |
| 15 settembre. Il Vitelli abbandona l'assedio di Pisa e si ritira a Cascina | [37] | |
| Cade in sospetto di tradimento e d'intelligenza coi Medici | [38] | |
| Fine di settembre. È arrestato a Cascina e condotto a Firenze | [40] | |
| 1.º ottobre. È condannato alla morte e viene decapitato | [41] | |
| Risentimento de' suoi fratelli e del re di Francia per la morte di Paolo Vitelli | [42] | |
| 15 aprile. Trattato di Blois tra Lodovico XII e la repubblica Veneta per dividere il Milanese | [42] | |
| Lodovico il Moro cerca di assicurarsi i soccorsi di Massimiliano re de' Romani | [44] | |
| Massimiliano, entrato in guerra cogli Svizzeri, abbandona il Moro | [45] | |
| Negoziazioni del Moro con Bajazette II perchè faccia una diversione attaccando i Veneziani | [46] | |
| 1499 | Ottobre. Scander Bassà di Bosnia saccheggia il Friuli | [47] |
| I re di Spagna abbandonano Lodovico il Moro | [47] | |
| Negoziazione di Lodovico il Moro col papa che non ha verun effetto | [48] | |
| Lodovico il Moro non può ottenere soccorso da Federico di Napoli e dal duca di Ferrara | [49] | |
| Dà il comando delle sue armate ai Fratelli Sanseverino | [49] | |
| Agosto. L'armata francese passa le Alpi | [51] | |
| 13 agosto. Attacca Arezzo poscia Annone | [52] | |
| Tutto il paese d'oltre Po si assoggetta ai Francesi | [52] | |
| Il popolo di Milano fermenta. Lodovico il Moro aduna i principali cittadini per giustificare la sua condotta | [53] | |
| Agosto. I Veneziani attaccano il Milanese nello stesso tempo che i Francesi, ed occupano Caravaggio | [55] | |
| 20 agosto. Galeazzo di San Severino abbandona la sua armata che si disperde | [55] | |
| Lo Sforza fa partire i suoi figli ed i suoi tesori per la Germania | [57] | |
| 2 settembre. Parte egli stesso da Milano lasciando guarnigione nel Castello | [58] | |
| I Francesi sono ricevuti a Milano ed in tutte le città del Milanese | [59] | |
| Lodovico XII fa il suo ingresso in Milano, e viene ricevuto con grande entusiasmo | [60] | |
| 1499 | Trattato di Lodovico XII col marchese di Mantova, col duca di Ferrara, col signore di Bologna | [61] |
| Trattato di alleanza e di protezione coi Fiorentini | [62] | |
| Lodovico XII sceglie Gian Giacomo Trivulzio per suo luogotenente nel ducato di Milano | [63] | |
| I Milanesi sono scontenti di lui e della Francia | [64] | |
| Lodovico il Moro chiede soccorsi a Massimiliano re de' Romani | [65] | |
| Leva a proprie spese un'armata per rientrare ne' suoi stati | [65] | |
| 1500 | Febbrajo. Lodovico il Moro è ricevuto a Como con trasporti di giubilo | [66] |
| 5 febbrajo. I Francesi evacuano Milano e vi rientra il Moro | [67] | |
| Gli si sottomettono Parma e Pavia | [68] | |
| Aduna un'armata colla quale prende Vigevano ed assedia Novara | [70] | |
| I soli Svizzeri formano l'infanteria della sua armata e di quella de' Francesi | [71] | |
| Un corpo di Svizzeri abbandona l'armata francese e passa a quella dello Sforza | [72] | |
| Aprile. La Tremouille conduce l'armata francese tra Novara e Milano | [73] | |
| Gli Svizzeri di Lodovico il Moro si sollevano sotto pretesto di chiedere il loro soldo | [74] | |
| 10 aprile. Gli Svizzeri schierati in battaglia ricusano di combattere, e rimangono in Novara | [75] | |
| 1500 | Danno in mano ai Francesi il Moro, che si era nascosto nelle loro file | [76] |
| Occupano Bellinzona | [76] | |
| Il cardinale Ascanio Sforza arrestato dai Veneziani | [77] | |
| Viene consegnato a Lodovico XII, che condanna a perpetua prigionia il duca di Milano, e tutti i discendenti del grande Sforza che tiene in suo potere | [78] | |
| Capitolo C. Conquista della Romagna ed invasione della Toscana fatta da Cesare Borgia. — Alleanza di Lodovico XII con Ferdinando il Cattolico contro don Federico di Arragona. Si dividono il regno di Napoli. 1499-1501 | [82] | |
| 1499 | Profonda immoralità di Papa Alessandro VI | [82] |
| Depravazione dei popoli subordinati alla sede di Roma | [83] | |
| Anarchia cagionata nel patrimonio di san Pietro e nella campagna di Roma dalla discordia degli Orsini e dei Colonna | [84] | |
| Tutti i signori delle rocche erano condottieri | [84] | |
| Desolazione del territorio da loro dipendente | [85] | |
| La mina di una terra murata forzava ad abbandonare la coltura del suo distretto | [85] | |
| Alessandro VI perseguita a vicenda ora i Colonna ora gli Orsini | [87] | |
| Ancona, Assisi, Spoleto ed alcune altre città conservavano un'amministrazione repubblicana | [88] | |
| 1499 | Vicarj pontificj; i Varani a Camerino, Fogliani a Fermo, Rovere a Sinigaglia e Montefeltro ad Urbino | [89] |
| In Toscana; i Baglioni a Perugia, ed i Vitelli a Città di Castello | [89] | |
| In Romagna; gli Sforza a Pesaro, i Malatesta a Rimini, i Riario a Forlì ed Imola, i Manfredi a Faenza | [90] | |
| Ravenna e Cervia ai Veneziani; i Bentivoglio signoreggiano Bologna, i duchi d'Este Ferrara | [91] | |
| Oppressivo governo di tutti questi piccoli principi | [93] | |
| Frequenti esempi di atroci delitti dati dalle famiglie sovrane | [94] | |
| Carattere comunicato al popolo da un tale governo | [95] | |
| Cesare Borgia progetta di occupare tutti gli stati de' vicarj pontificj | [96] | |
| Lodovico XII gli accorda Ivone d'Allegre per servirlo in tale intrapresa | [97] | |
| 9 dicembre. Presa d'Imola | [97] | |
| Presa di Forlì. Cattarina Sforza rimane prigioniera | [98] | |
| 1500 | Si rende più intima l'alleanza tra Cesare Borgia e Lodovico XII | [99] |
| I Veneziani, il duca di Ferrara ed i Fiorentini abbandonano i principi della Romagna | [100] | |
| I Malatesta e Sforza fuggono. Astorre III Manfredi resiste in Faenza | [101] | |
| 1501 | 22 aprile. Faenza si arrende per capitolazione | [103] |
| Cesare Borgia viola la capitolazione e fa perire Astorre Manfredi | [104] | |
| 1501 | Il papa accorda l'investitura del ducato di Romagna a suo figlio Cesare Borgia | [105] |
| Crudele governo in Romagna di Ramiro d'Orco, luogotenente dei Borgia | [105] | |
| 1502 | 23 dicembre. Supplicio di Ramiro d'Orco | [106] |
| Cesare Borgia rivolge gli ambiziosi suoi pensieri verso la Toscana; stato di quella provincia | [107] | |
| 1500 | 19 luglio. Pandolfo Petrucci fa uccidere suo suocero per innalzarsi alla tirannide | [108] |
| Apparente moderazione di Petrucci giunto al supremo potere | [109] | |
| Spossamento delle due repubbliche di Firenze e di Pisa | [110] | |
| Trattato di sussidj di Firenze colla Francia, che promette di ajutarla a ricuperare Pisa | [111] | |
| I Fiorentini domandano che Ugo di Belmonte comandi l'armata ausiliaria francese | [112] | |
| I Francesi al soldo de' Fiorentini fanno la guerra per conto loro in Lombardia | [113] | |
| 29 giugno. L'armata francese giugne sotto Pisa, ed apre la trincea | [114] | |
| Si abbandona all'antica sua parzialità pei Pisani | [115] | |
| I Pisani invocano la generosità de' cavalieri francesi | [116] | |
| Indisciplina nel campo de' Francesi che più non vogliono combattere | [118] | |
| 18 di luglio. Ugo di Belmonte leva l'assedio di Pisa e si ritira in Lombardia | [119] | |
| Debolezza de' Fiorentini dopo la ritirata dell'armata francese | [119] | |
| 1501 | 25 febbrajo. Sollevazione e guerra civile a Pistoja | [121] |
| Deplorabile stato in cui si trova la repubblica fiorentina | [121] | |
| Cesare Borgia cerca di farle carico a cagione di un condottiere dalla medesima rimandato | [123] | |
| Il Borgia sforza Giovanni Bentivoglio ad essergli tributario | [123] | |
| Cesare Borgia si concerta con Giuliano de' Medici per attaccare Firenze | [125] | |
| Maggio. Entra in Toscana, e vuole dettar leggi alla repubblica fiorentina | [126] | |
| Guasta le campagne, sempre protestando di volersi conservare amico della repubblica | [128] | |
| Fomenta una congiura in favore de' Medici | [129] | |
| Tratta coi Fiorentini e da loro ottiene un sussidio | [129] | |
| 4 giugno. Entra colla sua armata nel territorio di Piombino | [130] | |
| 28 giugno. Lascia che i suoi luogotenenti continuino l'assedio di Piombino | [131] | |
| 5 settembre. Piombino si arrende ai suoi luogotenenti, mentre ch'egli segue la spedizione di Napoli | [131] | |
| Ambizione di Lodovico XII, e suoi progetti sopra Napoli | [132] | |
| Lodovico teme di essere attraversato dal re di Spagna | [133] | |
| 1501 | Rifiuta le offerte di Federico, ed accetta quelle di Ferdinando | [134] |
| Progetto di divisione della monarchia di Napoli tra Lodovico XII e Ferdinando | [135] | |
| 1500 | 11 di novembre. Trattato di Granata che regola questa divisione | [135] |
| Ferdinando aduna un'armata in Sicilia sotto pretesto di muovere guerra ai Turchi | [136] | |
| 1501 | Giugno. Lodovico XII fa innoltrare la sua armata sotto gli ordini di d'Aubignì | [137] |
| Apparecchi di difesa di don Federico, e sua fiducia in Gonsalvo di Cordova | [138] | |
| 6 giugno. Gli ambasciatori di Francia e di Spagna annunciano al papa il trattato di divisione | [139] | |
| 26 giugno. Alessandro VI pronuncia una sentenza contro don Federico per privarlo del regno di Napoli | [139] | |
| Gonsalvo di Cordova, durante il suo cammino, continua ad ingannare Federico | [140] | |
| Cattivo stato di Federico ridotto a chiudere ne' forti le sue truppe | [141] | |
| 24 luglio. Presa e sacco di Capoa fatto dall'armata di d'Aubignì | [142] | |
| Crudeltà de' Francesi e di Cesare Borgia a Capoa | [143] | |
| 19 agosto. I Francesi entrano in Napoli e Gaeta senza trovare opposizione | [144] | |
| 25 agosto. Don Ferdinando consegna le fortezze di Napoli al d'Aubignì, e si ritira ad Ischia | [145] | |
| 1501 | Passa in Francia e riceve dal re il ducato d'Angiò | [146] |
| Gonsalvo di Cordova s'impadronisce lentamente della Puglia e della Calabria | [147] | |
| Assedio e lunga resistenza di Taranto, dov'erasi ritirato don Ferdinando, duca di Calabria, primogenito di Federico | [148] | |
| Il duca di Calabria, ingannato da falsi giuramenti, viene mandato prigioniere in Ispagna | [149] | |
| 1504 | 9 settembre. Morte di don Federico in Angiò ed estinzione della casa arragonese di Napoli | [150] |
| Capitolo CI. Guerra nel regno di Napoli tra Lodovico XII e Ferdinando il cattolico; rivoluzione d'Arezzo; conquiste di Cesare Borgia; carnificina di Sinigaglia; battaglia di Cerignole; i Francesi scacciati dal regno di Napoli. 1501-1503 | [152] | |
| 1501 | Pregiudizj degli oltramontani sul conto della finezza e della furberia italiana | [152] |
| Mala fede di Massimiliano | [153] | |
| Degli Svizzeri, de' Francesi, dei Borgia Spagnuoli, di Ferdinando, e di Gonsalvo di Cordova | [154] | |
| Perfidia del trattato di Granata, e guerra che ne risulta | [156] | |
| La Capitanata e la Basilicata rivendicate dalle due potenze condividenti | [157] | |
| Cominciamento delle ostilità ad Atripalda | [157] | |
| Sono sospese, e la controversia viene rimessa ai due re | [158] | |
| 1502 | 19 giugno. Il duca di Nemours intima la guerra a Gonsalvo di Cordova, che si ritira a Barletta | [159] |
| Rinnovazione dei partiti d'Angiò e d'Arragona | [159] | |
| I Francesi pendono dubbiosi tra l'assedio di Bari e di Barletta | [160] | |
| Il duca di Nemours si ristringe a bloccare Barletta | [162] | |
| Il d'Aubignì con un terzo dell'armata scaccia gli Spagnuoli dalla Calabria | [162] | |
| Il Nemours attacca le città vicine a Barletta | [163] | |
| Duello in campo chiuso tra undici Francesi ed undici Spagnuoli | [163] | |
| Duello in campo chiuso di Bajardo e di Sotomayor | [165] | |
| Miseria di Gonsalvo e della sua armata in Barletta | [166] | |
| I Francesi offrono battaglia a Gonsalvo, che non l'accetta; ma mentre si ritirano, la loro retroguardia viene da lui disfatta | [168] | |
| Disprezzo manifestato da un prigioniere francese per gli uomini d'armi italiani | [169] | |
| Duello in campo chiuso, presso Barletta, fra tredici Francesi ed altrettanti Italiani | [170] | |
| 1503 | 13 febbrajo. Vittoria dei 13 Italiani | [170] |
| 1501 | Negoziazioni di Lodovico XII con Massimiliano per l'investitura del ducato di Milano | [173] |
| 30 ottobre. Conferenza di Trento tra il card. d'Amboise e Massimiliano | [174] | |
| 1501 | Non possono sottoscrivere un trattato di pace, ma la tregua viene prolungata | [175] |
| 1502 | 21 febbrajo. Due ambasciatori, spediti da Massimiliano agli stati d'Italia, giungono a Firenze | [175] |
| 16 aprile. Nuovo trattato di protezione de' Fiorentini con Lodovico XII | [176] | |
| 1501 | 4 settembre. Matrimonio di Lucrezia Borgia con Alfonso, figlio primogenito del duca di Ferrara | [177] |
| Sorte dei tre precedenti sposi di Lucrezia Borgia; uccisione dell'ultimo, ordinata da Cesare Borgia | [178] | |
| 1502 | 13 giugno. Cesare Borgia parte da Roma, minacciando la Toscana e le Marche | [180] |
| Occupa per tradimento il ducato di Urbino | [181] | |
| La repubblica di S. Marino si pone sotto la sua protezione | [182] | |
| 4 giugno. Vitellozzo Vitelli fa ribellare Arezzo contro i Fiorentini | [183] | |
| 18 giugno. La rocca d'Arezzo si arrende ai Vitelli, Orsini e Medici | [184] | |
| Il re di Francia vieta a Cesare Borgia di attaccare Firenze | [184] | |
| Cesare Borgia prende Camerino, e fa strozzare il principe e due suoi figliuoli | [185] | |
| Conquiste di Vitellozzo in Val di Chiana e nel Casentino prima che gli giungano i soccorsi di Francia | [185] | |
| 1 agosto. Vitellozzo, vedendosi abbandonato da Cesare Borgia, rende le sue conquiste al generale francese mandato da Lodovico XII ai Fiorentini | [187] | |
| 1502 | Querele di tutti i nemici del Borgia presso Lodovico XII, venuto ad Asti per regolare le cose d'Italia | [188] |
| Il cardinale d'Amboise favorisce i Borgia | [189] | |
| 3 agosto. Cesare Borgia parte da Roma per recarsi a Milano presso Lodovico XII, che lo accoglie favorevolmente | [190] | |
| Agosto. Lodovico XII sovviene trecento lance a Cesare Borgia per proseguire le conquiste a danno degli amici della Francia | [190] | |
| Terrore de' Fiorentini, vedendo Cesare Borgia apertamente secondato dal re | [191] | |
| Inquietudine che loro cagiona l'instabilità del proprio governo a cagione del troppo frequente rinnovamento della magistratura | [193] | |
| 16 agosto. Legge che dà un gonfaloniere a vita alla repubblica | [194] | |
| 22 settembre. Piero Soderini nominato gonfaloniere a vita | [195] | |
| Tutti i vicarj pontificj, che avevano servito nelle armate di Cesare Borgia, si credono da lui minacciati | [197] | |
| Dieta alla Magione, e confederazione degli Orsini, Vitelli, Baglioni, Petrucci e Bentivoglio per muovere guerra a Cesare Borgia | [198] | |
| Perfidia d'Oliverotto da Fermo, uno de' confederati della Magione | [199] | |
| I confederati non possono persuadere i Fiorentini ad entrare nella loro lega | [200] | |
| 1502 | I Veneziani affrettano Lodovico XII ad abbandonare il Borgia, e questo re loro risponde colle minacce | [200] |
| Ottobre. Il duca d'Urbino ristabilito ne' suoi stati dai confederati | [201] | |
| Cesare Borgia richiama ad Imola i suoi capitani che sono battuti | [202] | |
| Pericolo cui trovasi esposto in Imola Cesare Borgia. Tratta per guadagnare tempo | [203] | |
| Apparente lealtà di Cesare Borgia, sue negoziazioni col Macchiavelli, segretario della Repubblica fiorentina | [204] | |
| Cospirazioni negli stati del Borgia, che intanto va sordamente ragunando un'armata | [206] | |
| Conferenze del Borgia con Paolo Orsini | [207] | |
| 28 ottobre. Trattato di pace coll'Orsini, Vitelli ed Oliverotto | [208] | |
| 2 dicembre. Altro trattato di pace del Borgia col Bentivoglio | [210] | |
| 8 dicembre. Il duca d'Urbino si ritira dai suoi stati, che di nuovo si assoggettono al Borgia | [210] | |
| 19 dicembre. Il Borgia attraversa la Romagna colla sua armata | [211] | |
| 22 dicembre. Licenzia le truppe francesi che aveva seco condotte | [213] | |
| Cesare Borgia, volendo attaccare Sinigaglia, il comandante dichiara di non voler consegnare che a lui solo la rocca | [213] | |
| 31 dicembre. Il Borgia entra in Sinigaglia dove i confederati della Magione lo stavano aspettando | [214] | |
| 1502 | Fa arrestare e strozzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto di Fermo, Paolo Orsini ed il duca di Gravina | [214] |
| 1503 | 4 gennajo. Accoglie la sommissione di Città di Castello | [217] |
| 5 gennajo. Riceve la sommissione di Perugia evacuata da G. P. Baglioni | [218] | |
| Vuole egualmente scacciare Pandolfo Petrucci da Siena | [219] | |
| 28 gennajo. Pandolfo Petrucci consente di evacuare Siena, ma senza che si faccia mutazione di governo | [220] | |
| 1.º febbraio. Il papa fa arrestare il cardinale e tutti i prelati della casa Orsini | [221] | |
| 22 febbrajo. Fa perire di veleno il cardinale Orsini | [222] | |
| Il re di Francia ed i Veneziani si fanno a proteggere Gian Girolamo Orsini ed il conte di Pitigliano | [223] | |
| 29 marzo. Il re di Francia ristabilisce a Siena Pandolfo Petrucci | [224] | |
| Continuazione della guerra tra Firenze e Pisa, che impedisce la proposta lega dei comuni di Toscana | [225] | |
| 16 e 18 giugno. I Fiorentini occupano Vico Pisano e Verrucola | [226] | |
| Il Valentino cessa di deferire agli ordini della Francia dopo le sconfitte avute da questa nel regno di Napoli | [228] | |
| Gonsalvo di Cordova rifattosi a Barletta per effetto dell'avarizia de' generali francesi | [228] | |
| 1505 | Conquiste del duca di Nemours nella terra di Bari ed in quella d'Otranto | [230] |
| Ribellione di Castellaneta, sorpresa e prigionia di La Palisse a Robio | [231] | |
| Arrivo e primi successi di Ugo di Cardona in Calabria | [232] | |
| Ugo di Cardona battuto a Terranuova dal d'Aubignì | [233] | |
| Arrivo in Calabria di una nuova armata spagnuola sotto gli ordini di Porto Carrero | [234] | |
| 11 aprile. Trattato di Locarno tra Lodovico XII ed i cantoni Svizzeri, col quale loro cede Bellinzona in piena sovranità | [235] | |
| 5 aprile. Trattato di Lione negoziato dall'arciduca Filippo d'Austria per assicurare il regno di Napoli a suo figlio Carlo | [236] | |
| Ferdinando e Gonsalvo ricusano di ratificarlo | [238] | |
| 21 aprile. Seconda battaglia di Seminara; il d'Aubignì totalmente disfatto da Ferdinando d'Andrades | [239] | |
| Gonsalvo di Cordova riceve un rinforzo di due mila tedeschi, e risolve di entrare in campagna | [240] | |
| Andrea Matteo Acquaviva fatto prigioniero da Pietro Navarro | [241] | |
| 28 aprile. Gonsalvo di Cordova si reca da Barletta alla Cerignole | [242] | |
| Il duca di Nemours giugne ancor egli alla Cerignole | [243] | |
| 28 aprile. Il Nemours contro il proprio parere attacca gli Spagnuoli a Cerignole mezz'ora prima di sera | [243] | |
| 1503 | Il Nemours è ucciso, sconfitta dell'armata francese | [245] |
| Ivone d'Allegre inseguito da don Pietro de Paz fin dietro il Garigliano | [246] | |
| Gli Abruzzi, la Puglia e la Calabria si assoggettano agli Spagnuoli, ed il d'Aubignì loro si dà prigioniere ad Angitula | [248] | |
| 14 maggio. Gonsalvo di Cordova entra in Napoli | [249] | |
| 11 giugno. Castel Nuovo preso da don Pietro di Navarra dopo lo scoppio di una mina | [249] | |
| 2 luglio. Castel dell'Uovo preso nella stessa maniera, ed i Francesi scacciati da tutto il regno di Napoli | [250] | |
| Capitolo CII. Guerra dei Veneziani coi Turchi. — Morte di Alessandro VI. — Elezione di Pio III e di Giulio II. — Disastri del Valentino, sconfitta dei Francesi al Garigliano. — Tregua tra la Francia e la Spagna. 1499-1504 | [252] | |
| La repubblica di Venezia non aveva preso parte nelle guerre di Lombardia e di Napoli | [252] | |
| 1499-1505 | Trovavasi in allora in guerra coi Turchi | [253] |
| Pacifico regno di Bajazette II, che per altro non dissipa il terrore impresso all'Europa dalle armi dei Turchi | [254] | |
| 1449 | Motivi della guerra, incursioni de' Turchi ai confini | [255] |
| Trama dei Turchi per sorprendere Corfù | [257] | |
| 1499 | Niccolò Pesaro cola a fondo una galera turca | [258] |
| Bajazette sottoscrive un trattato in latino con intenzione di violarlo | [258] | |
| Attacca improvvisamente Zara, e così comincia la guerra | [259] | |
| Il comando della flotta veneziana dato ad Antonio Grimani; inaudita prosperità di quest'uomo | [259] | |
| Agosto. La flotta del Grimani incontra quella dei Turchi presso Modone | [261] | |
| 12 agosto. Battaglia di due galere veneziane con un vascello turco; tutti e tre periscono incendiati | [262] | |
| Il Grimani schiva la battaglia, e disgusta colla sua timidità i Francesi che si erano a lui uniti | [264] | |
| Il Grimani arrestato e tradotto in giudizio a Venezia | [265] | |
| Viene relegato nelle Isole del Quarnero | [266] | |
| 29 settembre. I Turchi passano l'Isonzo e guastano il Friuli | [267] | |
| 1500 | Gennajo. Proposizioni di pace dei Veneziani rigettate dai Turchi | [268] |
| I Turchi assediano Modone | [269] | |
| 9 agosto. Girolamo Contarini tenta di soccorrere Modone | [269] | |
| Modone viene preso e bruciato dai Turchi | [270] | |
| Pilos e Corone si arrendono ai Turchi; Napoli di Malvasia fa resistenza | [271] | |
| Prosperi successi di Benedetto Pesaro nuovo ammiraglio Veneziano | [273] | |
| 1.º novembre. Presa di Cefalonia fatta da Pesaro e da Gonsalvo di Cordova | [273] | |
| 1501 | Vantaggi ottenuti dal Pesaro alla Prevesa e ad Alessio | [274] |
| Soccorsi mandati ai Veneziani dal Papa, dai Francesi e dai Portoghesi | [275] | |
| Diversione fatta da Uladislao re d'Ungheria e di Boemia | [276] | |
| 1502 | Bajazette II attaccato da Ismaele Sofì, re di Persia | [277] |
| Proposizioni di pace fatte ai Veneziani | [278] | |
| 1503 | Trattato di pace tra la Porta e Venezia sottoscritto da Andrea Gritti | [279] |
| Il trattato di pace permette ai Veneziani di riprendere una parte attiva negli affari d'Italia | [279] | |
| Lodovico XII si apparecchia ad attaccare Ferdinando il Cattolico in Ispagna ed in Italia | [280] | |
| Potente armata condotta in Italia da La Tremouille | [281] | |
| Negoziazioni di La Tremouille con Alessandro VI e con Cesare Borgia | [282] | |
| 18 agosto. Subita morte di Alessandro VI e malattia di Cesare | [283] | |
| Vantaggi pecuniarj che trovava il papa in occasione della morte dei cardinali | [284] | |
| Comune opinione intorno alla morte di Alessandro VI, cagionata dal veleno ch'egli aveva apparecchiato per il cardinale di Corneto | [285] | |
| Dubbj insorti intorno a tale diceria, e mezzo di conciliare le due narrazioni | [286] | |
| Le disposizioni di Alessandro VI in materia ecclesiastica sono sempre in vigore | [287] | |
| 1503 | La censura de' libri fu da lui istituita | [288] |
| La malattia di Cesare Borgia, nel momento in cui morì suo padre, guastò tutti i suoi divisamenti | [288] | |
| Si mantiene in Vaticano e tratta coi Colonna | [290] | |
| I nemici del Borgia rientrano armati in Roma | [290] | |
| Rivoluzioni contro il Borgia negli stati della Chiesa | [291] | |
| La Romagna soddisfatta del suo governo si conserva fedele | [292] | |
| Il marchese di Mantova succede a La Tremouille nel comando dell'armata francese | [293] | |
| Quest'armata è ritenuta vicino a Roma per favoreggiare le pretensioni del cardinale d'Amboise al papato | [294] | |
| 1.º settembre. Nuovo trattato tra il Borgia e la Francia | [294] | |
| I cardinali vogliono essere indipendenti da Borgia e dai Francesi | [295] | |
| 22 settembre. Elezione di Francesco Piccolomini, che prende il nome di Pio III | [297] | |
| Dopo l'elezione del papa i soldati di ogni partito rientrano in Roma | [297] | |
| Gli Orsini, lasciando il servigio della Francia, passano a quello della Spagna | [298] | |
| Riconciliazione degli Orsini coi Colonna | [299] | |
| Mettono in fuga l'armata del Borgia, e costringono lui medesimo a salvarsi in Castel sant'Angelo | [299] | |
| 18 ottobre. Morte di Pio III | [300] | |
| 1503 | I suffragj si riuniscono in favore di Giuliano della Rovere. Amboise gli dà quelli del partito francese | [301] |
| Ascanio Sforza gli dà quelli degl'Italiani, e Cesare Borgia quelli degli Spagnuoli | [302] | |
| 31 ottobre. Egli viene eletto sotto nome di Giulio II | [303] | |
| Insurrezione delle città di Romagna contro il Valentino | [303] | |
| Le rocche di quelle città si mantengono fedeli al Borgia | [304] | |
| I Veneziani portano la loro ambizione sulla Romagna | [305] | |
| Essi attaccano Cesena e Faenza, e si fanno cedere Forlimpopoli e Rimini | [305] | |
| Giulio II tenta colle rimostranze di stornare i Veneziani dalla loro intrapresa sulla Romagna | [307] | |
| I Veneziani offrono per le città di Romagna lo stesso censo che avevano pagato i precedenti vicarj alla camera apostolica | [308] | |
| 19 novembre. Faenza loro si arrende per capitolazione. Quadro del regno di Manfredi | [309] | |
| 3 novembre. Cesare Borgia viene dal papa alloggiato in Vaticano | [311] | |
| Vasti progetti di Cesare Borgia sproporzionati alla sua fortuna | [311] | |
| Dopo aver date tante prove di mala fede, non insospettisce della fede degli altri | [312] | |
| Giulio II vede con piacere il Borgia abbandonato dagli antichi suoi amici | [313] | |
| 1503 | 19 novembre. Il Borgia parte alla volta di Ostia con intenzione d'imbarcarsi per la Spezia | [313] |
| 22 novembre. Giulio II gli fa domandare le rocche della Romagna, e perchè le rifiuta lo fa arrestare | [314] | |
| L'armata del Valentino viene attaccata e dispersa dai Perugini e dai Fiorentini | [315] | |
| 2 dicembre. Il Valentino, ricondotto al Vaticano, sottoscrive un ordine per consegnare al papa le sue fortezze | [316] | |
| La guerra tra la Francia e la Spagna, fuori d'Italia, viene illustrata da pochi avvenimenti | [317] | |
| Dopo l'elezione di Giulio II, l'armata francese, sotto gli ordini del marchese di Mantova, si avanza verso Napoli | [318] | |
| Indisciplina dell'armata, e fatali conseguenze della sua lunga dimora presso Roma | [319] | |
| I Francesi, avanzandosi dalla banda di Ponte Corvo, non possono forzare il passaggio di S. Germano | [320] | |
| Prendono la via di Fondi, e si trattengono al passaggio del Garigliano | [320] | |
| 5 novembre. Gettano un ponte sul Garigliano in onta a Gonsalvo di Cordova | [321] | |
| 6 novembre. Gli Spagnuoli attaccano il ponte de' Francesi, e gli forzano a coprirsi con una testa di ponte | [322] | |
| Patimenti delle due armate in tempo delle continue piogge | [323] | |
| 1503 | Motivi ch'ebbe il marchese di Mantova di aspettare senza fare verun movimento il fine delle piogge | [324] |
| I Francesi incolpano il loro generale di tutti i mali che soffrono | [325] | |
| 1.º dicembre. Il marchese di Mantova lascia il comando dell'armata e si ritira ne' suoi stati | [326] | |
| Scemano le forze dei Francesi mentre ingrossano quelle di Gonsalvo | [326] | |
| 27 dicembre. Gonsalvo fa passare il Garigliano alla sua armata, ed attacca il campo francese | [327] | |
| Il marchese di Saluzzo taglia il ponte del Garigliano ed abbandona i suoi quartieri per ritirarsi a Gaeta | [328] | |
| I Francesi si ritirano in buon ordine fino a Molo di Gaeta | [329] | |
| Si danno poi alla fuga e vengono rotti del tutto | [329] | |
| Piero de' Medici si annega nel Garigliano | [330] | |
| 1504 | 1.º gennajo. I Francesi chiusi in Gaeta capitolano e consegnano quella città al Gonsalvo | [331] |
| Prodigiosa mortalità tra coloro che si erano salvati dalla sconfitta del Garigliano | [332] | |
| Il Gonsalvo, trattenuto dalla mancanza del danaro, si accontenta di forzare Lodovico d'Ars ad uscire dal regno | [333] | |
| Giulio II schiva di compromettersi cogli Spagnuoli | [334] | |
| Affida Cesare Borgia al cardinale Carvajale con ordine di lasciarlo libero, fatta la consegna delle fortezze della Romagna | [335] | |
| 1504 | 19 aprile. Cesare Borgia, posto in libertà, passa a Napoli, dov'è ben accolto | [336] |
| 26 maggio. Gonsalvo lo fa arrestare, lo manda prigioniero in spagna nella fortezza di Medina del Campo | [337] | |
| 11 febbrajo, 31 marzo. Tregua di tre anni tra la Spagna e la Francia | [337] | |
| Capitolo CIII. Riposo e servitù dell'Italia; piccole guerre in Romagna ed in Toscana. Giulio II sottomette alla Chiesa Perugia e Bologna. 1504-1506 | [339] | |
| 1504 | La pace, sebbene umiliante, accolta con gioja in Italia | [339] |
| Rinascono lentamente gli abusi che fanno nuovamente desiderare la guerra | [340] | |
| Malcontento che eccitano in Milano ed in Napoli il giogo francese e spagnuolo | [341] | |
| Gelosia degli altri stati d'Italia contro la repubblica di Venezia, che non avea partecipato alle comuni calamità | [342] | |
| Progressi di Giulio II nel suo disegno di sottomettere la Romagna | [343] | |
| 10 di maggio. Obbliga l'ultimo dei Montefeltro ad adottare Guidubaldo della Rovere, cui assicura il ducato d'Urbino | [344] | |
| Sommissione di Forlì al papa. Si spegne la famiglia degli Ordelaffi di Forlì: prospetto cronologico del loro regno | [345] | |
| Il papa minaccia i Veneziani per forzarli a rendergli Faenza e Rimini | [349] | |
| 1504 | Si continua la guerra tra Firenze e Pisa, non avvi guerra fuori d'Italia | [350] |
| I Fiorentini cercano d'assicurarsi la neutralità di Gonsalvo di Cordova | [351] | |
| 25 maggio. Essi saccheggiano la pianura di Pisa, e prendono Librafratta | [352] | |
| Agosto. Ricominciano i loro guasti col distruggere il grano turco | [352] | |
| Vogliono divertire l'Arno di Pisa, ma non possono riuscirvi | [353] | |
| I Pisani vogliono darsi ai Genovesi ed a Lodovico XII, che non gli accettano | [354] | |
| Negoziazioni per la pace tra Lodovico XII e Ferdinando | [355] | |
| Esse vengono interrotte d'altre negoziazioni con Massimiliano | [357] | |
| 22 settembre. Tre trattati, sottoscritti a Blois, tra Lodovico XII, Massimiliano e Filippo | [357] | |
| 9 settembre. Morte di Federico d'Arragona, re destituito di Napoli | [358] | |
| 26 novembre. Morte d'Elisabetta di Castiglia | [358] | |
| 1505 | 25 gennajo. Morte d'Ercole d'Este, duca di Ferrara; successione d'Alfonso I | [359] |
| Riavvicinamento di Ferdinando il Cattolico e di Luigi XII | [360] | |
| 4 aprile. Ratifica de' trattati di Blois a Haguenau | [361] | |
| 12 ottobre. Trattato di Blois tra Lodovico XII e Ferdinando | [362] | |
| 25 marzo. Continuazione della guerra di Pisa; sconfitta di Lucca Savelli al ponte Capellese | [363] | |
| 1505 | 8 aprile. I Fiorentini nel momento di bisogno abbandonati da Giovan Paolo Baglioni | [365] |
| Congiura de' piccoli tiranni vicini di Firenze, per ristabilire i Medici in questa città | [366] | |
| Progetti di Gonsalvo di Cordova d'approfittare d'una malattia di Lodovico XII per iscacciare i Francesi dalla Lombardia | [366] | |
| Le truppe, riunite per quest'oggetto da Gonsalvo, e condotte da Bartolomeo d'Alviano, attaccano il partito ghibellino negli stati della Chiesa | [367] | |
| Dopo la guarigione di Lodovico XII, Bartolomeo d'Alviano le conduce in Toscana | [368] | |
| L'Alviano perde i suoi vantaggi per l'irrisoluzione o la dissimulazione de' suoi alleati | [369] | |
| 17 agosto. Egli viene attaccato alla torre di san Vincenzo dall'armata fiorentina | [371] | |
| Egli è completamente battuto | [372] | |
| I Fiorentini esitano fra l'attacco di Siena e quello di Pisa | [373] | |
| La loro armata vittoriosa si determina d'attaccar Pisa | [373] | |
| 8 settembre. Le milizie fiorentine non osano dar l'assalto a breccia aperta | [374] | |
| 13 settembre. Esse rifiutano di nuovo di montare all'assalto, quantunque la breccia sia molto più allargata | [375] | |
| 14 settembre. Alcune truppe spagnuole entrano in Pisa, ed i Fiorentini levano l'assedio | [376] | |
| 1505 | Il cardinal Ippolito d'Este fa cavar gli occhi a suo fratello naturale don Giulio | [377] |
| Congiura di don Giulio e don Ferdinando d'Este contro i loro fratelli, il duca Alfonso ed il cardinal Ippolito | [378] | |
| 1506 | Luglio. La congiura è scoperta, i due principi rinchiusi per sempre, ed i loro complici condannati a morte | [379] |
| Questi avvenimenti, dissimulati dagli storici e dai poeti cortigiani | [380] | |
| Tutta l'attenzione dell'Italia era diretta sopra i principi forestieri che se la dividevano | [381] | |
| 27 giugno. Trattato di Filippo, re di Castiglia, arrivato nella Spagna, con Ferdinando, che gli rimette l'amministrazione del suo regno | [383] | |
| 4 settembre. Ferdinando s'imbarca a Barcellona per passare a Napoli, dov'egli paventava forte il nome di Gonsalvo di Cordova | [383] | |
| Massimiliano annunzia agli stati d'Italia il suo viaggio a Roma, per prendervi la corona imperiale | [384] | |
| Lodovico XII cerca di sventare questo progetto, a cui Massimiliano rinunzia per quest'anno | [385] | |
| Giulio II si prepara coll'economia all'esecuzione de' progetti ch'egli aveva annunziati | [386] | |
| Egli cerca di riunire i sovrani di Francia, di Germania e della Spagna contro Venezia | [387] | |
| Egli progetta un attacco contro Perugia e Bologna ed obbliga la Francia e Venezia a darvi mano | [388] | |
| 1506 | Lodovico XII aveva preso l'impegno di proteggere Giovanni Bentivoglio, e vedeva di mal occhio la spedizione contro Bologna | [389] |
| Non pertanto egli aveva promesso al papa d'assisterlo contro Bentivoglio | [390] | |
| 27 agosto. Giulio II parte per la sua spedizione contro Perugia | [390] | |
| 8 settembre. Gio. Paolo Baglioni viene ad Orvieto per sottomettersi al papa che l'accoglie graziosamente | [392] | |
| 13 settembre. Il papa entra con tutta la sua corte in Perugia, e si confida a Baglioni, che non lo tradisce | [393] | |
| Egli ristabilisce a Perugia un'amministrazione repubblicana | [394] | |
| La sua irritazione contro Bentivoglio, e tirannia di questo | [395] | |
| Bentivoglio abbandonato da tutti i suoi vicini e suoi alleati | [396] | |
| M. de Chaumont è spedito da Lodovico XII contro Bentivoglio | [396] | |
| 10 ottobre. Giulio II pubblica una bolla di scomunica contro Bentivoglio e suoi aderenti | [397] | |
| 20 ottobre. Giulio II si trova ad Imola alla testa d'una considerabile armata | [397] | |
| 25 ottobre. M. de Chaumont fa intimare a Bentivoglio d'abbandonare il supremo potere | [398] | |
| 2 novembre. Bentivoglio si rifugge al campo francese per implorare la protezione di M. de Chaumont | [400] | |
| I Bolognesi obbligano i Francesi ad allontanarsi, inondando il loro accampamento | [401] | |
| 11 novembre. Giulio II fa la sua entrata in Bologna, e ne riforma il governo. Egli fonda l'oligarchia de' Quaranta | [402] | |
| I Fiorentini schivano qualunque ostilità coi Pisani, e fanno una tregua di tre anni coi Sanesi | [403] | |
| Settembre. Arrivo di Ferdinando il Cattolico in Italia | [404] | |
| 25 settembre. Morte di Filippo I a Burgos | [404] | |
| 1.º novembre. Entrata di Ferdinando il Cattolico in Napoli | [405] | |
| Egli ricolma d'onori Gonsalvo di Cordova, ma gli fa lasciar Napoli per la Spagna | [406] | |
| Capitolo CIV. Sollevazione di Genova, ed il suo gastigo da Lodovico XII; abboccamento di questo monarca con Ferdinando il Cattolico; Massimiliano minaccia la Francia; egli attacca i Veneziani, quindi fa la pace con loro; miseria di Pisa, e la sua sommissione ai Fiorentini. 1506-1509 | [408] | |
| 1506 | Tranquillità di Genova durante l'ultimo periodo | [408] |
| Favore accordato dal governo francese alla nobiltà di Genova contro il popolo | [409] | |
| Insolenza de' nobili genovesi contro il popolo | [410] | |
| 1504 | I nobili genovesi rifiutano Pisa che si rende a loro, mentre che i cittadini volevano accettarla | [411] |
| 1504 | Potenza di Giovanni Luigi de' Fieschi, capo del partito de' nobili | [411] |
| 1506 | Gelosia e risentimento delle prime famiglie dell'ordine popolare, che si credevano eguali ai nobili per nascita | [412] |
| Il popolo domanda i due terzi degli onori pubblici, lasciandone il terzo ai nobili | [414] | |
| Visconti Doria ucciso in una contesa con un uomo del popolo | [414] | |
| Legge, emanata in seguito ad una sollevazione, per accordare all'ordine del popolo i due terzi degli onori pubblici | [415] | |
| Nuova sommossa popolare, e fuga dei nobili in Asti | [416] | |
| Filippo de Ravenstein fa la sua entrata in Genova; e vi permette la creazione de' tribuni del popolo | [417] | |
| Lodovico XII approva il decreto che riserva al popolo i due terzi degli onori pubblici | [418] | |
| Ma egli esige per condizione che G. L. de' Fieschi sia ristabilito nella sua patria e ne' suoi feudi | [418] | |
| I tribuni non vogliono consentire alla restituzione dei feudi di G. L. de' Fieschi | [418] | |
| Settembre. Essi attaccano Monaco, fortezza de' Grimaldi, che serviva d'asilo ai pirati | [419] | |
| 1506 | 25 ottobre. Ravenstein lascia Genova, che riguarda come in istato di ribellione | [422] |
| 1507 | Il comandante del castello di Genova attacca la città, ed abbrucia alcuni vascelli nel porto senza dichiarazione di guerra | [423] |
| Intercessione di Giulio II a favore de' Genovesi, e la sua irritazione contro la Francia | [424] | |
| Massimiliano dichiara ch'egli accorderà la sua protezione ai Genovesi; ed offre la sua mediazione | [425] | |
| I Genovesi nominano Paolo de Novi per Doge | [426] | |
| Primi successi de' Genovesi contro i Fieschi, nella riviera di Levante | [427] | |
| Aprile. Lodovico XII s'avanza verso Genova con una fortissima armata | [428] | |
| Le milizie genovesi, colpite da un panico terrore, abbandonano le gole delle montagne | [429] | |
| Terrore in Genova; vani sforzi di Paolo di Novi, affin di provvedere alla sua difesa | [429] | |
| I Genovesi scacciati dai Francesi da Belvedere | [431] | |
| I Genovesi s'arrendono a Lodovico, a discrezione | [432] | |
| 29 aprile. Lodovico XII entra in Genova a spada tratta | [433] | |
| Punizione de' Genovesi, celebrata come una prova della clemenza del re | [434] | |
| 14 maggio. Lodovico XII licenzia le sue truppe, per calmare i timori delle altre potenze, e viene a Milano | [435] | |
| 4 giugno. Ferdinando il cattolico abbandona Napoli, che lascia disgustata | [437] | |
| 1507 | Egli non può andar d'accordo con Giulio II sopra le investiture | [436] |
| Ferdinando richiamato in Ispagna per la follia della sua figlia Giovanna | [437] | |
| Cesare Borgia era fuggito dalle prigioni di Ferdinando | [438] | |
| 10 marzo. Cesare Borgia ucciso in una imboscata presso Viana | [439] | |
| 28 giugno. Conferenza di Ferdinando e di Lodovico XII a Savona | [440] | |
| Onori compartiti a Gonsalvo di Cordova; suo esiglio e sua disgrazia fino alla sua morte, sopravvenuta il 2 dicembre 1515 | [440] | |
| Spavento che aveva cagionato a tutti gli stati la spedizione di Lodovico XII in Italia | [441] | |
| Odio di Giulio II contro Lodovico XII, all'occasione d'un tentativo di Bentivoglio sopra Bologna | [442] | |
| Massimiliano viene a presedere una dieta dell'Impero a Costanza | [443] | |
| Egli domanda all'Impero un'armata per vendicarsi della Francia, e per assicurare le sue ragioni sopra l'Italia | [444] | |
| Gli agenti francesi calmano l'irritazione de' principi tedeschi | [445] | |
| 20 agosto. La dieta si separa senza aver prese le misure bastanti per il successo della guerra | [446] | |
| Massimiliano forma tre armate dell'Impero, lontane l'una dall'altra, perchè non si possa indovinare il suo disegno | [447] | |
| 1507 | Massimiliano domanda il passaggio ai Veneziani | [448] |
| Lodovico XII cerca d'assicurarsi l'alleanza de' Veneziani | [448] | |
| I Veneziani si decidono in favore della Francia, ed offrono all'imperatore di riceverlo senza armata | [449] | |
| Sdegno di Massimiliano contro i Veneziani | [450] | |
| Egli fa delle domande esorbitanti a tutti gli stati d'Italia | [451] | |
| Preparativi di difesa di Lodovico XII | [452] | |
| Prime ostilità, senza risultato, di due emigrati genovesi | [453] | |
| 1508 | Severità di Lodovico XII verso i Bentivoglio, che decide Giulio II a restar neutrale | [455] |
| 5 febbrajo. Massimiliano denuncia il cominciamento della guerra nella chiesa di Trento | [455] | |
| Inconseguenze, e movimenti retrogradi di Massimiliano | [456] | |
| 2 marzo. Vittoria di Bartolomeo d'Alviano sopra i Tedeschi nella Valle di Cadoro | [458] | |
| Conquiste dell'Alviano sul golfo adriatico | [459] | |
| L'armata dell'impero si dissipa interamente, mentre che l'imperatore viaggia al nord della Germania | [460] | |
| 7 giugno. Tregua di tre anni tra l'imperatore e Venezia | [461] | |
| Germi di malcontento lasciati da questa corta guerra | [462] | |
| 1508 | Perfidia del re di Francia ne' suoi rapporti coi Veneziani | [463] |
| Cattiva fede del re di Francia ne' suoi rapporti co' Fiorentini | [463] | |
| 1507 | Miseria di Pisa, pronta a sottomettersi ai Fiorentini | [464] |
| Lodovico XII e Ferdinando il Cattolico convengono di farsi pagare la sommissione di Pisa | [465] | |
| Impiego della nuova milizia, ossia ordinanza fiorentina contro Pisa | [466] | |
| 1508 | Rimproveri che manda Lodovico XII ai Fiorentini e loro giustificazione | [467] |
| Lodovico XII e Ferdinando offrono di nuovo di vendere Pisa ai Fiorentini | [469] | |
| Lodovico spedisce soccorsi a Pisa per difendere la città fin che l'ebbe venduta | [471] | |
| 1509 | 13 marzo. Trattato di Lodovico e Ferdinando coi Fiorentini per vender loro Pisa | [472] |
| 11 gennajo. Trattato dei Lucchesi coi Fiorentini, col quale s'impegnano ad abbandonar Pisa | [473] | |
| Febbrajo. Convoglio di grano, spedito da Genova, che non può entrare in Pisa | [474] | |
| Marzo. I Pisani domandano la mediazione del signor di Piombino | [475] | |
| 14 marzo. Conferenza di Macchiavelli a Piombino coi Pisani | [476] | |
| Spaventevole miseria de' Pisani | [476] | |
| 20 maggio. Nuove proposizioni de' Pisani per capitolare | [477] | |
| 1509 | 8 giugno. Le truppe fiorentine entrano in Pisa | [478] |
| I Pisani trattati dai Fiorentini con una grande generosità | [479] | |
| Emigrazione della maggior parte delle famiglie pisane | [480] | |
| Il campo francese serve di ritirata a molte di loro, che dopo la fine delle guerre d'Italia si stabilirono in Francia | [480] | |
| Capitolo CV. Lega di Cambrai; battaglia di Vailate o d'Agnadello, conquista di tutto lo stato della terra ferma de' Veneziani. 1508-1509 | [482] | |
| 1508 | La lega di Cambrai è la prima transazione diplomatica dove tutta l'Europa sia intervenuta | [482] |
| Con quella ebbe principio la scienza del diritto pubblico | [483] | |
| Tre basi differenti date al diritto pubblico, e riclamate dai re, dai Veneziani e dal papa | [484] | |
| Confusione del diritto pubblico, fondata sopra principi contraddittorj | [485] | |
| Pretensioni di Lodovico XII ad alcuni diritti legittimi ed imperscrittibili su tutte le Provincie del Milanese | [486] | |
| Pretensioni di Massimiliano a diritti della stessa natura sulle terre dell'Impero nel veneziano | [487] | |
| Falsità di questo sistema; qualunque diritto ch'ebbe un principio può aver una fine | [488] | |
| 1508 | La legittimità esiste per tutti i sovrani, o non esiste per nessuno | [489] |
| Seconda base del diritto pubblico; i trattati, sempre valevoli, ancorchè accettati per forza | [490] | |
| Questo principio, spinto al rigore, distrugge ogni nozione del giusto e dell'ingiusto | [490] | |
| Terza base del diritto pubblico, l'interesse nazionale | [491] | |
| Giulio II, in nome dell'interesse nazionale d'Italia, riclama contro una legittimità o de' trattati che distruggerebbero la sua indipendenza | [492] | |
| Veri motivi dell'odio delle grandi potenze contro Venezia | [493] | |
| Risentimento di Massimiliano contro Venezia, che gli fa desiderare di rinnovare il trattato di Blois | [494] | |
| Dicembre. Conferenze di Cambrai, sotto pretesto di trattar la pace del duca di Gueldria | [495] | |
| Il cardinal d'Amboise e Margherita di Savoja deliberano soli e senza assistenti | [495] | |
| 10 dicembre. Trattato pubblico di Cambrai per riconciliare il duca di Gueldria, ed assicurare una nuova investitura del Milanese | [496] | |
| Trattato secreto, per conchiudere la lega di tutte le potenze contro la repubblica di Venezia | [497] | |
| Divisione di tutti gli stati di Venezia fra coloro che vi avevano qualche pretensione | [498] | |
| 1508 | Il re di Francia s'impegna d'attaccare per il primo giorno d'aprile, l'imperatore ed il papa quaranta giorni dopo | [499] |
| Dissimulazione degli alleati, per sorprendere la repubblica | [500] | |
| Lodovico XII, Massimiliano e Ferdinando ratificano il trattato di Cambrai | [501] | |
| Esitazione di Giulio II nel ratificare questo trattato | [502] | |
| 1509 | Proposizioni fatte al senato da Giulio II per una riconciliazione | [503] |
| Tentativi de' Veneziani per negoziare coll'imperatore | [504] | |
| Essi rifiutano le proposizioni del papa | [504] | |
| I Francesi cercano de' motivi di contesa coi Veneziani | [505] | |
| Gennajo. Ambasciatori licenziati; dichiarazione di guerra tra la Francia e Venezia | [506] | |
| Sforzi de' Veneziani per mettere in piedi una poderosa armata | [507] | |
| Incendio dell'arsenale, degli archivj, della fortezza di Brescia | [508] | |
| I Veneziani abbandonati da alcuni condottieri, feudatarj della Chiesa | [509] | |
| Forza dell'armata veneziana riunita a Pontevico sull'Olio | [509] | |
| Il conte di Pitigliano e Bartolomeo d'Alviano ne ricevono il comando | [509] | |
| Piano di guerra offensivo dell'Alviano, sollevando il milanese | [510] | |
| Piano di guerra difensivo di Pitigliano, dietro l'Olio | [511] | |
| 1509 | Il senato sceglie un piano di mezzo, più pericoloso dei due estremi | [512] |
| 15 aprile. M. de Chaumont passa l'Adda, e prende Treviglio | [513] | |
| Egli ritorna a Milano per aspettar il re | [514] | |
| 27 aprile. Bolla di scomunica contro il doge e la repubblica | [514] | |
| Severità delle pene fulminate dalla bolla contro i Veneziani, s'essi non si sottomettono avanti ventiquattro giorni | [516] | |
| 8 maggio. I Veneziani riprendono Treviglio | [517] | |
| 9 maggio. Lodovico XII passa l'Adda a Cassano senz'opposizione | [518] | |
| Lodovico XII, marciando lungo il fiume, vuol far sortire i Veneziani dalla loro posizione | [519] | |
| I Veneziani, cambiando di posizione, si trovano ravvicinati ai Francesi | [520] | |
| 14 maggio. L'Alviano attaccato fa domandar soccorso al Pitigliano, che glielo nega | [521] | |
| Disposizioni dell'Alviano presso la diga di Vailate o d'Agnadello | [521] | |
| Valore dell'Alviano e delle sue truppe, e la loro disfatta | [522] | |
| Le guerre cominciano a divenire più feroci e più micidiali | [523] | |
| Rapidità con cui Lodovico XII profitta della sua vittoria | [524] | |
| 24 maggio. Brescia si dà volontariamente nelle mani dei Francesi | [526] | |
| Miseria de' Veneziani per rifare di nuovo il tesoro, e formare una nuova armata | [526] | |
| 1509 | Sommissione di Crema, Cremona, e Pizzighettone | [527] |
| Crudeltà di Lodovico XII verso i suoi prigionieri | [528] | |
| Tutti gli alleati, dopo la sconfina di Vailate, attaccano le frontiere de' Veneziani | [529] | |
| Entrata dell'armata pontificia in Romagna; massacro di Brisighella | [530] | |
| Tutte le città della Romagna capitolano per sottomettersi al papa | [531] | |
| 19 maggio. Il duca di Ferrara comincia le ostilità contro Venezia | [531] | |
| Il marchese di Mantova attacca ancor egli i Veneziani | [532] | |
| Le truppe di Ferdinando attaccano i Veneziani a Trani nella Puglia | [532] | |
| Aggressione de' piccoli feudatarj imperiali sulle frontiere veneziane | [533] | |
| Stato deplorabile dell'armata veneziana a Mestre | [535] | |
| I Veneziani offrono di consegnare le loro piazze a Ferdinando, Giulio II, e Massimiliano, per tentare di disarmarli | [536] | |
| Massimiliano ricusa di trattare senza il re di Francia | [537] | |
| Il papa comincia a raddolcirsi con Venezia | [538] | |
| I Veronesi vogliono arrendersi a Lodovico XII, che non gli accetta | [539] | |
| 15 giugno. Conferenze del card. d'Amboise con Massimiliano a Trento | [539] | |
| Lodovico XII ritorna in Francia senza aver potuto vedere Massimiliano | [540] | |
| 1509 | Massimiliano dissipa tutti i suoi mezzi di finanza, e si trova fuori di stato di mettere in piedi un'armata | [540] |
| Egli non è più a portata di ricevere le capitolazioni delle città che vogliono arrendersi | [542] | |
| 4 giugno. Padova s'arrende a Leonardo Trissino, emigrato vicentino, che ne prende possesso in nome dell'imperatore | [542] | |
| Treviso, dopo d'essersi sottomesso allo stesso Trissino, lo scaccia dalle sue mura, e s'abbandona alla sorte della repubblica | [545] | |