Nello stato di società in cui trovasi l'Italiano ridotto, tale sentimento diventa giusto, e con analogo sentimento dobbiamo noi pure giudicarlo. Senza dubbio nell'Italiano del XVIII secolo non ritrovasi nè il rappresentante de' Manlj e dei Gracchi, nè quello de' Doria e degli Albrizzi. L'antica virtù non può nascere, nè germogliare in una patria serva, lo spirito non si può sviluppare quando viene allentato da mille ostacoli, ed il sentimento non può innalzarsi all'eroismo, quand'è soffocato nel suo primo nascere. Ma dovremo incolpare lo stesso italiano dello stato deplorabile in cui è caduto? Quando vediamo concorrere tante e così potenti cagioni ad abbassarlo non deploreremo piuttosto in lui l'avvilimento dell'umana dignità, e non sentiremo che la sventura che lo colpì è la sventura che minaccia noi medesimi, che minaccia ogni società, ogni nazione che si lascerà caricare dalle stesse catene?
Ammireremo invece tuttociò che ancora rimane a questa nazione, che pareva fatta per superare tutte le altre: quello spirito così aperto e pronto cui non riesce difficile veruno studio, quando venga intrapreso per uno scopo che lo possa infiammare; quella flessibilità a tutte le nuove forme, che rende l'Italiano proprio alla politica, alla guerra, a tuttociò che intraprende di più inusitato, per mezzo della più rapida educazione; quell'immaginazione creatrice, che gli conserva, dopo l'impero del mondo che ha miseramente perduto, quello, forse più ricco, delle belle arti; quella sociabilità, quelle dolci maniere, che in altri paesi non sono conosciute che dalle persone di alta condizione, e che in Italia sono proprie di tutte le classi; quella sobrietà che allontana il basso popolo dalle orgie e dalle dissolutezze di Bacco in mezzo alle sue feste ed a' suoi piaceri; quella superiorità dell'uomo della natura, che si mostra tanto più degno di stima quanto fu meno cambiato dall'educazione, di modo che il contadino italiano è tanto superiore al cittadino, quanto lo è questi al gentiluomo; finalmente quel maraviglioso potere della coscienza, che trionfa delle più cattive instituzioni, della più fallace educazione, della più bassa superstizione, del più depravato ordine politico, e che, sostenendo l'uomo tra le più violenti tentazioni e le più deboli barriere, diminuisce la frequenza de' delitti assai più che non sarebbesi potuto anticipatamente calcolarlo. Senza dubbio questi Italiani, cui abbiamo consacrato un così lungo studio, sono oggi un popolo sventurato ed avvilito; ma che si ripongano in circostanze ordinarie, che loro si consenta di percorrere le vicende di tutte le altre nazioni, ed in allora si vedrà che non hanno perduto il seme delle grandi cose, e che sono ancora degni di misurarsi in quello stadio che hanno due volte percorso con tanta gloria.
Fine del Volume XVI, ed ultimo.
[TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XVI.]
| Capitolo CXXI. Apparecchj de' Fiorentini per difendere la loro libertà; sono assediati dal principe d'Orange. Imprese di Francesco Ferrucci, commissario generale, nello stato fiorentino; viene a battaglia col principe d'Orange, e nella mischia periscono ambidue, capitolazione di Firenze. 1529-1530 | [pag. 3] | |
| La repubblica fiorentina difende la sua libertà, nel mentre che il rimanente dell'Italia si sottomette al giogo dell'Austria | [3] | |
| I Fiorentini, che fino allora non avevano mai atteso a trattar l'arme, le pigliano per difendere la propria libertà | [4] | |
| 1527 | Dicembre. Organizzazione dei 300 cittadini della guardia del palazzo | [5] |
| 1528 | 6 novembre. Organizzazione delle 16 compagnie della guardia urbana | [6] |
| 1527 | Luglio. Richiamo delle bande dell'ordinanza del territorio fiorentino | [7] |
| 1528 | Dicembre. Ercole d'Este nominato capitano generale degli uomini d'arme | [8] |
| 1529 | Aprile. Sono terminate le fortificazioni di Firenze | [9] |
| 1529 | Maggio. I dieci della guerra prendono Malatesta Baglioni al loro soldo col titolo di governatore generale | [10] |
| Il gonfaloniere Capponi tenta di riconciliare la repubblica col papa | [11] | |
| Il Capponi chiama alle consultazioni o pratiche molti amici de' Medici | [12] | |
| Diffidenza de' consiglj. Nominano essi medesimi la pratica de' dieci della guerra | [12] | |
| Corrispondenza segreta del Capponi con Clemente VII | [13] | |
| 16 aprile. Lettera sospetta diretta al Capponi trovata da uno dei priori | [14] | |
| 17 aprile. Il Capponi è dimesso, e gli succede Francesco Carducci | [15] | |
| Il Capponi si giustifica dell'accusa di tradimento, e viene assolto | [16] | |
| I Fiorentini ricevono l'une dietro alle altre notizie affliggentissime | [17] | |
| Il Governo prende le necessarie disposizioni onde trovare del denaro | [18] | |
| La signoria ordina ai paesani di portare i loro raccolti nelle fortezze | [20] | |
| Settembre. Ercole d'Este, al quale è mandato l'ordine di recarsi al suo posto, ricusa di ubbidire | [21] | |
| Ambasceria de' Fiorentini all'imperatore in Genova | [21] | |
| 8 ottobre. Il Capponi muore udendo le relazioni dell'ambasceria; due ambasciatori fuggono | [23] | |
| Il papa incarica delle sue proprie vendette contro Firenze quel medesimo principe d'Orange, che lo aveva tenuto prigioniere in Roma | [23] | |
| 1529 | Fine di luglio. Il papa concede man forte ai soldati del principe d'Orange, onde farsi pagare il rimanente delle taglie dovute loro pel riscatto de' cittadini romani | [25] |
| Fine d'agosto. L'esercito del principe d'Orange si raduna a Foligno | [26] | |
| 1 settembre. Presa e saccheggio di Spello sui confini del Perugino | [27] | |
| 12 settembre. Baglioni, mediante un trattato, apre Perugia al principe d'Orange, e conduce la sua infanteria ai Fiorentini | [28] | |
| 14 settembre. Cortona si arrende al principe d'Orange, e i Fiorentini evacuano Arezzo e tutto il Val d'Arno di sopra | [28] | |
| 18 settembre. Arezzo pretende ritornare ad essere repubblica sotto la protezione dell'imperatore | [29] | |
| Francesco Guicciardini fugge, e si unisce agl'inimici della sua patria | [30] | |
| Alcuni ambasciatori spediti al papa, sono rimandati con mal tratto | [31] | |
| 19 ottobre. Le case e i giardini sono tutti quanti atterrati fino alla distanza di un miglio intorno a Firenze | [32] | |
| 14 ottobre. Il principe d'Orange pone il suo campo a Pian di Ripoli sotto Firenze | [33] | |
| Napoleone Orsini, abate di Farfa, al servizio de' Fiorentini | [34] | |
| Cominciamento de' servigj e della riputazione di Francesco Ferrucci | [35] | |
| 1529 | Novembre. Ferrucci riprende d'assalto Samminiato | [37] |
| 10 novembre. Il principe d'Orange dà la scalata a Firenze ed è respinto | [38] | |
| 11 dicembre. Stefano Colonna sorprende al loro posto gl'imperiali della Sciarra | [39] | |
| 16 dicembre. Morte di Girolamo Moroni nel campo degli assedianti | [41] | |
| 23 dicembre. I Fiorentini abbandonati dai Veneziani, che sottoscrivono una particolar pace coll'imperatore | [42] | |
| Fine di dicembre. Un altro esercito imperiale viene ad accamparsi sulla sponda destra dell'Arno | [43] | |
| Raffaele Girolami succede a Francesco Carducci gonfaloniere | [44] | |
| 1530 | Blocco di Firenze. Il principe d'Orange non tenta di fare breccia nelle mura | [45] |
| Ercole Rangoni via ne conduce i gendarmi d'Ercole d'Este | [46] | |
| 26 gennajo. Malatesta Baglioni è nominato capitano generale | [47] | |
| Condotta subdola di Francesco I coi Fiorentini | [48] | |
| Nuove condizioni offerte al papa, e da lui rigettate | [49] | |
| Predicazioni in Firenze per animare alla difesa della libertà | [50] | |
| Frequenti attacchi dei Fiorentini sulle linee nemiche | [51] | |
| 21 marzo. Sortita generale dei Fiorentini, e sanguinosa zuffa intorno al cavaliere | ||
| di Porta Romana | [52] | |
| 5 maggio. Sortita di Baglioni, che prende d'assalto il convento di san Donato | [53] | |
| 1530 | 10 giugno. Stefano Colonna attacca il conte di Lodroni e il quartiere dei Tedeschi alla diritta dell'Arno | [54] |
| Successi di Lorenzo Carnesecchi nella Romagna Toscana | [55] | |
| I Fiorentini perdono la cittadella d'Arezzo, di Borgo san Sepolcro e di Volterra | [55] | |
| 27 aprile. Francesco Ferrucci si parte da Empoli per ricuperare Volterra | [56] | |
| 29 maggio. Empoli preso da Sarmiento e da don Ferdinando di Gonzaga | [57] | |
| 27 aprile. Il Ferrucci riprende Volterra con grande spargimento di sangue | [58] | |
| Aprile, giugno. Il Ferrucci difende Volterra contro Maramaldo e Sarmiento | [59] | |
| 17 giugno. Costringe gl'imperiali a levare l'assedio di Volterra | [60] | |
| Aduna un esercito per far levare l'assedio di Firenze | [61] | |
| 14 luglio. Parte da Volterra per Pisa | [62] | |
| È trattenuto in Pisa dalla febbre | [63] | |
| Piano del Ferrucci, per attaccare Roma, rigettato dalla signoria | [63] | |
| 30 luglio. Il Ferrucci si parte da Pisa attraversando lo stato Lucchese | [64] | |
| 2 agosto. Si avvicina col suo esercito a Gavinana nelle montagne di Pistoja | [65] | |
| Tradimento di Malatesta Baglioni, per cui il principe d'Orange ha campo di opporsi al Ferrucci | [66] | |
| 1530 | 2 agosto. Il principe d'Orange ed il Ferrucci giungono nello stesso tempo a Gavinana | [68] |
| Il principe d'Orange è ucciso | [70] | |
| Gian Paolo Orsini è respinto da Vitelli, pel mentre che il Ferrucci respinge Maramaldo fuori di Gavinana | [71] | |
| Nuovo attacco sopra Gavinana. Il Ferrucci è preso e ucciso da Maramaldo | [72] | |
| 4 agosto. Il gonfaloniere sollecita nuovamente il Baglioni di attaccare gli imperiali | [74] | |
| Il Baglioni ricusa apertamente di ubbidire al gonfaloniere | [74] | |
| 8 agosto. Il gonfaloniere vuole costringere colla forza il Baglioni ad ubbidire, ma i cittadini lo abbandonano | [75] | |
| Il Baglioni dà adito agl'imperiali nel bastione di Porta Romana | [76] | |
| La signoria costretta a porre in libertà i partigiani de' Medici | [77] | |
| La signoria tratta con Bartolomeo Valori, commissario apostolico, e don Ferdinando di Gonzaga, generale imperiale | [78] | |
| 12 agosto. Capitolazione di Fiorenza dietro promessa di libertà e d'amnistia | [79] | |
| 20 agosto. Bartolomeo Valori nomina una balìa, dietro l'autorità di un preteso parlamento | [80] | |
| La signoria è dimessa, ed il popolo disarmato | [81] | |
| Fine della storia di Jacopo Nardi; e la di lui indole | [81] | |
| Capitolo CXXII. Violazione della capitolazione di Firenze; persecuzione di tutti gli amici della libertà. Regno e morte di Alessandro de' Medici; successione di Cosimo I al titolo di duca di Firenze. Siena, oppressa dagli Spagnuoli, abbraccia il partito francese; assedio ed ultima capitolazione di questa città. 1530-1555 | [83] | |
| L'Italia dopo il 1530 ricade in quello stato di nullità in cui era prima del decimosecondo secolo | [83] | |
| 1122-1530 | Grandezza dell'Italia durante i quattro secoli della sua libertà | [84] |
| L'indipendenza di alcuni piccoli stati, prima del dodicesimo e dopo il quindicesimo secolo, non basta a far l'Italia meritevole di particolare istoria in quelle due epoche | [86] | |
| L'incoronamento degl'imperatori in Roma era un simbolo dell'indipendenza italiana che fu soppressa nel 1530 | [87] | |
| Gli stati italiani, che dopo il 1530 vantavano ancora indipendenza, non influivano per niente sul rimanente dell'Europa | [88] | |
| Ultimi capitoli consacrati alla decrepitezza della nazione italiana | [89] | |
| L'oppressione del partito della libertà in Siena ed in Firenze richiede maggiori dettagli | [89] | |
| 1530 | Balìa creata in Firenze in nome della sovranità del popolo | [90] |
| Ottobre. Seconda balìa di 150 membri creata dalla prima | [91] | |
| Crudeli vendette del papa, eseguite dalla balìa, contro tutti i partigiani della libertà | [91] | |
| 1530 | Il papa, di mano in mano che conosce il suo potere più stabile, va aumentando la sua severità e prolungando i supplizj | [93] |
| I capi di parte ordinano supplizj in proprio nome, senza valersi dell'autorità di nessun membro della casa de' Medici | [93] | |
| 1531 | 5 luglio. Alessandro de' Medici entra in Firenze, e viene da un rescritto dell'imperatore dichiarato capo della repubblica | [94] |
| Progetti del Guicciardini per mettersi al coperto dell'odio pubblico | [96] | |
| 1532 | 4 aprile. Commissione incaricata di mutare la costituzione di Firenze | [98] |
| 27 aprile. Costituzione monarchica data a Firenze con due consiglj | [98] | |
| Tirannide ed universale diffidenza di Alessandro de' Medici | [99] | |
| 1534 | 1 giugno. Pone le fondamenta di una fortezza per dominare Firenze | [100] |
| Malcontento universale de' capi del partito dei Medici | [101] | |
| 1533 | 27 ottobre. Catarina de' Medici sposa Enrico di Francia, che fu poi Enrico II | [102] |
| 1534 | 25 settembre. Morte di Clemente VII. Alessandro rimane circondato di nemici | [104] |
| Il cardinale de' Medici si mette alla testa dei nemici di Alessandro | [105] | |
| 1535 | 10 agosto. Ippolito, cardinale de' Medici, avvelenato da Alessandro | [106] |
| 1535 | Gli emigrati fiorentini portano le loro lagnanze contro Alessandro dinanzi all'imperatore in Napoli | [106] |
| 1536 | Febbrajo. Carlo pronunzia un'amnistia a favore degli emigrati, senza cambiare il governo | [108] |
| Gli emigrati la rigettano | [109] | |
| 28 febbrajo. Carlo marita sua figliuola con Alessandro, e gli promette protezione | [111] | |
| Lorenzino de' Medici si acquista il favore di Alessandro con vergognosi servigj | [112] | |
| 1537 | Uccide il duca, ch'egli aveva ad arte condotto in casa sua | [113] |
| Non tenta di sollevare la città, dove non aveva partigiani | [114] | |
| Parte alla volta di Bologna e di Venezia, prima che siasi divulgato l'assassinio del duca | [116] | |
| Il cardinale Cibo, ministro di Alessandro, nasconde la disparizione del duca | [117] | |
| 7-8 gennajo. Trova il duca morto nell'appartamento di Lorenzino | [118] | |
| 8 gennajo. Tutte le fortezze vengono occupate da Alessandro Vitelli, comandante della guardia del duca | [118] | |
| Il senato è sollecitato dal Guicciardini di nominare un successore al duca | [120] | |
| 9 gennajo. Viene costretto dal terrore a eleggere duca Cosimo de' Medici, lontano parente di Alessandro | [121] | |
| Guicciardini credeva d'influenzare sull'animo di Cosimo, che rigetta un cotal giogo | [122] | |
| 1537 | 22 gennajo. I cardinali fiorentini entrano a Firenze per modificarne il governo | [123] |
| 1 febbrajo. Sono ingannati dal Medici e rimandati | [124] | |
| 28 febbrajo. La successione di Cosimo è confermata da una bolla imperiale pubblicata in Firenze il 21 giugno seguente | [125] | |
| 1-15 luglio. Esercito levato dagli emigrati fiorentini alla Mirandola | [127] | |
| 15 luglio. Gli emigrati entrano in Toscana e s'innoltrano fino a Montemurlo | [128] | |
| 31 luglio. I capi degli emigrati sono sorpresi da Alessandro Vitelli nella fortezza di Montemurlo, e la truppa loro viene dispersa | [129] | |
| 1 agosto. Filippo Strozzi e i suoi compagni fatti prigionieri | [130] | |
| Cosimo riscatta dalle mani de' soldati i prigionieri, onde metterli a morte | [131] | |
| 20 agosto. Supplizio dei principali emigrati, che sett'anni prima avevano fondato il potere della casa de' Medici | [132] | |
| Filippo Strozzi rimane un anno intero prigioniero di Alessandro Vitelli | [133] | |
| 1538 | Filippo Strozzi si uccide in prigione, invocando chi lo vendichi | [135] |
| 1547 | Lorenzino de' Medici assassinato a Venezia dagli sbirri di Cosimo I | [136] |
| 1538 | Cosimo de' Medici allontana da Firenze il cardinale Cibo e Alessandro Vitelli, che lo avevano innalzato sul trono | [136] |
| 1538 | I senatori, che aveano cooperato alla sua elezione, sono tutti allontanati e muojono senza poter ritornare in grazia di lui | [138] |
| 1532 | Agosto. Clemente VII s'impadronisce d'Ancona a tradimento, mette a morte i magistrati, e toglie alla città tutti i suoi privilegj | [139] |
| 1530 | 10 ottobre. Arezzo è sottomessa nuovamente ai Fiorentini, ed è soppressa la nuova repubblica | [140] |
| La repubblica di Lucca compra a caro prezzo la protezione dell'imperatore | [141] | |
| 1538 | Maggio. Alfonso Piccolomini, duca d'Amalfi, è fatto, mediante la protezione dell'imperatore, capo della repubblica di Siena | [143] |
| 1541 | Primi negoziati de' Sienesi coi Francesi, rivelati da Cosimo I all'imperatore | [143] |
| Granvella, mandato a Siena, riduce questa repubblica più dipendente dall'imperatore che non lo era per l'innanzi | [144] | |
| 1544 | I porti dello stato sienese occupati dai fratelli Strozzi coll'ajuto dei Francesi e dei Turchi | [145] |
| 1545 | 4 marzo. Don Giovanni de Luna e la guarnigione spagnuola cacciati fuori di Siena dal popolo ammutinato | [147] |
| 1546 | Congiura di Francesco Burlamacchi per ridonare la libertà a tutte le repubbliche della Toscana | [148] |
| Il Burlamacchi, allora gonfaloniere di Lucca, è denunciato da Cosimo I | [150] | |
| 1546 | Viene dato in mano all'imperatore, e condannato a pena capitale in Milano | [150] |
| 1547 | 20 ottobre. Don Diego di Mendoza mandato a Siena dall'imperatore | [152] |
| 1548 | 4 novembre. Il Mendoza ne riforma il governo, e lo riduce ad una intera dipendenza | [152] |
| Mendoza si accinge a fabbricare una fortezza in Siena | [152] | |
| 1552 | I Sienesi dimandano ajuto alla Francia | [153] |
| Insurrezione contro gli Spagnuoli nel territorio di Siena | [154] | |
| 26 luglio. Gl'insorgenti sono accolti in Siena, e gli Spagnuoli discacciati | [155] | |
| 11 agosto. Il duca di Termini introdotto in Siena con una guarnigione francese | [157] | |
| 1553 | Gennajo. Don Pedro di Toledo viene in Toscana per soggiogarvi i Sienesi, ma muore in capo a sei settimane | [158] |
| Prima guerra contro Siena, cui pon fine l'apparizione della flotta turca sulle coste di Napoli | [159] | |
| Giugno. Trattato di pace tra Cosimo I e i Sienesi | [160] | |
| Cosimo I indotto a servire l'imperatore ad ogni costo, per timore di Pietro Strozzi ch'era appoggiato dal favore del re di Francia | [160] | |
| 1554 | 26 gennajo. Cosimo raguna le sue truppe, sotto gli ordini del marchese di Malignano, a Poggibonzi | [162] |
| 27 gennajo. Il Marignano prende per sorpresa un bastione alla porta di Siena | [163] | |
| 1554 | Il Marignano, non potendo penetrare nella città, intraprende di bloccarla | [164] |
| Egli assedia successivamente le castella dello stato sienese, e fa appiccare gli abitanti che si erano difesi | [165] | |
| Fine di marzo. Rotta di una divisione dell'esercito del Marignano a Chiusi | [166] | |
| Ajuti spediti dai Fiorentini, domiciliati in Lione e in Roma, all'esercito dello Strozzi, che attaccava Cosimo de' Medici | [167] | |
| 11 giugno. Pietro Strozzi esce da Siena, passa sulla riva sinistra dell'Arno, sottomette Val di Nievole, e rientra in Siena dopo quindici giorni | [168] | |
| Carestia in Siena e nei due eserciti | [170] | |
| 2 agosto. Rotta di Pietro Strozzi presso Lucignano | [172] | |
| Difesa ostinata di Siena, diretta dal signore di Montluc | [172] | |
| Fredda ferocia del Marignano, cagione dell'attuale spopolazione dello stato di Siena | [173] | |
| 1555 | Gennajo. Preliminarj di pacificazione, e splendide promesse fatte da Cosimo I ai Sienesi | [175] |
| 2 aprile. Capitolazione di Siena, che mantiene la libertà della repubblica | [176] | |
| 21 aprile. Gli emigrati sienesi si ritirano a Montalcino, e vi si mantengono in repubblica fino al 3 aprile del 1559 | [177] | |
| La capitolazione di Siena è scandalosamente violata | [177] | |
| 1557 | 19 luglio. Cosimo I prende possesso di Siena e l'unisce ai suoi stati | [178] |
| 1527 | Lo stato dei Presidj, staccato da quello di Siena, rimane proprietà degli Spagnuoli | [178] |
| Capitolo CXXIII. Rivoluzioni di differenti stati d'Italia, dopo la perdita dell'indipendenza italiana, fino alla fine del sedicesimo secolo. 1531-1600 | [180] | |
| 1529 | 5 agosto-1559 3 aprile. Secondo periodo fra questi due trattati. Lotta fra i medesimi rivali, senza speranza pegl'Italiani di miglior fortuna | [181] |
| 1559 | 3 aprile al 2 maggio 1598. Terzo periodo. Pace nell'interno dell'Italia | [182] |
| Continua guerra straniera, alla quale la nazione era indifferente | [183] | |
| Oppressione dell'Italia sotto il regime militare Spagnuolo | [183] | |
| 1529-1600 | Scorrerie de' briganti e de' Barbareschi per tutta Italia | [184] |
| Compendioso racconto della rivoluzione di ogni governo nel corso degli ultimi due periodi del sedicesimo secolo | [185] | |
| 1535-1553 | Carlo III, duca di Savoja, spogliato de' suoi stati dai Francesi, e sagrificato dagl'Imperiali | [186] |
| 1553-1559 | Emmanuele Filiberto, suo figliuolo, è privato dei suoi stati | [186] |
| 1562 | Carlo IX gli ritorna le città che occupava in Piemonte | [187] |
| 1580-1600 | Crescente ingrandimento di Carlo Emmanuele; sue conquiste nella Provenza e nel Delfinato, durante le guerre civili di Francia | [188] |
| 1588-1601 | Contese intorno al marchesato di Saluzzo, che resta alla Savoja | [188] |
| I quattro più grandi stati dell'Italia, il ducato di Milano, ed i regni di Napoli, Sicilia e Sardegna, sottomessi alla casa d'Austria | [189] | |
| 1535 | 24 ottobre. Morte del duca di Milano, dopo un nuovo tentativo per iscuotere il giogo dell'Austria | [189] |
| 1535-1559 | Difesa dello stato di Milano, contro gli attacchi de' Francesi | [190] |
| Oppressione e rovina dei Milanesi sotto l'amministrazione spagnuola | [191] | |
| 1563 | Tentativi infruttuosi del duca di Sessa per istabilire in Milano l'inquisizione spagnuola | [191] |
| Il regno di Napoli difeso contro i Francesi | [192] | |
| 1518-1546 | Regno e potenza del secondo Barbarossa, re d'Algeri, e suoi guasti sulle coste di Napoli, di Sicilia e di Sardegna | [193] |
| 1546-1600 | Continuazione de' guasti de' Barbareschi comandati da Dragut, Piali e Ulucciali | [194] |
| 1539-1553 | Amministrazione oppressiva di D. Pedro di Toledo a Napoli | [194] |
| 1547 | D. Pedro tenta inutilmente di stabilire l'inquisizione in Napoli | [195] |
| Oppressione de' Regni di Sicilia e di Sardegna | [196] | |
| 1565 | Assedio e memorabile difesa di Malta, che salva la Sicilia dall'invasione dei Musulmani | [197] |
| 1530 | Ad onta che si andassero allargando i confini dello stato della chiesa, decresce nulladimeno la potenza dei papi | [198] |
| 1534 | 12 ottobre-1549 10 novembre. Regno ed ambizione di Alessandro Farnese, papa col nome di Paolo III | [199] |
| Paolo III apparenta la casa Farnese con quelle d'Austria e di Francia | [200] | |
| Chiede l'investitura del ducato di Milano per suo figliuolo Pier Luigi | [201] | |
| 1545 | Agosto. Dona a Pier Luigi Parma e Piacenza erigendoli in ducati | [202] |
| 1547 | 10 settembre. Pier Luigi assassinato dai nobili di Piacenza, ed i suoi stati invasi dagl'Imperiali | [203] |
| 1549 | 10 novembre. Paolo III muore, lasciando suo nipote Ottavio spogliato di tutti i suoi stati | [204] |
| 1550 | 22 febbrajo. Giulio III, successore di Paolo III, rende Parma a Ottavio Farnese | [205] |
| 1551 | 27 maggio. Il duca di Parma si mette sotto la protezione della Francia; muove guerra all'imperatore, suo suocero | [206] |
| 1556 | 15 settembre. Piacenza è resa al duca di Parma da Filippo II | [206] |
| 1586 | 18 settembre-1592 2 decembre. Regno d'Alessandro Farnese, figlio e successore d'Ottavio, nel ducato di Parma | [207] |
| 1549 | 9 febbrajo-1555 29 marzo. Regno di Giulio III; quanto Giulio III fosse portato pei piaceri | [208] |
| 1555 | 23 maggio. Gian-Piero Caraffa, eletto papa col nome di Paolo IV | [208] |
| Tutto il clero si riunisce per opporsi agli attacchi de' riformatori | [209] | |
| 1545-1563 | Il concilio di Trento cambia lo spirito della Chiesa | [209] |
| Desso riforma la disciplina del clero, ma aumenta il fanatismo | [210] | |
| Cambiamento totale nel carattere dei papi dopo il concilio tridentino | [213] | |
| 1555-1559 | 18 agosto. Fanatismo persecutore di Paolo IV. Inquisizione | [214] |
| 1556 | settembre-1557 14 settembre. Guerra di Paolo IV contro Filippo II e il duca d'Alba | [215] |
| 1569-1585 | I regni di Pio IV, Pio V e Gregorio XIII, sono ugualmente fanatici | [216] |
| 1571 | 7 ottobre. Vittoria della flotta Cristiana sopra i Turchi a Lepanto | [217] |
| 1585 | 24 aprile-1590 20 agosto. Talenti e dispotismo di Sisto V | [218] |
| 1590-1605 | Quattro pontefici regnano fino al fine del secolo | [218] |
| 1563-1600 | Persecuzioni de' papi contro i protestanti d'Italia | [219] |
| Alimentano le guerre civili, e le macchinazioni del rimanente dell'Europa | [220] | |
| Cattiva amministrazione degli stati del papa. Miseria, carestia, peste e distruzione della popolazione | [221] | |
| Si moltiplicano i masnadieri che formano eserciti | [221] | |
| L'abitudine del ladroneccio corrompe i costumi nazionali e presso i signori feudatarj e presso i paesani della Sabina | [223] | |
| 1534 | 31 ottobre. Morte di Alfonso I, duca di Ferrara, al quale succede suo figliuolo Ercole II | [224] |
| 1534-1559 | 3 ottobre. Regno d'Ercole II, suoi sforzi per sottrarsi al giogo della Spagna | [225] |
| 1559-1597 | 27 ottobre. Regno d'Alfonso II. Estinzione della linea legittima della casa d'Este | [226] |
| Don Cesare, figliuolo di un figliuolo naturale di Alfonso I, è accennato come successore di Alfonso II | [227] | |
| 1597 | Clemente VII dichiara Ferrara unita alla santa sede | [227] |
| 1598 | 13 gennajo. Trattato dietro il quale don Cesare abbandona Ferrara alla santa sede, e si ritira a Modena e a Reggio | [228] |
| 1538 | 1 ottobre. Morte di Francesco Maria della Rovere, duca d'Urbino | [230] |
| 1538-1574 | Regno di Guid'Ubaldo. Oppressione del ducato d'Urbino | [230] |
| 1531-1533 | 30 aprile. Regno di Giovan Giorgio, ultimo de' Paleologhi, nel marchesato di Monferrato | [231] |
| 1536 | 3 novembre. Federico II, duca di Mantova, riceve il possesso del Monferrato. Regno e successori di lui | [232] |
| Carattere di Cosimo de' Medici, duca di Firenze | [233] | |
| 1560 | Cosimo I crea l'ordine di santo Stefano, per distogliere i Fiorentini dal commercio | [234] |
| 1562 | Assassinio di due figliuoli, e morte della moglie di Cosimo I | [234] |
| 1564 | Cosimo I cede l'amministrazione a suo figliuolo Francesco I, ma si riserba l'autorità suprema | [234] |
| 1569 | Pio V accorda a Cosimo I il titolo di gran duca di Toscana, che Massimiliano II conferma al figliuolo di lui il 2 novembre del 1575 | [235] |
| 1574 | 21 aprile. Morte di Cosimo I. Successione e indole di Francesco I | [236] |
| 1578 | Francesco I fa assassinare o avvelenare tutti i suoi nemici in Francia e in Inghilterra | [237] |
| 1579 | Matrimonio vergognoso di Francesco I con Bianca Capello | [238] |
| 1587 | 19 ottobre. Morte di Francesco I. Indole di Ferdinando suo successore | [238] |
| Oligarchia Lucchese. I signori del Cerchiolino | [239] | |
| 1531-1532 | Sollevazione repressa in Lucca delle classi inferiori | [241] |
| 1556 | 9 dicembre. Legge Martiniana, che circoscrive l'oligarchia Lucchese | [241] |
| Malcontento in Genova a cagione dello stabilimento dell'aristocrazia | [243] | |
| Odio di Gian-Luigi del Fiesco contro Giannettino Doria, nipote di Andrea | [243] | |
| 1547 | 2 gennajo. Cospirazione di Gian Luigi del Fiesco, che muore appunto quando era per riescire il suo progetto | [245] |
| 1560 | 25 novembre. Andrea Doria muore, dopo essersi crudelmente vendicato dei Fieschi | [246] |
| 1566 | I genovesi perdono l'isola di Scio, e la Corsica si ribella | [247] |
| 1548-1571 | Due tentativi degli Spagnuoli per soggiogare Genova | [247] |
| 1576 | 17 marzo. Atto di mediazione che ristabilisce la pace tra l'antica e nuova nobiltà di Genova | [248] |
| 1537-1540 | Guerra dei Turchi, in cui i Veneziani perdono l'Arcipelago e il resto del Peloponeso | [249] |
| 1570-1573 | Seconda guerra de' Turchi, in cui i Veneziani perdono l'isola di Cipro | [250] |
| Il genio letterario muore in Italia dopo la metà del sedicesimo secolo | [251] | |
| Capitolo CXXIV. Rivoluzione de' varj stati d'Italia nel corso del diciassettesimo secolo. 1601-1700 | [253] | |
| La storia d'Italia si fa più sterile di mano in mano che più s'avvicina ai tempi nostri | [253] | |
| Il diciassettesimo secolo è un'epoca di morte politica e letteraria | [254] | |
| Un secolo può essere infelicissimo, anche quando le sue disgrazie non possono essere argomento di storia, e non lasciano di sè niuna rimembranza | [255] | |
| Colpo portato al santo legame del matrimonio dalla moda de' Cicisbei, cagione universale di calamità in Italia | [256] | |
| Scopo politico di questa moda introdottasi nelle corti nel diciassettesimo secolo | [257] | |
| Abitudine del lavoro, onorato nelle repubbliche, a cui sottentra un nobile ozio | [257] | |
| Nel diciassettesimo secolo ognuno si gloria de' vizj che altre volte cautamente avrebbe nascosti | [259] | |
| Aumento del lusso in detrimento del commercio | [260] | |
| Nuovi titoli che eccitano la vanità ed aguzzano le mortificazioni | [260] | |
| Stato desolante de' padri di famiglia | [262] | |
| Le sostituzioni perpetue gli spogliavano delle loro proprietà | [263] | |
| I privati mali di ciascun individuo strascinavano la nazione ai piaceri de' sensi, che le apparecchiavano nuovi patimenti | [264] | |
| Il diciassettesimo secolo presenta minori calamità; e maggiore umiliazione del sedicesimo | [269] | |
| Divisione del XVII secolo tra Filippo III, dal 13 settembre 1596 al 31 marzo 1621; Filippo IV, morto il 7 settembre 1665, e Carlo II morto il 1 novembre 1700 | [270] | |
| I principi italiani non approfittano della decadenza della monarchia Spagnuola per ritornare indipendenti | [270] | |
| 1621 | 7 novembre 1659. Lotta fra la Spagna e la Francia. Carattere delle guerre dei due cardinali Richelieu e Mazarino | [271] |
| 1665-1700 | Arroganza di Luigi XIV, meno sentita in Italia che nel rimanente dell'Europa | [272] |
| Patimenti del ducato di Milano nel XVII secolo, senza rimarchevoli avvenimenti | [274] | |
| Silenzio della storia sulla Sardegna | [275] | |
| Onerose contribuzioni del regno di Napoli | [275] | |
| 1665-1700 | Accrescimento delle gabelle, contrario ai privilegj del regno | [276] |
| 1647 | 7 luglio. Sommossa eccitata dalla gabella de' frutti, diretta da Masaniello | [277] |
| Fermento simultaneo di tutta l'Europa pella libertà | [277] | |
| 1647 | Il duca d'Arcos, vicerè, compromette la nobiltà di Napoli col popolo | [278] |
| 16 luglio. Masaniello assassinato per ordine del duca d'Arcos | [280] | |
| 21 agosto. Avendo il duca d'Arcos rivocate le sue promesse, ricomincia la sedizione | [281] | |
| 5 ottobre. Il duca d'Arcos fa bombardare la città dopo la pacificazione | [281] | |
| 7 ottobre. Gli Spagnuoli, discacciati dalla città, si ritirano nelle fortezze | [282] | |
| Il duca di Guisa, chiamato a Napoli, è dichiarato generalissimo della repubblica | [283] | |
| Il popolo non pensò che a traslocare l'autorità arbitraria invece di distruggerla | [283] | |
| I Napolitani ingannati dal duca di Guisa e da Gennaro Annese | [284] | |
| 1648 | 6 aprile. Gennaro Annese si rimette egli stesso a Napoli nelle mani di Filippo IV, che lo fa poi morire | [285] |
| 1647 | 20 maggio. Sommossa di Palermo contro il marchese di Los Velez | [286] |
| 1674 | Agosto. Sommossa di Messina cagionata dalla violazione de' suoi privilegj | [287] |
| Ajuti mandati da Luigi XIV a Messina | [288] | |
| 1678 | Agosto. I Francesi evacuano Messina precipitosamente | [290] |
| Misera sorte di 7000 Messinesi imbarcatisi co' Francesi | [292] | |
| Crudeltà degli Spagnuoli che rientrano in Messina | [292] | |
| I rifugiati di Messina espulsi dalla Francia e ridotti alla disperazione | [292] | |
| Rivoluzioni poco importanti dello stato della chiesa nel XVII secolo | [292] | |
| 1605 | Contese di Paolo V colla repubblica di Venezia a motivo delle immunità ecclesiastiche | [292] |
| 1606 | 17 aprile. La repubblica di Venezia è scomunicata e interdetta | [292] |
| 1607 | 21 aprile. Riconciliazione tra Venezia e il papa di cui è mediatore Enrico IV | [292] |
| 1623 | 6 agosto. Elezione di Urbano VIII; sua prodigalità verso i Barberini, suoi nipoti | [292] |
| 1641 | I Barberini cercano di togliere ai Farnesi i ducati di Castro e Ronciglione | [292] |
| 1644 | 31 maggio. Pace tra i Barberini e i Farnesi, conchiusa dopo una guerra ridicola | [295] |
| 1662 | Dissapori di Luigi XIV con Alessandro VII a cagione delle franchigie del suo ambasciatore | [295] |
| 1664 | 12 febbrajo. Trattato di Pisa, e soddisfazione data da Alessandro VII a Luigi XIV | [296] |
| 1687 | 30 gennajo. Nuovi tentativi d'Innocenzo XI per abolire le franchigie. Viene insultato dal marchese di Lavardino | [296] |
| 1687 | La casa di Savoja dura fatica, nel diciassettesimo secolo, a mantenersi in quello stato di grandezza cui era salita nel sedicesimo | [297] |
| 1600-1630 | 26 luglio. Fine del regno di Carlo Emmanuele I: sua ambizione | [298] |
| 1630-1637 | 7 ottobre. Regno di Vittorio Amedeo; suo attaccamento alla Francia | [299] |
| 1638-1675 | 12 giugno. Reggenza di Cristina; guerre civili, e regno di Carlo Emmanuele II | [300] |
| 1675-1700 | Principj di Vittorio Amedeo II; sua abilità e poca buona fede | [300] |
| 1600-1609 | 7 febbrajo. Fine del regno di Ferdinando I in Toscana; fondazione di Livorno | [301] |
| 1609-1621 | 28 febbrajo. Regno di Cosimo II; suo genio pella marina | [302] |
| 1621-1670 | Regno di Ferdinando II; dolcezza, debolezza ed apatia del governo | [303] |
| 1670-1700 | Principj di Cosimo III; diffidenza, fasto e bigotteria di questo principe | [303] |
| 1592-1622 | Marzo. Regno di Rannuccio I a Parma; sua tirannide | [304] |
| 1622-1646 | 12 settembre. Regno di Odoardo Farnese; sua presunzione e suo governo | [306] |
| 1646-1694 | 11 dicembre. Regno di Rannuccio II, diretto da' suoi favoriti | [307] |
| 1597-1628 | 11 dicembre. Regno di Cesare d'Este in Modena | [309] |
| 1629 | 24 luglio. Alfonso III, suo figliuolo, si fa cappuccino | [309] |
| 1629-1658 | 14 ottobre. Regno e guerre di Francesco I pegli Imperiali, poi pei Francesi | [309] |
| 1658-1662 | Regno di Alfonso IV | [310] |
| 1662-1694 | 6 settembre. Regno di Francesco II | [310] |
| 1600-1627 | 26 dicembre. Regni e dissolutezze di quattro Gonzaga in Mantova | [311] |
| 1627 | Successione di Carlo Gonzaga, duca di Nevers. Suo figliuolo sposa l'erede del Monferrato | [311] |
| 1630 | 18 luglio. Sacco di Mantova, assediata dagl'Imperiali. Calamità del Monferrato | [313] |
| 1637-1665 | 15 settembre. Regno di Carlo II di Gonzaga | [314] |
| 1665-1700 | Regno, viltà e scostumatezza di Ferdinando Carlo di Gonzaga | [314] |
| 1574-1626 | Regno di Francesco Maria della Rovere, duca d'Urbino | [315] |
| La repubblica di Lucca non presenta in questo secolo nessun avvenimento | [315] | |
| 1626 | Due fazioni in Genova; quella delle famiglie inscritte e che governavano, e quella delle famiglie escluse dal governo | [316] |
| 1628 | 30 marzo. Congiura di Vachero contro l'aristocrazia di Genova | [318] |
| 1684 | 18 maggio. Bombardamento di Genova per ordine di Luigi XIV | [319] |
| 1600-1619 | Vigore della repubblica di Venezia; sua guerra cogli Uscochi, sudditi dell'Austria | [320] |
| 1617 | Alleanza de' Veneziani cogli Olandesi; i Veneziani si avvicinano ai protestanti | [321] |
| 1618 | Congiura del marchese di Bedmar contro Venezia | [322] |
| 1619-1637 | I Veneziani sostengono i diritti de' Grigioni nella Valtellina | [322] |
| 1645 | 25 giugno. I Turchi attaccano Candia. Guerra di 25 anni | [323] |
| 1669 | 6 settembre. Capitolazione di Candia. Pace coi Turchi | [324] |
| 1684-1699 | Seconda guerra coi Turchi; conquista della Morea; vittorie di Francesco Morosini e di Konigsmark; pace di Carlowitz | [325] |
| Capitolo CXXV. Ultime rivoluzioni degli antichi stati d'Italia, dopo l'apertura della guerra della successione di Spagna fino all'epoca della rivoluzione francese. 1701-1789 | [327] | |
| Effetti della schiavitù dell'Italia sulla letteratura e i talenti | [327] | |
| Le quattro guerre della prima metà del XVIII secolo rendono una specie d'indipendenza all'Italia | [328] | |
| Ma questa indipendenza non si può mantenere quando lo spirito di vita è distrutto | [329] | |
| 1701-1713 | Guerra della successione di Spagna | [330] |
| 1713 | 11 aprile. Incremento che riceve la casa di Savoja col trattato d'Utrecht | [331] |
| 1717-1720 | Guerra della quadruplice alleanza | [332] |
| 1720 | 17 febbrajo. Pace colla Spagna. Successione eventuale di Parma e di Toscana promessa a don Carlo | [333] |
| 1733-1735 | Guerra dell'elezione di Polonia | [334] |
| 1738 | 18 novembre. Trattato di Vienna. Indipendenza del regno delle due Sicilie | [335] |
| 1741-1748 | Guerra della successione d'Austria | [336] |
| 1748 | 18 ottobre. Trattato di Aquisgrana: ducato di Parma dato ad un Borbone | [337] |
| La Toscana promessa al duca di Lorena | [338] | |
| Debolezza e nullità dell'Italia ad onta di quanto la pace di Aquisgrana aveva operato pella sua indipendenza | [339] | |
| 1675-1730 | Regno di Vittorio Amedeo II di Savoja | [340] |
| 1703 | Luglio. Lascia i Borboni per unirsi all'Austria | [340] |
| 1706 | 7 settembre. I Francesi sono sconfitti presso Torino dal principe Eugenio | [342] |
| Riunione nel Monferrato al Piemonte; l'Austria non cede il Vigevanasco | [342] | |
| 1714-1718 | Vittorio Amedeo, re di Sicilia; le sue contese col Clero | [343] |
| 1718 | 18 ottobre. Consente al contraccambio della Sicilia colla Sardegna | [344] |
| 1720 | Agosto. Vittorio Amedeo entra in possesso della Sardegna | [345] |
| 1720-1730 | Attività e talenti di Vittorio Amedeo nella sua amministrazione | [345] |
| 1730 | 3 settembre. Abdicazione di Vittorio Amedeo a favore di Carlo Emmanuele III | [346] |
| 1731 | 28 settembre. Vittorio Amedeo è arrestato per ordine di suo figlio | [346] |
| 1735 | 3 ottobre. Carlo Emmanuele III acquista colla pace Novara e Tortona | [347] |
| 1742 | 1 febbrajo. Trattato d'alleanza della Savoja coll'Austria pella difesa del Milanese | [348] |
| 1743 | 13 settembre. Trattato di Worms tra i suddetti. Piacenza promessa alla Savoja | [349] |
| Nello stesso tempo Carlo Emmanuele tratta colla casa di Borbone | [349] | |
| 1773 | 20 gennajo. Morte di Carlo Emmanuele III. Vittorio Amedeo III gli succede | [350] |
| 1701-1748 | Smembramento successivo del ducato di Milano | [351] |
| 1765 | 18 agosto-1790 Migliore amministrazione della Lombardia sotto Giuseppe II | [351] |
| 1708 | 5 luglio. Morte di Ferdinando Carlo di Gonzaga. Il ducato di Mantova confiscato e riunito alla Lombardia Austriaca | [352] |
| 1746 | 15 agosto. Morte dell'ultimo Gonzaga di Guastalla; suoi stati riuniti a quelli di Parma | [353] |
| 1694-1727 | 26 febbrajo. Regno di Francesco Farnese a Parma e Piacenza | [354] |
| 1714 | 16 settembre. Matrimonio d'Elisabetta, nipote di Francesco, con Filippo V di Spagna | [355] |
| 1720 | 17 febbrajo. Successione di Parma assicurata ad un figlio d'Elisabetta in forza della quadruplice alleanza | [356] |
| 1727-1731 | 20 gennajo. Regno d'Antonio, ultimo de' Farnesi, in Parma | [357] |
| 1731 | Enrichetta d'Este, vedova d'Antonio, dice di essere incinta e resta a Parma fino a settembre | [358] |
| 1732 | 9 settembre. Don Carlo, figliuolo primogenito d'Elisabetta Farnese, entra in Parma | [359] |
| 1733 | Don Carlo si dichiara maggiore nell'età di diciott'anni, e prende il comando dell'armata Spagnuola | [359] |
| 1734 | Febbrajo. Intraprende la conquista del regno di Napoli, sotto la direzione del duca di Montemar | [360] |
| I due regni di Napoli e di Sicilia conquistati da don Carlo | [360] | |
| 1736 | 3 maggio. Gli Austriaci entrano in Parma ed in Piacenza, dopo che gli Spagnuoli ne hanno portati via tutti gli effetti preziosi dei Farnesi | [361] |
| 1742 | Don Filippo, secondo figlio d'Elisabetta Farnese, pretende al retaggio di Parma | [362] |
| 1745 | Settembre. Don Filippo occupa Parma poi Milano | [363] |
| 1718 | 18 ottobre. I ducati di Parma, Piacenza e Guastalla assicurati a D. Filippo | [364] |
| 1765 | 18 luglio. Morte di Filippo. Don Ferdinando gli succede | [365] |
| 1694-1737 | 26 ottobre. Regno di Rinaldo d'Este a Modena e Reggio | [365] |
| 1718 | Rinaldo compra il piccolo ducato della Mirandola, confiscato sull'ultimo dei Pichi | [366] |
| 1737-1780 | 23 febbrajo. Regno di Francesco III; parte che prende alla guerra della successione d'Austria, come generale de' Francesi | [366] |
| 1780-1796 | Regno d'Ercole III. Riunione de' ducati di Massa Carrara e Modena in conseguenza del matrimonio di questo principe con Teresa Cibo | [367] |
| Estinzione del maggior numero delle case sovrane d'Italia | [369] | |
| 1771 | 14 ottobre. Ultima figlia della casa d'Este, maritata con Ferdinando d'Austria | [369] |
| 1670-1723 | 31 ottobre. Regno in Toscana di Cosimo III de' Medici | [370] |
| Matrimonj sterili di tre figliuoli di Cosimo, e di suo fratello | [370] | |
| 1723-1737 | 9 luglio. Regno di Giovanni Gastone, ultimo de' Medici | [372] |
| 1737-1765 | 18 agosto. Regno in Toscana di Francesco II, duca di Lorena e imperatore | [373] |
| 1743 | 18 febbrajo. Morte della principessa Palatina, sorella dell'ultimo gran duca Medici | [373] |
| 1765-1790 | 20 febbrajo. Regno di Pietro Leopoldo in Toscana | [374] |
| 1738-1759 | 10 agosto. Regno di don Carlo, Carlo VII e V nelle due Sicilie | [376] |
| Stato misero della famiglia di don Carlo, che passa al trono di Spagna | [377] | |
| 1759-1799 | Regno di Ferdinando IV a Napoli | [378] |
| 1700-1721 | 19 marzo. Regno del papa Clemente XI (Giovanni Francesco Albani) | [379] |
| 1721-1724 | 7 marzo. Regno d'Innocenzo XIII (Michel Angelo Conti) | [379] |
| 1724-1730 | 21 febbrajo. Regno di Benedetto XIII (Vincenzo Maria Orsini) | [380] |
| 1730-1740 | 6 febbrajo. Regno di Clemente XII (Lorenzo Corsini) | [381] |
| 1735 | Gli stati della Chiesa guastati dagli Spagnuoli e gli Austriaci | [382] |
| 1739 | Ottobre. Repubblica di san Marino sorpresa dal cardinale Alberoni, e riunita alla santa sede; poi riposta in libertà da Clemente XII | [383] |
| 1740-1758 | 3 maggio. Regno di Benedetto XIV (Prospero Lambertini) | [384] |
| 1742-1748 | Lo stato della Chiesa guastato durante la guerra della successione d'Austria | [385] |
| 1758-1769 | 3 febbrajo. Regno di Clemente XIII (Carlo Rezzonico) | [386] |
| 1769-1774 | 22 settembre. Regno di Clemente XIV (Lorenzo Ganganelli) | [387] |
| 1773 | 21 luglio. Clemente XIV sopprime l'ordine dei Gesuiti | [388] |
| 1775-1779 | 29 agosto. Regno di Pio VI | [388] |
| Lavori infruttuosi di Pio VI nelle paludi pontine | [389] | |
| 1700-1713 | La repubblica di Venezia non prende alcuna parte alla guerra della successione di Spagna | [390] |
| 1715-1718 | La Morca conquistata sui Veneziani da Achmet III | [391] |
| 1718 | 27 giugno. Tregua di Passarowitz, che regola i confini di Venezia coi Turchi | [392] |
| 1700-1789 | La storia della repubblica di Lucca è nulla in questo secolo | [392] |
| 1713 | La repubblica di Genova compra dall'imperatore il marchesato di Finale | [393] |
| 1730-1768 | Guerre de' Genovesi colla Corsica ribellata, che poi cedono alla Francia | [394] |
| 1746 | 16 giugno. Sconfitta de' Borboni a Piacenza, che espone Genova alle vendette degli Austriaci | [395] |
| 6 settembre. Capitolazione di Genova al marchese Botta, generale austriaco | [396] | |
| Gli Austriaci violano la capitolazione, e riducono Genova alla disperazione | [396] | |
| 5 dicembre. Sommossa del popolo genovese che discaccia gli Austriaci dalla città | [397] | |
| 10 dicembre. Gli Austriaci ripassano la Bocchetta, e si ritirano in Lombardia | [399] | |
| 1748 | 18 ottobre. La repubblica di Genova compresa nel trattato d'Aquisgrana | [400] |
| La sommossa di Genova è il solo avvenimento veramente istorico di questo secolo | [400] | |
| 1748 | La nazione italiana, straniera ai suoi monarchi, non prendeva nessuno interesse alla loro politica | [401] |
| Distruggendo le forze morali di una nazione, si distrugge la nazione medesima | [402] | |
| L'Italia, alla guerra della rivoluzione, non ha avuto nè la volontà nè la forza di difendere la sua indipendenza | [403] | |
| Capitolo CXXVI. Intorno alla libertà degl'Italiani nei tempi delle loro repubbliche. | [404] | |
| Paragonando l'Italia quale era nel quindicesimo secolo all'Italia quale diventò nel diciottesimo secolo, si conosce la grande influenza della sua libertà | [404] | |
| Grandezza dei templi esistenti, e miseria dei fedeli che ora vi si raccolgono | [405] | |
| Frequenza e magnificenza delle città che cadono in rovina | [405] | |
| Rinnovamento di un dotto metodo di coltivazione, a quell'epoca in cui da per tutto i paesani erano schiavi | [406] | |
| Immenso capitale impiegato nello scavamento dei canali della Lombardia, e nell'assodamento a foggia di terrapieni del suolo della Toscana | [407] | |
| L'Italia è la terra dei morti; l'attuale generazione non avrebbe potuto far nulla di ciò ch'ella possiede | [408] | |
| La libertà che diede tanta vita all'Italia, non era quella che oggi cerchiamo | [409] | |
| L'antica libertà era una partecipazione alla sovranità; la moderna è una protezione della felicità e dell'indipendenza; quella è attiva, questa passiva | [409] | |
| Gl'Italiani chiamavano libero qualunque governo repubblicano | [410] | |
| Nelle oligarchie le sole famiglie proprietarie della sovranità godevano della libertà attiva; la libertà passiva non esisteva per nessuno | [411] | |
| Il mantenimento della schiavitù presso gli antichi, aveali impediti di ricercare nella dignità dell'uomo l'origine della libertà | [412] | |
| L'abolizione della domestica schiavitù fece le repubbliche italiane di molto superiori a quelle dell'antichità. In qual modo questa si effettuò | [413] | |
| Al tempo dell'impero romano, intere campagne quasi deserte erano coltivate da mandre di schiavi | [414] | |
| La maggior parte degli schiavi delle campagne furono rapiti dai Barbari | [415] | |
| I Barbari, stabilendosi in Italia, costrinsero gli uomini liberi a lavorare. Invenzione della coltura a metà frutto a favor loro | [416] | |
| Danno bentosto la libertà ai loro schiavi, perchè il lavoro del libero agricoltore rende loro assai maggior profitto che non quello dei servi | [417] | |
| La legge non abolisce la schiavitù, e i papi spesso la rinnovarono; ma l'interesse personale l'ha sempre distrutta | [418] | |
| Il fanatismo religioso ha solo conservato i resti della schiavitù | [419] | |
| I filosofi hanno fondato le teorie moderne della libertà sull'abolizione della schiavitù e la conservazione della monarchia | [420] | |
| La libertà degli antichi essendo un diritto, non si esaminava se fosse necessaria alla felicità | [421] | |
| I moderni hanno esaminato in che modo dalla libertà dipenda anche la felicità; perchè, secondo loro, tutti gli uomini hanno diritto ad uno stato di vita felice | [422] | |
| Se il governo non protegge cotesta felicità nelle persone, nell'onore, nelle proprietà, nei sentimenti morali di ciascun individuo, qualunque sia l'origine di cotale governo desso è tirannico | [422] | |
| Il governo deve proteggere ciascun individuo contro gli altri, non contro sè medesimo; e perciò l'azione del governo non si deve estendere nè sui pensieri, nè sulla coscienza | [423] | |
| È un violare la libertà il perseguitare quelle colpe, le quali non si possono castigare senza un'inquisizione peggiore pella società che non la colpa medesima | [423] | |
| La libertà della stampa, della pubblica difesa delle proprie opinioni, della petizione, sono le guarenzie politiche di questa libertà passiva | [424] | |
| La libertà dei moderni non era guarentita nelle repubbliche italiane | [425] | |
| La processura criminale vi era viziata dai medesimi difetti che negli stati dispotici | [425] | |
| Divisione dei poteri esecutivi e giudiziarj spesso non conosciuta | [426] | |
| Insufficienti precauzioni per guarentire l'imparzialità dei giudici | [427] | |
| Istruzione secreta, tortura e supplizj atroci | [428] | |
| Sentenze pronunziate dalle balìe con rivoluzionaria autorità | [429] | |
| Gl'Italiani permettevano al governo di giudicare le opinioni e i pensieri | [429] | |
| L'eresia, la magia, il malcontento, sottomessi alla giurisdizione dei tribunali | [430] | |
| La persecuzione della bestemmia fu cagione di processure vessatorie e quasi sempre ingiuste | [431] | |
| Altri delitti di semplici parole castigati con eccessiva severità | [432] | |
| Processi pella conservazione dei costumi spesse volte più scandalosi dello stesso disordine | [432] | |
| La libertà della stampa incognita alle repubbliche italiane | [434] | |
| Il diritto di petizione similmente incognito | [434] | |
| La libertà di sostenere le proprie opinioni nei consiglj non era neppure protetta | [435] | |
| La minorità legava la maggiorità con una muta opposizione | [436] | |
| L'adesione della minorità spesso ottenuta colla violenza | [438] | |
| In che cosa consistesse la libertà delle repubbliche italiane | [439] | |
| Gl'Italiani non erano liberi come governati ma come governanti | [440] | |
| Presso di loro ogni autorità esercitata sul popolo emanava dal popolo | [441] | |
| Dopo un determinato tempo, l'autorità dei mandatarj del popolo ritornava al popolo; nessuno de' suoi mandati non era irrevocabile | [442] | |
| Eccezione; il doge di Venezia | [443] | |
| Altre eccezioni; le famiglie che s'innalzavano alla tirannide | [444] | |
| L'esistenza di poteri irrevocabili in una repubblica implica contraddizione | [445] | |
| Ogni depositario dell'autorità pubblica era risponsabile verso il popolo | [446] | |
| Nelle repubbliche, la risponsabilità non viene esercitata sui magistrati che quando escono di carica | [447] | |
| Questo inconveniente è nullo, quando le cariche durano breve tempo | [447] | |
| Divieto, riposo cui erano tenuti i magistrati che uscivano di carica | [448] | |
| Sindicato, inquisizione giuridica e necessaria sulla amministrazione di alcuni magistrati allo spirare delle loro funzioni | [448] | |
| Superiorità delle costituzioni delle repubbliche italiane su quelle delle altre repubbliche antiche | [449] | |
| La risponsabilità assicurata colla simultanea amovibilità di tutti i consiglj | [450] | |
| La prosperità nazionale era dipendente dalla risponsabilità dei magistrati, dalla dignità dei cittadini e dall'emulazione di tutte le classi | [451] | |
| Il timore della risponsabilità pone freno al potere giudiziario | [452] | |
| I magistrati temevano coloro che sarebbero per succeder loro negl'impieghi | [453] | |
| Quegli che avea fatto la legge ritornava ad essere semplice cittadino, e un altro era incaricato di farla eseguire | [454] | |
| La libertà italiana assai più contribuiva alla virtù che alla felicità dei cittadini | [455] | |
| Emulazione generale eccitata nel popolo dall'aspettazione degl'impieghi | [455] | |
| È giusto di avere in considerazione il divertimento di una nazione, poich'esso fa parte della sua felicità; desso era costante e nobile | [456] | |
| Perfezionamento dell'uomo; scopo principale del governo | [457] | |
| Insaziabile avidità d'imparare, che allora caratterizzava i Fiorentini | [458] | |
| Censura esercitata dalla pubblica opinione sulla condotta di ciascuno | [459] | |
| La libertà e la filosofia degli antichi avevano per iscopo la virtù; la libertà e la filosofia de' moderni ha per iscopo la felicità | [460] | |
| È dovere del legislatore di conciliare le due libertà, e sostenere l'una coll'altra | [461] | |
| Capitolo CXXVII. Quali sono le cause che mutarono il carattere degl'Italiani dopo essere state ridotte in servitù le loro repubbliche. | [463] | |
| Egli è un errore comune lo attribuire agl'Italiani di una volta il carattere degl'Italiani d'oggi | [463] | |
| I vizj delle pubbliche instituzioni d'Italia fanno l'apologia degl'Italiani | [464] | |
| La religione, l'educazione, la legislazione, e il punto d'onore hanno, ciascuna per la sua parte, contribuito ad alterare il carattere nazionale | [465] | |
| La religione, fra tutte le forze morali, è quella che può operare il maggior bene e il maggior male | [465] | |
| La religione cattolica non ha la medesima influenza nel mezzogiorno come nel nord, nè ugualmente dopo come prima del concilio tridentino | [466] | |
| Rivoluzione che comincia nello spirito della Chiesa col pontificato di Paolo IV | [467] | |
| Spaventati dalla riforma, i papi abbandonano la causa dei popoli per quella dei re | [468] | |
| La riformazione ha corretti i costumi e riscaldato lo zelo, ma anche aumentato il potere del clero cattolico | [469] | |
| La Chiesa, coll'impadronirsi della morale, ha sostituito lo studio dei casisti a quello della nostra propria coscienza | [470] | |
| I casisti hanno fatta la morale estranea al cuore ed alla ragione | [471] | |
| Il salutare orrore che debbe inspirare il delitto fu considerevolmente diminuito da una erronea classificazione dei peccati | [471] | |
| La dottrina della penitenza e dell'assoluzione riduce il dovere costante della vita di ogni buon cristiano ad un conto da regolarsi all'articolo di morte | [472] | |
| In Italia il castigo dei condannati li fa sempre parere martirj agli occhi del popolo | [474] | |
| Il concilio tridentino corregge, ma non distrugge il traffico delle indulgenze | [474] | |
| Le indulgenze gratuite non sono meno fatali alla morale | [475] | |
| Il caso e non la virtù decise della sorte eterna dell'anima del moribondo, secondo che egli potè o no confessarsi ed essere assolto | [476] | |
| I comandamenti della Chiesa furono posti invece di quelli di Dio e della coscienza | [477] | |
| Quanto più l'uomo divoto è regolare nelle sue pratiche di pietà, tanto più si crede dispensato dall'esercitare la virtù | [478] | |
| L'interesse sacerdotale ha corrotto tutte le virtù ch'egli ha sottomesse alla legislazione dei casisti | [478] | |
| Lo studio filosofico della morale è severamente interdetto | [478] | |
| La religione ha insegnato in Italia ad ingannare la propria coscienza, e non ad ubbidirle | [479] | |
| Educazione: sua influenza intimamente legata a quella della religione | [481] | |
| Al sedicesimo secolo, l'educazione viene tolta ai filologhi indipendenti, ed è confidata ai monaci | [482] | |
| Emulazione e attività dello spirito dei primi; servile docilità dei secondi | [483] | |
| I frati escludono dalle scuole ogni contenzione di spirito | [484] | |
| Lo studio dell'antichità è continuato nelle scuole, ma separato da ogni sentimento e da ogni riflessione | [485] | |
| Tra le mani dei frati lo studio dell'antichità diventa una scienza di fatti e d'autorità | [486] | |
| Inerzia assoluta dello spirito; risultato di questa educazione | [487] | |
| Le tautologie dell'orazioni sono un esercizio di distrazione se non lo sono d'ipocrisia | [488] | |
| La memoria sola chiamata alle lezioni, s'incarica con ripugnanza della soma impostale | [488] | |
| L'ubbidienza e la disciplina monastica impediscono lo scolaro fin nelle sue ricreazioni | [489] | |
| Disgrazia di una nazione educata a questo modo | [490] | |
| Legislazione: essa è tutta quanta basata, come la religione e l'educazione, sopra un'ubbidienza cieca ed implicita | [492] | |
| Il potere dei principi è assoluto; le leggi, la giustizia, i privilegj gli sono sottomessi | [493] | |
| La legge emana dalla volontà del principe senza discussione, nè deliberazione pubblica | [494] | |
| L'istruzione pubblica dei processi è grande scuola di morale pel popolo | [496] | |
| In Italia, ove dessa instruzione è secreta, rende odiosa la giustizia | [496] | |
| In Italia tutti i ministri della giustizia sono dichiarati infami | [497] | |
| Il loro capo, quantunque infame siccome loro, ha in mano tutta l'autorità d'un magistrato | [497] | |
| Tutto il pubblico è legato col malfattore contro la giustizia | [498] | |
| Il giudizio delle cause lasciato ad un giudice solo; il che libera i magistrati dal più salutare freno, quale quello di far palesi tutti i loro motivi | [499] | |
| Frequenza dei processi economici, nei quali il prevenuto non conosce l'accusa, e non è ammesso a difendersi | [500] | |
| La cattiva giustizia d'Italia suggerisce ad ognuno abitudini di dissimulazione, di adulazione e di bassezza | [501] | |
| Abitudini di ferocia inspirate al popolo dallo spettacolo della tortura | [503] | |
| Influenza morale della legislazione civile, che si estende su tutti i cittadini | [504] | |
| L'ordine di successione fu cangiato alla caduta della libertà, coll'instituzione delle sostituzioni perpetue e dei favori accordati alle primogeniture | [504] | |
| La madre e i fratelli fatti dipendenti dei figliuoli maggiori, il che sovverte tutti i sentimenti di natura | [506] | |
| I figliuoli minori condannati all'ozio e alla bassezza, perchè ridotti alla sola pensione alimentaria | [506] | |
| Il ricorso alla grazia nelle cause civili guasta ogni nazionale abitudine di giustizia | [507] | |
| Infinita moltiplicazione dei processi, che toglie qualunque vergogna al carattere di litigioso | [508] | |
| Il punto d'onore; complemento delle instituzioni nazionali | [510] | |
| Il punto d'onore confondendosi nelle repubbliche coll'opinione pubblica, vi si fa appena rimarcare | [510] | |
| I Castigliani ricevettero dagli Arabi e portarono in Italia un punto d'onore di un carattere diverso | [511] | |
| Tre principj fondamentali del punto d'onore arabo e castigliano | [512] | |
| 1.º Delicatezza esagerata sul punto della castità delle donne, la quale toglie loro quell'onesta libertà di cui avevano goduto nelle repubbliche | [512] | |
| Induce a porre in non cale la morale educazione, che sola può dare alle donne armi da difendersi | [513] | |
| Cotale punto d'onore abbandonato alla fine del XVII secolo, senza sostituirglisi niuna altra guarenzia della virtù delle donne | [514] | |
| Lo sposo è costretto di distruggere l'educazione monastica di sua moglie | [514] | |
| Lo sregolamento delle donne italiane è opera delle instituzioni sociali | [515] | |
| 2.º Delicatezza esagerata sul punto del valore negli uomini. Le repubbliche italiane erano state viziate dall'opposto difetto | [515] | |
| Le guerre del sedicesimo secolo richiamano gl'Italiani a pigliare le armi, e destano nel loro cuore il punto d'onore castigliano | [516] | |
| Decadimento della milizia italiana nel XVII secolo; la nobiltà ricade nella mollezza e nel riposo | [517] | |
| Nel XVIII secolo gl'Italiani confessano senza arrossire il loro difetto di coraggio | [518] | |
| 3.º Necessità imposta all'uomo d'onore di vendicare l'offesa ricevuta | [518] | |
| Le nazioni del nord si battono per difendere il loro onore, non per vendicarsi | [519] | |
| I Mori, i Castigliani e poi gl'Italiani vollero mostrare, non già valore, ma forza d'animo e odio implacabile | [520] | |
| Il veleno e il ferro adoperati per soddisfare l'onore oltraggiato | [521] | |
| Questo barbaro punto d'onore è abbandonato ne' presenti tempi, ma ha lasciato una fatale indulgenza pella perfidia | [522] | |
| Indulgenza che meritano i vizj degl'Italiani, perchè sono opera de' loro padroni | [523] | |
| Virtù ingenite che sono rimaste agl'Italiani | [524] | |
| Gl'Italiani non hanno perduto il seme delle grandi cose | [525] | |
Fine della Tavola.
NOTE:
[1.] Ben. Varchi, l. V, p. 49. — Bern. Segni, l. II, p. 34.
[2.] Ben. Varchi, l. VIII, p. 224. — Bern. Segni, l. II, p. 38.