Tre uomini da una tenda vicina uscirono a guardare i preparativi, sghignazzando e ammiccando tra loro.

— Voi avete già un bel carico, — osservò uno di essi: — Non tocca a me a insegnarvi quello che dovete fare, ma, se fossi in voi, non porterei dietro la tenda.

— Fu mai sognata una cosa simile! — esclamò Mercede, alzando le braccia con atto di candido stupore. — Come diavolo potrei mai fare senza della tenda?

— È primavera, e non avrete più tempi freddi. — rispose l’uomo.

Elusa scrollò il capo, decisa, e Carlo e Rico misero le ultime cose su quel carico immenso.

— Credete che potrà camminare? — chiese uno degli uomini.

— Perchè no? — domandò Carlo, piuttosto brusco.

— Oh, va bene, va bene, — s’affrettò a dire l’uomo in tono sommesso. — Pensavo soltanto se poteva, ecco tutto. Mi sembrava alquanto pesante.

Carlo attaccò i cani ai tiranti, quanto meglio potè, ma non nel modo migliore.

— E, naturalmente, i cani non possono andare avanti tutto il giorno con quel peso dietro. — affermò un secondo uomo.