— Ecco come si fa, così e così! — e ficcata una palla nella carabina, col cane alzato, portò l’arma alla spalla.
— La Volpe ha detto che grandi cose avverranno questa notte, e non s’è ingannata. Vi sono state delle grandi gesta, ma quelle della Volpe non sono le più notevoli. Ha egli ancora l’intenzione di condurre Zarinska nella sua capanna? Vuol seguire la strada presa dallo Shaman e dall’Orso?... No?... Bene!
Mackenzie si voltò, con aria di supremo disprezzo, e strappò il coltello dalla gola del prete-medico.
— C’è altri giovanotti desiderosi di seguire la stessa sorte? Se vi sono, il Lupo li ucciderà a due o tre per volta, finchè non ne rimanga neppur uno. No? Bene! Thiling-Tinneh, ti dò questa carabina la seconda volta. Se ti capitasse, col tempo, di viaggiare fino al paese bagnato dal Yukon, sappi che vi sarà sempre per te, al fuoco del Lupo, un posto e vitto abbondante. Il giorno è prossimo. Io me ne vado, ma, forse, ritornerò. E per l’ultima volta, ricordatevi della legge del Lupo!
Agli occhi di tutti, egli sembrava un essere soprannaturale quando raggiunse Zarinska. La giovane si mise subito alla testa del tiro, e i cani non tardarono a partire. Pochi minuti dopo, sparivano nel folto della foresta. Mackenzie, da parte sua, attendeva. Dopo un po’ ficcò i piedi nei pattini per seguir lo stesso cammino.
— Il Lupo non ricorda i cinque pacchetti di tabacco?
Mackenzie si voltò, con aria furibonda, verso la Volpe, ma rimase colpito dalla comicità della cosa:
— Te ne darò uno piccolo.
— Come vuole il Lupo, — rispose la Volpe, con voce mite, stendendo la mano.