«MODERNISSIMA»
VIA VIVAIO N. 10
MILANO (13)
NOTE:
[1]. Il Tallone di ferro è un diario che l’autore immagina scritto da Avis, la mirabile compagna del rivoluzionario Ernesto Everhard, dopo la morte di costui, che sarebbe avvenuta nel 1932. Varie date, come questa, con anticipo di secoli, ricorrono nel libro, perchè l’autore immagina che questo diario sia pubblicato sette secoli dopo il nostro. Le note, quindi, bisogna considerarle come scritte dai felici e lontani posteri che, a giudizio del London, guarderanno alla nostra epoca come a una delle più crudeli e barbare della Storia.
[2]. Varie opere documentano inconfutabilmente il tradimento dei socialisti tedeschi: tra le altre: «L’Internationale Socialiste a vecu» di Omer Boulanger, Librairie Ollendorf, Paris; Le Socialistes du Kaiser, La fin d’une mensonge di E. Laskine, Paris 1915, Democratie allemande et austro-hongroise et les socialistes belges di Emilio Boyer, deputato di Tournai, Ed. du Coin de France — Gree Street. Leicester Square, Londra 1915. Il Jouhaux, segretario della C. G. T. francese, raccontò nella Bataille Syndacaliste la drammatica scena avvenuta il 25 Luglio 1914 a Bruxelles, in un convegno segreto che egli ebbe col deputato tedesco e noto organizzatore operaio Legien, che rappresentava le organizzazioni operaie della Germania, e col Segretario della Commissione Sindacale belga, Martens. Il Jouhaux rivolse le seguenti domande: «1º Che intendete fare per evitare la guerra?. 2º Siete decisi a una risoluta azione rivoluzionaria? Poi soggiunse. Noi francesi e belgi siamo pronti a rispondere al vostro appello ed agire con voi se la decisione sarà affermativa.» A quelle domande, ripetute parecchie volte, il tedesco Legien non rispose. Il Jouhaux e il Martens troncarono la conversazione convinti d’essere stati premeditatamente traditi dal proletariato tedesco.
[3]. La Seconda Rivolta fu, in massima parte, opera di Ernesto Everhard, quantunque egli abbia collaborato, naturalmente, con i dirigenti il movimento socialista europeo. L’arresto e la segreta esecuzione di Everhard costituirono l’avvenimento saliente della primavera del 1932. Ma egli aveva preparato così minuziosamente quella sommossa, che i suoi compagni cospiratori poterono agire secondo i suoi disegni, senza confusione o indugio. Fu dopo l’esecuzione di Everhard, che la vedova si ritirò a Wake Robin Lodge, piccola casa sulle colline della Sonoma, in California.
[4]. Allusione evidente alla prima rivolta, quella della Comune di Chicago.
[5]. Senza smentire Avis Everhard, si può osservare che Everhard fu semplicemente uno dei capi numerosi ed abili che concepirono la Seconda Rivolta. Oggi, a distanza di secoli, possiamo affermare che quel movimento, anche se si fosse sviluppato, sarebbe ugualmente fallito.
[6]. La Seconda Rivolta fu veramente internazionale. Era un disegno troppo vasto per essere elaborato da un solo uomo. In tutte le oligarchie del mondo, i lavoratori erano pronti a sollevarsi al segnale convenuto. La Germania, l’Italia, la Francia e tutta l’Australia erano paesi di lavoratori, Stati socialisti, pronti ad aiutare la rivoluzione degli altri paesi. E lo fecero. Per questo, soffocata la Seconda Rivolta, furono anch’essi soffocati dalla lega mondiale delle oligarchie, e i loro governi socialisti sostituiti da governi oligarchici.
[7]. John Cunningham, padre di Avis Everhard, era professore dell’Università di Stato di Berkeley, in California. S’era specializzato nello studio delle scienze fisiche, ma faceva molte altre ricerche originali, ed era ritenuto uno scienziato di molto valore. I suoi contributi alla scienza furono: gli «Studî sull’Elettrone» e, soprattutto, la sua opera gigantesca intitolata: «Identità della Materia e dell’Energia», in cui ha stabilito, senza contestazione possibile, che l’unità ultima dalla materia e l’unità ultima della forza sono la stessa cosa.
Prima di lui quest’idea era stata intravista, ma non dimostrata da Sir Oliver Lodge e da altri studiosi nel nuovo campo della radioattività.