— Può darsi che sia un dollaro, questo, ma un dollaro falso, — fece lei. — Non vedete che tutto ciò è umiliante? Io voglio che l’uomo che amo e che stimo sia qualcosa di più d’un facitore di versi burleschi e stupidi.

— Volete che rassomigli al... signor Butler, per esempio?

— So che il signor Butler non vi è simpatico, — disse lei, ma egli l’interruppe.

— No, no: tutt’altro! Solo, non approvo la sua indigestione. Ma, quanto a me, non capisco perchè non dovrei fare dei versi umoristici o degl’indovinelli, anzichè scrivere a macchina, copiare o far di conto, ottenendo, in fondo, la stessa cosa. Voi partite dal principio che bisogna che cominci assolutamente coll’allineare delle cifre, per diventare poi un bravo notaio o un uomo d’affari. Io voglio cominciare in una forma di basso giornalismo per diventare poi un bravo scrittore.

— C’è una differenza, — obbiettò Ruth.

— Quale?

— Dio mio... voi non potete vendere la vostra buona letteratura, quella che considerate buona. Avete tentato, non è vero? ma nessun editore ne vuole.

— Datemi del tempo, cara, — pregò egli. — Questo giornalismo non è che un mezzo, che non prendo per nulla sul serio. Datemi due anni. Allora sarò riuscito, e gli editori saranno felici di prendere delle buone opere. So quel che dico: ho fede in me; so quello di cui sono capace, e so quanto vale la letteratura attuale; conosco a memoria tutta quella prosa rancida che una quantità enorme di gente pretenziosa e fallita ponza tutti i giorni; e so che in due anni sarò sulla strada del buon successo. Quanto agli affari, non riuscirò mai, non avendo nessuna passione per essi. Comunque, non mi adatterò mai a farne. Non potrei diventar altro che commesso di notaio, e che faremmo, Dio buono, dei miseri proventi d’un commesso?...

Io voglio che siate circondata di quanto v’è di meglio e di più bello, in seguito. E l’otterrò, otterrò tutto. A confronto dei guadagni d’un autore alla moda, quelli del signor Butler sono insignificanti. Un autore alla moda guadagna facilmente dalle duecentomila alle trecentomila lire l’anno, sia l’annata buona o cattiva, lo sapete?

Lei non rispose nulla; giacchè, evidentemente, non approvava.