— Le sarei rimasto grato in eterno, se avesse spento la fiamma! — disse lui.
— Ho i nervi scoperti, in questo momento, — disse Martin, scusandosi. — Spero che non le abbia fatto male! Aspetti! preparo un altro «toddy«.
— Ah, giovane Ercole! — proseguì Brissenden. — Io mi domando se lei è cosciente della sua forza fisica! Lei ha una diavola di forza, lioncello mio! Soltanto, disgraziatamente... lei sconterà questa bella forza.
— Che intende dire? — domandò Martin con curiosità, porgendogli un bicchiere pieno. — Su, mandi giù questo, per cortesia.
— A causa... — Brissenden inghiottì il suo «toddy», con una smorfia di soddisfazione, — a causa delle donne, che la tormenteranno sino alla morte, come l’hanno già tormentato, se non m’inganno grossolanamente. — No, è inutile strozzarmi; dirò quello che debbo dire. Certo è che questo è il primo capriccio, ma per amor della Bellezza, scelga meglio, la prossima volta! Che diavolo vuol farsene lei di una borghesuccia? Lasci stare, dunque: si scelga qualche bella creatura di fiamma e di voluttà, che rida della vita, che si beffi della morte, innamorata dell’amore. Essa l’amerà come uno qualunque di questi gracili prodotti delle serre calde della borghesia.
— Gracili? — protestò Martin.
— Proprio: gracili e timorosi, timorosi davanti alla vita e confitti nella piccola morale meschina inculcata loro da gente confitta nelle meschinità. Esse l’ameranno, Martin, ma ameranno soprattutto la loro piccola morale. A lei occorre il magnifico abbandono di se stesso, una grande anima libera, una farfalla splendida, e non la piccola tignuola grigia. Oh! lei si stancherà molto presto, d’altra parte, di queste puerilità femminili, se avrà la disgrazia di vivere; ma lei non vivrà; lei non ritornerà alle sue navi e al suo mare, ma si trascinerà per le città putride, sino al momento in cui sarà rôso dal disgusto, e allora morrà.
— Mi biasimi sinchè vuole, — fece Martin, — ma non mi farà mutare idea. In fondo, lei giudica a seconda del suo temperamento, e io giudico secondo il mio, che è diverso.
Infatti, le loro idee sull’amore, sulle riviste, su molte altre cose erano diverse, ma essi si piacevano l’un l’altro; e Martin provava una profonda simpatia pel suo nuovo amico.
Si videro ogni giorno; tutti i giorni Brissenden andava a passare un’ora nella cameretta ingombra. Egli portava regolarmente il suo quarto di whisky, e quando pranzavano insieme, beveva dello «Scotch and Soda» durante il pasto. Era sempre lui che pagava, e per mezzo di lui Martin conobbe tutte le raffinatezze del cibo, e per la prima volta bevve dello Champagne e del vino del Reno.