E qui, indietreggiò, per osservare meglio Martin, e con uno sguardo intenerito percorse il misero vestito, i cui calzoni, però, serbavano la piega, per merito dei ferri di Martin.
— Però le confesso che me lo immaginavo molto più vecchio. Il suo articolo rivelava tanto vigore, tanta profondità, tale maturità, un tale respiro!... Un capolavoro, quel racconto! Già al sesto rigo m’ero fissato. Le racconterò come l’ho detto. Ma no, venga qui, che le presento prima di tutto la redazione.
Così parlando, il signor Ford lo condusse in un altro studio dove lo presentò al suo socio, signor White, piccolo uomo mingherlino dalle basette setolose e brizzolate che pareva tremare come per un freddo continuo.
— È il signor Ends, signor Eden. Il signor Ends è nostro gerente.
Martin strinse la mano d’un uomo calvo, dall’occhio vivace, dal viso apparentemente giovanile, almeno quel tanto che si vedeva, giacchè era quasi tutto nascosto da una barba come neve, pettinata con cura, dalla mano della signora Ends, tutte le domeniche.
I tre uomini circondarono Martin, parlando tutti insieme e nel modo più ammirativo, così ch’egli si domandò se tutto ciò non fosse il risultato d’una scommessa.
— Noi ci siamo domandati perchè lei non venisse, — diceva il signor White.
— Non avevo i soldi pel tranvai, e abito dall’altra parte del golfo, — rispose Martin, deciso a mostrare il suo urgente bisogno di danaro. Certamente, si disse, questi cenci gloriosi sono un’indicazione abbastanza eloquente!
Di tanto in tanto, appena l’occasione si presentava, egli accennava allo scopo della visita; ma i suoi ammiratori facevano l’orecchio sordo. Gli cantavano le lodi, gli raccontavano ciò che avevano pensato del suo racconto, a prima vista, poi ciò che le loro mogli e i loro parenti ne avevano pensato, ma non manifestavano neppure la minima intenzione di esprimere la loro ammirazione in modo più rimunerativo.
— Le ho detto come ho letto la sua novella la prima volta? — disse il signor Ford. — Ma no, naturalmente. Ebbene! tornavo da New-York e, quando il diretto si fermò a Agden, il groom corse a portarmi l’ultimo numero della Transcontinental.