Nello stesso tempo Jimmy fece una piroetta su se stesso, e i viaggiatori lo videro che assestava un pugno sulla faccia d’un uomo che tentava di salire sulla vettura. E da ogni parte calarono pugni sulle facce. Era la banda di Jimmy, che, proteggendo l’accesso al tranvai, riceveva l’assalto della banda nemica. Poi il tranvai partì velocemente, scampanellando con grande fracasso, abbandonando i combattenti; e i viaggiatori, stupiti, non indovinarono mai che il tranquillo giovanotto e la graziosa operaia seduti in un cantuccio, all’esterno, erano la causa di tutta quella confusione. Quella confusione aveva divertito Martin; gli aveva fatto risentire un po’ della febbre combattiva d’un tempo, che però venne subito meno, lasciando il posto a una grande tristezza, che l’oppresse. Egli si sentì ad un tratto più invecchiato, molto più invecchiato dei suoi incuranti compagni del passato. Egli s’era allontanato di troppo, per poter ritornare al loro modo di vivere, che un giorno era stato anche suo e ora gli dispiaceva. Tutto gli dava fastidio; era diventato un estraneo. Come la birra, che gli sembrava aspra, così anche la loro compagnia gli sembrava grossolana.

Egli s’era troppo evoluto; troppi libri aperti li separavano. Aveva fatto un viaggio così lungo nel paese dell’intelligenza, che non riusciva più a trovare la strada del ritorno. D’altra parte, il suo bisogno umano di avere dei compagni rimaneva insoddisfatto. Egli non aveva potuto formarsi un nuovo focolare. Come i suoi compagni d’una volta non potevano comprenderlo, e neppure la sua famiglia, nè la borghesia, così anche quella ragazza seduta accanto a lui e ch’egli stimava con tutto il cuore, era incapace di comprenderlo, di comprendere lui e il sentimento ch’egli nutriva per lei. Riflettendovi, la sua tristezza diventava piena d’amarezza.

— Rappaciatevi con lui, — consigliò a Lizzie, lasciandola davanti al casamento operaio dov’ella abitava, presso Sixth and Market.

Alludeva al giovanotto che aveva soppiantato, quel giorno.

— Non posso.... ora, — disse lei.

— Andiamo, su! — diss’egli allegramente. — Basta un fischio, ed egli tornerà di gran carriera.

— Non volevo dir questo, — fece lei con semplicità.

Ed egli comprese.

Sul punto di salutarla, lei si chinò su di lui — oh, senza civetteria, senza impudicizia, ma ardentemente, umilmente. Egli ne rimase commosso nel profondo del suo gran cuore indulgente. Cingendola con le braccia, egli la baciò sulla bocca, e il bacio che gli fu reso, fu certo il più sincero che un uomo abbia mai ricevuto.

— Dio mio! — singhiozzò lei. — Vorrei morire per voi! vorrei morire per voi!