— Ha trovato ciò che cercava? — gli domandò l’uomo del pulpito, quand’egli uscì.

— Sì, signore, — rispose. — Lei ha lì una bella biblioteca.

L’uomo fece un segno di assenso.

— Avremmo molto piacere di rivederla spesso. È marinaio lei?

— Sì, signore, sono marinaio, — rispose Martin. — Ritornerò.

— Come ha fatto a vederlo? — si domandò egli scendendo le scale.

E lungo la via, durante alcuni minuti, si sforzò di procedere con un’andatura rigida, compassata, goffa, sino al momento in cui, assorto nei suoi pensieri, egli riprese quel grazioso ondulamento che gli era solito.

CAPITOLO VI.

Una terribile irrequietezza nervosa, una vera fame dell’anima, tormentò Martin Eden. Egli aveva fame di vedere la giovane le cui mani delicate s’erano impadronite della sua vita, e non riusciva a trovare il coraggio di andarla a visitare. Temeva, andando da lei con troppa precipitazione, di compiere una grave infrazione a quella spaventevole cosa che si chiama etichetta. Egli passava lunghe ore nelle biblioteche di Oakland e di Berkeley, e riempiva le cedole di abbonamento per sè, per le sorelle Geltrude e Marianna, e per Jimmy, dai quali aveva ottenuto il consenso, con qualche bicchiere di birra. Con la provvista di libri che quattro cedole gli permettevano di portare a casa, egli consumava tanto gas nella sua povera cameretta, che il signor Higgingbotham gli fece pagare due franchi e cinquanta di supplemento.

Il cumulo di libri ch’egli lesse non gli servì ad altro che ad eccitare la sua impazienza; la pagina d’ogni volume gli schiudeva appena un minuscolo spiraglio del paradiso intellettuale, e l’appetito, stimolato dalla lettura, aumentava in proporzione. Poi, egli non sapeva da qual parte incominciare, e soffriva continuamente della mancanza di studî preparatorî. I più semplici riferimenti (evidentemente compresi da un lettore qualunque) gli sfuggivano. Lo stesso accadde per la poesia ch’egli adorava. Lesse il libro di Swinburne prestatogli da Ruth, ne lesse altri, capì Dolores da cima a fondo, ma sentenziò, in cuor suo, che Ruth non poteva capirlo! Come l’avrebbe potuto, vivendo una vita così raffinata? Gli capitarono, per caso, alcuni poemi di Kipling, il cui ritmo, slancio, estro, che trasformavano le minime cose, i cui particolari più familiari, lo entusiasmavano. La comprensione di quell’uomo, la sua psicologìa così evidente e netta lo stupivano. «Psicologìa» era una nuova parola nel vocabolario di Martin. Il quale aveva comperato un dizionario, facendo così una breccia alquanto grave nei suoi risparmi, e anticipando la data dell’imbarco. Inoltre, ciò irritava il signor Higgingbotham, che avrebbe preferito che quel denaro andasse a lui.