A poco a poco, gli scontri di questo genere divennero più rari; i soci rimanevano scoraggiati dal fatto che non era possibile trovare un campione di forza uguale da opporre a Zanna Bianca.

Beauty-Smith era costretto a contrapporgli dei lupi, che egli si procurava: questi lupi venivano catturati dagli indiani per mezzo di trappole; ed era tale l’attrattiva d’uno di quei duelli da richiamare una gran folla di spettatori.

Si giunse al punto di presentargli una grossa femmina di lince, e questa volta egli dovette lottare per difendere la propria vita.

La lince gli era pari per sveltezza e ferocia; senonchè, mentre Zanna Bianca era armato solo delle sue zanne, la lince lottava con tutta la forza delle sue quattro zampe e con i suoi denti aguzzi.

Pure, Zanna Bianca finì col rimanere vincitore e i combattimenti cessarono, sino a nuovo avviso, giacchè egli, ormai, aveva vinto tutte le specie di avversarî.

Ridiventò dunque, un semplice fenomeno esposto al pubblico. La cosa durò sino alla primavera, allorchè arrivò nel paese un tale detto Tim Keenan, tenitore di gioco; il quale conduceva con sè il primo bull-dog che fosse stato mai visto nel Klondike.

Che il cane e Zanna Bianca dovessero trovarsi a faccia a faccia in singolare combattimento, era inevitabile; durante una settimana la lotta che si preparava fu oggetto di tutte le conversazioni, tra la gente caratteristica che frequentava certi quartieri della Città.

XVIII. LA MORTE ADDOSSO.

Quando l’ora dell’incontro fu giunta, Beauty-Smith staccò la catena che tratteneva Zanna Bianca, e si ritrasse indietro. Zanna Bianca, questa volta non mosse immediatamente all’attacco: ma rimase immobile con le orecchie puntate avanti, vigile e curioso, a osservare lo strano animale, che gli stava davanti.

Egli non aveva mai visto un cane di quella fatta. Tim Keenan aizzò il bull-dog, sussurrandogli: «Dài!».