Le sue orecchie erano come sottili nastri, squarciate da centinaia di ferite; il muso, anch’esso tagliuzzato, sanguinava.

Ogni tanto Zanna Bianca si sforzava di rovesciarlo a terra, con le zampe in aria, gettandoglisi addosso; ma poichè la spalla del lupacchiotto era più alta di quella del cane, il tentativo non riusciva.

A un tratto, ostinandosi a ripeterlo, in uno slancio più violento, passò al disopra del corpo di Cherokee, e per la prima volta, dacchè Zanna Bianca combatteva, fu visto perdere l’equilibrio; egli girò in aria per un secondo, si raddrizzò come un gatto, ma non fece in tempo a posarsi dritto sulle zampe, cadde di lato, e quando si raddrizzò, si sentì preso fortemente nella gola dalle zanne del bull-dog.

Ma il punto di presa non era giusto; era troppo basso, verso il petto, tenuto però saldamente. Zanna Bianca, con esasperazione frenetica, si sforzò di scuotere quei denti che lo attanagliavano, e il peso che gli si era attaccato al collo. Ora i suoi movimenti non erano liberi: gli pareva di essere stato preso da una tagliola, ed era tale la ribellione della sua natura, che sembrava che dovesse impazzire.

Egli sentì, ad un tratto, la paura della morte, una paura cieca e disperata.

Incominciò a rigirarsi intorno, a correre a destra e a sinistra, a dimenarsi, sia per persuadere se stesso d’essere ancor vivo, sia per tentare di staccare i cinquanta pounds che la sua gola trascinava.

Il bull-dog si limitava, si può dire, a difendere la sua presa; talvolta tentava di avere il sopravvento, scuotendo un po’, a sua volta, Zanna Bianca, il quale, subito dopo però, lo trascinava nuovamente e se lo trovava dietro, nel suo girotondo.

Cherokee seguiva, inconsciamente, il suo istinto, sapeva ch’era suo compito tener duro, e ne provava lievi sussulti di gioia; socchiudeva beatamente gli occhi e, senza irrigidirsi, si lasciava sballottare di qua e di là, con abbandono, indifferente alle scosse che riceveva.

Zanna Bianca si fermò soltanto allorchè si sentì estenuato; non poteva nulla contro l’avversario; mai gli era capitata un’avventura come quella. Egli si piegò sui garetti, sudante, sentendosi mancare il respiro.

Il bull-dog, senza allentare la stretta, tentò di rovesciarlo totalmente. Zanna Bianca resistè, ma sentì che le mascelle che lo attanagliavano, penetravano, per un impercettibile movimento di masticazione, più addentro, cercavano di giungere, con un paziente lavorìo, sino alla carne della gola.