Zanna Bianca emise un dolce brontolìo, poi, spinta bruscamente la testa, l’affondò fra le braccia e le costole del padrone, nascondendo la sua felicità e scodinzolando.
Ritornato l’amato padrone, Zanna Bianca riacquistò rapidamente la salute. Per due notti e due giorni egli non uscì dalla capanna; quando riapparve fuori, gli altri cani che avevano dimenticato la sua forza naturale, non ricordando che la debolezza ultima, si gettarono su di lui, ma sbaragliati in poco tempo, fuggirono urlando, e ritornarono la sera, a uno a uno, strisciando umilmente per manifestargli la loro sottomissione.
Parecchio tempo dopo, Scott e Matt erano, una notte, seduti l’uno di fronte all’altro, intenti a una partita a carte, delle solite, prima di coricarsi, quando udirono fuori un grand’urlo e dei ringhi selvaggi.
— Il lupo dà addosso a qualcuno! — fece Matt.
I due uomini presero un lume e si lanciarono. Trovarono un uomo disteso colle spalle sulla neve; egli teneva le braccia incrociate e se ne serviva per proteggersi la faccia e la gola; e la difesa era urgente perchè Zanna Bianca, in un accesso di folle rabbia, combatteva perfidamente e lanciava il suo attacco nei punti vulnerabili.
Dalla spalla al polso, le maniche erano lacerate, e la camicia di flanella turchina era ridotta come un cencio; dalle braccia stese, orribilmente squarciate, scorrevano fiotti di sangue.
Weedon Scott afferrò Zanna Bianca pel collo, e lo trascinò, mentre la bestia si dimenava come un ossesso. Intanto, mentre Matt aiutava l’uomo a rialzarsi, costui, abbassate le braccia, scoprì la ferocia bestiale di Beauty-Smith. Matt indietreggiò, come se avesse toccato un carbone ardente; Beauty-Smith con gli occhi abbagliati dalla luce della lampada, si guardò intorno, e scorgendo Zanna Bianca che Scott tentava di calmare, manifestò nuovi segni di terrore.
Matt, intanto, avendo scorto degli oggetti caduti sulla neve, li esaminò e riconobbe la catena d’acciaio e il grosso bastone. Li mostrò a Scott che scosse il capo in silenzio. Poi posò una mano sulla spalla di Beauty-Smith, tutto tremante, e gli fece fare una piroetta.
Neppure una parola fu scambiata.
Quando il dio dell’odio fu partito, il dio dell’amore accarezzò Zanna Bianca e gli parlò: