— Morto? — gridò l’uomo.

— Sì, è in una cassa... — rispose Enrico.

E liberò vivamente la spalla dalla mano di colui che l’interrogava.

Gli occhi, che lappolavano, si chiusero, il mento gli ricadde sul petto, e mentre i nuovi arrivati l’aiutavano a distendersi sulle coperte, il suo russare saliva già in alto nell’aria gelida.

Un rumore lontano rispose a quel russare; era l’urlo attenuato dalla distanza, della torma affamata dei lupi, che andavano in cerca d’altra carne, in cambio dell’uomo ch’era loro sfuggito.

IV. LA BATTAGLIA DELLE ZANNE.

La lupa aveva, prima delle altre bestie, udito il suono delle voci umane e gli abbaiamenti affannosi dei cani, attaccati alle slitte. Per prima essa era fuggita lontano dall’uomo rannicchiato nel cerchio di fiamme semispente. Gli altri lupi non riuscivano a rassegnarsi alla rinunzia di quella preda ormai ridotta alle loro brame, e, per qualche minuto rimasero ancora sul posto, ascoltando i rumori sospetti che s’avvicinavano. Finalmente, anch’essi ebbero paura e si lanciarono sulla traccia lasciata dalla lupa.

Un gran lupo grigio, uno dei capi soliti della torma, correva avanti e mugolava per avvertire i più giovani di non rompere la fila, distribuendo loro, quand’era necessario, dei colpi di zanna, quando essi tentavano di oltrepassarlo. Accelerò l’andatura per regolarsi sulla lupa che, ora, trotterellava tranquillamente sulla neve, e non tardò a raggiungerla.

Essa stessa gli si pose allato, come se quella fosse la sua posizione solita, e tutt’e due guidarono l’orda. Il gran lupo grigio, non brontolava nè ringhiava, quando, d’un balzo, essa si divertiva a oltrepassarlo un po’: sembrava, anzi, darle prova d’una benevolenza talmente viva, che tendeva ad accostarsi sempre più a lei, che però, brontolava e mostrava i denti. Talvolta si spingeva sino a mordergli duramente la spalla, ed egli non protestava: si limitava a fare un salto di lato, e, tenendosi discosto dall’irascibile compagna, seguitava a condurre la torma, con aria rigida e imbronciata, come un innamorato respinto.

Così scortata sul fianco destro, la lupa aveva dall’altro lato un vecchio lupo grigiastro e spelato, tutto segnato da cicatrici, ch’erano le stigmate di parecchie battaglie.