[547]. Andr. Naugerii orationes duae carminaque aliquot, Venet. 1530, in 4.º — I pochi Carmina trovansi anche per la maggior parte o completamente nelle Deliciae poetar. italor.

[548]. Per dare un'idea di ciò che Leone X si lasciava dire, basta citar la preghiera di Guido Postumo Silvestri a Cristo, a Maria ed ai Santi, affinchè volessero conservare ancor lungamente al bene dell'umanità questo nume, poichè il cielo ne ha già abbastanza. Ristampata da Roscoe, Leone X, ed. Bossi, v. 237.

[549]. Boccaccio, Vita di Dante, p. 36.

[550]. Il Sannazzaro si burla di uno, che lo importunava con tali falsificazioni: sint vera haec aliis, mï nova semper erunt.

[551]. Lettere de' principi, I, 88, 91.

[552]. Malipiero, Annali veneti, Arch. stor. VII, I, p. 508. Sulla fine, riferendosi al toro, come stemma dei Borgia, è detto:

Merge, Tyber, vitulos animosas ultor in undas;

Bos cadat inferno victima magna Jovi!

[553]. Intorno a questo affare veggasi Roscoe, Leone X, ediz. Bossi, VII, 211, VIII, 214 e segg. La collezione stampata, ora assai rara, di questi Goryciana dell'anno 1524 contiene soltanto le poesie latine. Vasari vide presso gli Agostiniani anche un libro speciale, dove si trovavano eziandio dei sonetti ecc. L'affiggere poesie era divenuta un'usanza così generale, che si dovette isolare il gruppo mediante un cancello, e perfino impedirne la vista. La trasformazione di Göritz in Corycius senex è tolta da un passo di Virgilio, Georg. IV, 127. La trista fine di quest'uomo, dopo il sacco di Roma, veggasi in Pierio Valeriano, De infelicitate literat.

[554]. Ristampato nelle appendici al Roscoe, Leone X, e nelle Deliciae. Cfr. Paul. Jov. Elogia, parlando di Arsillo. Inoltre, pel gran numero degli scrittori di epigrammi veggasi Lil. Greg. Gyraldus, l. c. Una delle penne più mordaci fu Marcantonio Casanova. — Fra i meno conosciuti merita di esser notato Giov. Tommaso Mosconi (v. le Deliciae).