[311]. Cfr. Keyssler, Neueste Reisen, p. 1016.

[312]. Plinio il Vecchio, come è noto, è oriundo di Verona.

[313]. Questo si riscontra anche nello scritto notevolissimo: De laudibus Papiae (Murat. X) del secolo XIV: molto orgoglio municipale, ma nessuna gloria speciale ancora.

[314]. De laudibus Patavii, presso Murat. XXIV, col 1151 e segg.

[315]. Nam et veteres nostri tales aut divos aut aeterna memoria dignos non immerito praedicabant. Quum virtus summa sanctitatis sit consocia et pari emantur praetio.

[316]. Nei Casus virorum illustrium del Boccaccio solo il nono ed ultimo libro abbracciano un tempo, che non è antico. Ugualmente ancor più tardi nei Commentari urbani di Raffaele da Volterra il solo vigesimo primo, che è il nono dell'antropologia: il vigesimo secondo e il vigesimo terzo parlano specialmente di Papi e imperatori. — Nell'opera De claris mulieribus dell'agostiniano Jacopo Bergomense (intorno al 1500) prevale l'antichità e ancor più la leggenda, ma poi seguono alcune preziose biografie di donne italiane. Presso lo Scardeonio, (De urb. patav. antiq. Graev. Thesaur. VI, III, col. 405 e segg.) vengono nominate soltanto donne celebri padovane: prima una leggenda del tempo delle invasioni barbariche: poi alcune scene tragiche delle lotte dei partiti nei secoli XIII e XIV; poi alcune ardite eroine, fondatrici di conventi, politicanti, medichesse, una madre di molti ed illustri figli, una letterata, una contadinella, che muore per salvare la sua innocenza, e per ultimo la bella e colta donna del secolo XIV, per la quale ognuno scrive poesie, nonchè la poetessa e la novellatrice. Un secolo più tardi, a tutte queste celebrità padovane si avrebbe potuto aggiungere la professoressa. — Le celebri donne di casa d'Este, nell'Ariosto, Orl. fur. XIII.

[317]. Viri illustres di B. Facio, pubbl. dal Mehus, una delle opere più importanti in questo genere, del secolo XV, che io disgraziatamente non potei consultare.

[318]. Un poeta latino del secolo XII, che col suo canto cerca l'elemosina di un vestito, si esprime in questo senso. V. Carmina Burana, p. 76.

[319]. Boccaccio, Opere volgari, vol. XVI, nel sonetto 13.º: Pallido, vinto ecc.

[320]. Fra gli altri presso Roscoe, Leone X, ed. Bossi, IV, p. 203.