[417]. Sisto IV, che alzò l'edifizio per la Vaticana e che l'accrebbe con molti acquisti, sciupò anche alcuni stipendi a pagare copisti dal latino, dal greco e dall'ebraico (librarios), v. Platina, Vita Sixti IV, p. 332.
[418]. Pierius Valerian. De infelicit. literat. parlando del Mongajo. — Intorno al Ramusio cfr. Sansovino, Venezia, fol. 250.
[419]. Specialmente nell'importante lettera dell'anno 1485 ad Ermolao Barbaro, presso Ang. Polit. epist. L. IX. — Cfr. Jo. Pici Oratio de hominis dignitate.
[420]. Come essi medesimi si giudicassero, appare da un passo del Poggio (De Avaritia, fol. 2), ove è detto, che solo coloro possono dire di essere vissuti, che scrissero dotti ed eloquenti libri latini o ne tradussero qualcuno dal greco in latino.
[421]. Libri, Histoire des sciences mathém. II, 159 e segg., 258 e seguenti.
[422]. Purgatorio XVIII, dove se ne trovano esempi non dubbi: Maria s'affretta al monte, Cesare alla Spagna; Maria è povera e Fabrizio disinteressato: — In questa occasione è da far notare l'introduzione cronologica delle Sibille nell'antica storia profana, quale fu tentata nel 1360 dall'Uberti nel suo «Dittamondo».
[423]. Poeta anche presso Dante (Vita nuova, p. 47) significa soltanto colui che scrive versi latini, mentre per chi scrive in italiano si usano le espressioni rimatore, dicitore per rima. Coll'andar del tempo però queste espressioni e queste idee finiscono col fondersi reciprocamente.
[424]. Anche il Petrarca al colmo della sua gloria ha dei momenti melanconici e si lagna che la sua cattiva stella lo abbia condannato a vivere i suoi ultimi anni in mezzo a furfanti (extremi fures). Nella finta lettera a Livio, Opera, p. 704 e segg.
[425]. Più strettamente si tiene il Boccaccio alla poesia propriamente detta nella sua lettera posteriore al Pizinga, nelle Opere volgari, vol. XVI. Ma anche qui egli non conosce altra poesia che quella dell'antichità, e ignora affatto i trovatori.
[426]. Boccaccio, Vita di Dante, p. 50: la quale (laurea) non scienza accresce, ma è dell'acquistata certissimo testimonio e ornamento.