[454]. De dictis etc. Alphonsi. Opera, p. 493. Egli trovava che era pulchrius, quam utile. Platina Vitae Pontiff. p. 310. — Per Sisto IV cfr. Jac. Volaterran. presso Murat. XXIII, col. 173, 186.
[455]. Piero Valeriano, De infelic. literat., parlando di Francesco Priuli, che scrisse sull'oroscopo di Leone X, e in tale occasione pubblicò molti segreti del Papa.
[456]. Ranke, R. Päpste, I, p. 247.
[457]. Vespasiano fiorent. p. 660, cfr. 341. — Ibid. p. 121 vien menzionato un altro Pagolo, quale matematico di corte ed astrologo di Federigo di Montefeltro, e, per una singolarità assai speciale, lo si dice tedesco di nazione.
[458]. Firmicus Maternus, Matheseos Libri VIII, sulla fine del libro secondo.
[459]. Presso il Bandello, III, Nov. 60 l'astrologo dì Alessandro Bentivoglio dichiara a Milano dinanzi ad una intera società la propria miseria.
[460]. Un simile accesso di risolutezza lo ebbe Lodovico il Moro, quando fece fare la croce con quella iscrizione, che trovasi ora nella cattedrale di Coira. Anche Sisto IV disse una volta, che voleva provare, se la predizione era vera.
[461]. Il padre di Piero Capponi, egli stesso astrologo, applicò il figlio al commercio, perchè non gli toccasse quella pericolosa ferita al capo, che gli era minacciata. Vita di P. Capponi, Arch. Stor. IV, II, 15. L'esempio tratto dalla vita del Cardano veggasi a pag. 82. — Il medico ed astrologo Pierleoni da Spoleto credeva di dover quandochessia annegarsi, quindi fuggiva l'acqua e ricusò splendidi posti in Padova ed in Venezia. Paul. Jov. Elogia literat.
[462]. Esempi tratti dalla vita di Lodovico il Moro da vedersi in Senarega, presso Murat. XXIV, col. 518, 524 e in Benedetto, presso Eccard, II, col. 1623. E tuttavia suo padre, il grande Francesco Sforza, avea disprezzato gli astrologi, e il suo avolo Giacomo per lo meno non s'era uniformato alle loro ammonizioni. Corio, fol. 221, 413.
[463]. Quest'opera è stata spesso stampata, ma io non ho mai potuto vederla. — Ciò che qui si riporta è desunto dagli Annal. Foroliv. presso Murat. XXII, col. 233 e segg. — Leon Battista Alberti cerca di spiritualizzare la ceremonia del getto dei fondamenti. Opere volgari, Tom. IV, p. 314, ovvero De re aedificat. L. I.