[444]. Leonis, Vita anonyma, presso Roscoe, ed. Bossi, XII, p. 153.

[445]. Bursellis, Ann. Bonon. presso Murat. XXIII, col. 909: monimentum hoc conditum a Johanne Bentivolo secundo Patriae rectore, cui virtus et fortuna cuncta quae optari possunt, affatim praestiterunt. Del resto non è ben chiaro, se questa iscrizione sia stata posta esteriormente e in modo da essere visibile a tutti, o, come quella riportata poco prima, incisa e nascosta in uno dei fondamenti. In quest'ultimo caso ci sarebbe sotto un'altra idea: la fortuna, per mezzo di quella iscrizione segreta, nota forse soltanto al cronista, doveva andar congiunta a quell'edifizio per virtù di magìa.

[446]. Quod ninium gentilitatis amatores essemus.

[447]. Mentre tuttavia l'arte figurativa distingueva almeno tra gli angeli e i putti, e negli argomenti serii si serviva anche di mezzi più serii. — Annal. Estens. presso Murat. XX, col. 468; dove l'amorino o il putto ingenuamente è detto: instar Cupidinis angelus.

[448]. Della Valle, Lettere sanesi. III, 18.

[449]. Macrob. Saturn. III, 9. Senza dubbio egli fece anche i gesti quivi ritualmente prescritti.

[450]. Monachus Paduanus, L. II, ap. Urstisius, Scriptores, I, p. 598, 599, 602, 607. — Anche l'ultimo dei Visconti (v. vol. I, pag. 51) aveva un gran numero di astrologi presso di sè. Cfr. il Decembrio, presso Murat. XX, col. 1017.

[451]. Per esempio, Firenze, dove fu per qualche tempo il già citato Bonatto. Cfr. anche Matteo Villani, XI, 3, dove evidentemente si allude ad un astrologo della città.

[452]. Libri, Hist. des scienc. mathémat. II, 52, 193. In Bologna pare che questa cattedra figuri già sin dal 1125. — Cfr. il prospetto dei professori di Pavia nel Corio, fol. 290. — Una simile cattedra nella Sapienza romana sotto Leone X è nominata da Roscoe, Leone X. ed. Bossi, V, pag. 283.

[453]. Ancora intorno al 1260 papa Alessandro IV obbliga un cardinale e modesto astrologo, il Bianco, a far predizioni politiche. Giov. Villani, VI, 81.