[434]. Animum meum seu animam, differenza, colla quale allora la filologia si compiaceva di mettere in qualche imbarazzo la teologia.

[435]. Platina, Vitae Pontiff. p. 311, christianam fidem, si miraculis non esset approbata, honestate sua recipi debuisse.

[436]. Specialmente quando i monaci dal pergamo ne inventavano sempre di nuove. Del resto anche quelle da lungo accettate non andavano esenti da osservazioni. Il Firenzuola (Opere, vol. II, p. 208, Nov. 10) si fa beffe dei francescani di Novara, che con danaro maliziosamente estorto vogliono costruire una cappella nella loro chiesa, dove fosse dipinta quella bella storia, quando san Francesco predicava agli uccelli nel deserto, e quando ei fece la santa zuppa, e che l'agnolo Gabriello gli portò i zoccoli.

[437]. Qualche cosa su lui si ha in Bapt. Mantuan. De patientia, L. III c. 13.

[438]. Bursellis, Annal. Bonon, presso Murat. XXIII, col. 915.

[439]. Quant'oltre andassero talvolta i discorsi maligni, fu mostrato con esempi, che parlano da sè, da Gieseler, Storia della Chiesa, II, IV, c. 154, nota.

[440]. Jov. Pontan. De fortuna. La sua specie di Teodicea, II, p. 286.

[441]. Aen. Sylvii, Opera, p. 611.

[442]. Poggius, De miseriis humanae conditionis.

[443]. Caracciolo, De varietate fortunae, presso Murat. XXII, uno degli scrittori più notevoli di quel tempo, che del resto non ne è scarso. Cfr. a pag. 78. — La Fortuna nelle processioni festive v. pag. 201 e nota.