[474]. Bapt. Mantuan. De patientia, L. III, cap. 12.

[475]. Giov. Villani, X, 39, 46. Vi contribuirono anche altre cause, e fra queste l'invidia dei colleghi. — Anche Bonatto aveva insegnato qualche cosa di simile, rappresentando, ad esempio, i miracoli dell'amor divino in S. Francesco come effetti prodotti dall'influsso del pianeta Marte. Cfr. Joh. Picus, Advers. astrol. II, 5.

[476]. Sono quelli dipinti dal Miretto al principio del secolo XV; secondo lo Scardeonio essi erano destinati ad indicandum nascentium naturas per gradus et numeros, principio più popolare di quello che noi oggi immaginiamo. Era un'astrologia à la portée de tout le monde.

[477]. Dell'Astrologia egli scrive (Orationes, fol. 35, in nuptias): haec efficit ut homines parum a Diis distare videantur. — Un altro entusiasta del medesimo tempo è Joh. Garzeonius, De dignitate urbis Bononiae, (Murat. XXI, col. 1163).

[478]. Petrarca, Epp. seniles. III, I, (p. 765), e in altri luoghi citati. La lettera cui si allude, è diretta al Boccaccio, che sembra aver pensato ugualmente.

[479]. Franco Sacchetti nella Novella 151 mette in ridicolo le loro dottrine.

[480]. Giov. Villani, III, I, X, 39.

[481]. Giov. Villani, XI, 2, XII, 4.

[482]. Anche l'autore degli Annales Placentini, (Murat. XX, col. 931), quell'Alberto da Ripalta menzionato a pag. 320 del voi. I, si associa a questa polemica. Ma il passo è notevole sotto un altro punto di vista, cioè perchè contiene le opinioni di quel tempo sulle nove comete allor conosciute e chiamate ciascuna con un nome. — Cfr. Giov. Villani, XI, 67.

[483]. Paul. Jov. Vita Leonis X, L. III, dove anche in Leone stesso è visibile una credenza almeno nei pronostici.