[138]. Presso la nobiltà piemontese l'abitare nei castelli delle campagne pareva una singolare eccezione. Bandello, Parte II, Nov. 12.
[139]. Ciò molto tempo prima dell'invenzione della stampa. Una moltitudine di manoscritti, e dei migliori, erano di amanuensi fiorentini. Senza il bruciamento delle vanità promosso dal Savonarola, ne avremmo molti di più ancora oggidì. Cfr. p. 268.
[140]. Dante, De Monarchia, L. II, c. 3.
[141]. Paradiso, XVI, in principio.
[142]. Convito; quasi l'intero Trattato, IV, e parecchi altri luoghi.
[143]. Poggii Opera, Dial. De nobilitate.
[144]. Lo stesso disprezzo della nobiltà del sangue s'incontra poscia assai di frequente negli umanisti. Cfr. i passi più risentiti in Aen. Sylv. Opera, p. 84 (Hist. Bohem. c. 2), e 640 (Storia di Lucrezia e di Eurialo).
[145]. Principalmente nella capitale. Cfr. Bandello, Parte II, Nov. 7. Jov. Pontan. Antonius (dove lo scadimento morale dell'aristocrazia si fa cominciare dalla venuta degli Aragonesi).
[146]. In Italia almeno era cosa universalmente ammessa, che chi aveva considerevoli rendite fondiarie, non si trovava per nulla al di sotto dell'aristocrazia.
[147]. Per formarsi una giusta idea di ciò che era la nobiltà nell'Alta Italia, riesce utilissimo il Bandello colle sue frequenti polemiche contro i matrimoni male assortiti. Parte I, Nov. 4, 26. Parte III, 60, IV, 8. — Un nobile milanese che esercita la mercatura, è una eccezione. Parte III, Nov. 37. — Come i nobili lombardi prendessero parte ai giuochi dei contadini v. sopra pag. 106, nota.