[274]. V. vol. I, pag. 292. Cfr. ibid., pag. 16 nota. Triumphus Alphons, come appendice ai Dicta et facta del Panormita. — Un certo timore di un eccessivo lusso trionfale scorgesi nei valorosi Comneni. Cfr. Cinnamus, I, 5, VI, 1.
[275]. È una delle ingenuità dell'epoca del Rinascimento di aver assegnato un tal posto alla Fortuna. Nell'ingresso di Massimiliano Sforza in Milano (1512) essa stava, come figura principale, in cima ad un arco trionfale sopra la Fama, la Speranza, l'Audacia, e la Penitenza, tutte rappresentate da persone vive. Cfr. Prato, Arch. Stor. III, p. 305.
[276]. L'ingresso di Borso d'Este in Reggio, già menzionato (pagina 196), mostra quale impressione avesse fatto in tutta Italia quello di Alfonso a Napoli.
[277]. Prato, Arch. Stor. III, p. 260.
[278]. I suoi tre capitoli in terzine, v. Anecd. litt. IV, p. 561 e segg.
[279]. Anche nelle mense non è raro il caso di vedervi dei gruppi di figure rappresentanti tali soggetti, certo come ricordi di mascherate eseguite. I grandi si abituarono assai presto alla pompa degli equipaggi in ogni occasione solenne. Annibale Bentivoglio, primogenito del signore di Bologna, ritorna dai soliti esercizi dell'armi al suo palazzo tutto armato cum triumpho more romano. Bursellis, l. c. col. 909, ad a. 1490.
[280]. Nei solenni funerali di Malatesta Baglioni, avvelenato a Perugia nel 1437 (Graziani, Arch. Stor. XVI, 1, p. 413), si ricordano quasi le pompe funerarie dell'antica Etruria. Tuttavia i cavalieri vestiti a lutto e molti altri usi appartengono alla nobiltà d'occidente. Si veggano, ad esempio, le esequie di Bertrando Duguesclin presso Juvénal des Ursins ad a. 1389. — Cfr. anche Graziani l. c. p. 360.
[281]. Vasari, IX, p. 218, Vita di Granacci.
[282]. Mich. Gannesius, Vita Pauli II presso Murat. III, II, col. 118 e segg.
[283]. Tommasi, Vita di Cesare Borgia, p. 251.