Un'ora prima che l'udienza cominciasse, la gente era entrata nella sala.
Alcuni venditori del Mercato avevano persino chiuso le botteghe per assistere all'interrogatorio di Nello, che doveva esser fatto dopo la lettura della relazione.
Uomini e donne erano lì pigiati e si alzavano in punta di piedi, e quelli rimasti indietro cercavano spingersi innanzi a furia di gomiti e d'imprecazioni. I due birri, che stavano di guardia alla porta della sala, ogni tanto facevano cenni con le mani, prima che cominciasse l'udienza, e il silenzio a un tratto si ristabiliva.
Poco dopo le vociferazioni, le esclamazioni d'impazienza ripigliavano, e i birri, chiamandoli per nome, minacciavano di far uscire i più rumorosi.
Due consiglieri di Stato, alcuni magistrati della Consulta, un segretario del ministro inglese, alcuni ragguardevoli personaggi dell'aristocrazia erano seduti nel posto riservato agli attuarii, e ai giovani avvocati.
Ogni tanto essi si volgevano indietro, come disgustati per gli acri odori che emanavano dalla folla dei mercatìni.
Nello aveva fatto atto di buttarsi a sedere, ma Lucertolo, afferratolo per un braccio, glielo aveva impedito.
—Devi stare alzato!—gli mormorò, digrignando i denti,—finchè il presidente non ti dica di sederti.
L'auditore Pantellini era occupato a mettere in ordine le pagine della sua relazione.
Il presidente richiese il cancelliere di adempiere alle solite formalità, e quindi, rivoltosi all'auditore Pantellini che gli sedeva a destra: