—Signor auditore!—gli disse a bassa voce,—può leggere la sua relazione!

Il pubblico s'impazientiva di non veder Nello.

Lucertolo, Zampa di Ferro, il Matto, Vendifumo, il birro più agghindato e più elegante della città, ritti e vigilanti attorno all'inquisito, ne toglievano la vista agli astanti.

L'auditore Pantellini cominciò a leggere con voce dura, e ogni tanto accompagnava la lettura con un gesto minaccioso e vibrato.

Il delitto del Vicolo della Luna era esaminato in tutti i suoi particolari.

L'auditore parlava della stanza misteriosa, della constatazione della ferita, dei precedenti di Nello.

Spesso il nome di un mercatìno, citato come testimone, pronunziato dal giudice in mezzo alla sua relazione, faceva scorrere un brivido, un sommesso mormorìo nella folla accalcata di là dal cancello.

La relazione, che leggeva l'auditore Pantellini, era imparziale, ma da essa la colpabilità di Nello risultava chiara, quasi indiscutibile.

I deposti di alcuni testimoni erano molto gravi: tutti i più piccoli precedenti del povero ragazzo presentati nel modo più odioso.

Esclamazioni di orrore si udirono nella sala, quando il giudice cominciò a parlare delle condizioni in cui era stato trovato il corpo del ferito in mezzo a una gora di sangue nella Piazza della Luna.