—Avete notizie di sua sorella Lina? dov'è, dov'è andata?… e con chi, partendo da Firenze?

—Lei è un genio!—disse Lucertolo, alzandosi e portandosi alle labbra la mano destra dell'avvocato. Un lampo d'immensa luce aveva ora rischiarato la sua mente.—Se sapesse quante, quante cose io vedo in questo momento!

Lucertolo uscì poco dopo dallo studio dell'avvocato, tutto baldanzoso.

Ma al solerte agente i fatti preparavano le più amare delusioni!

VII.

L'anno 1831 finì, senza che Lucertolo avesse ottenuto alcun notevole trionfo nelle sue ricerche.

Nella prima settimana del gennaio 1832, pochi giorni dopo il colloquio fra il birro e l'avvocato, la I. e R. Consulta rigettava unanime la domanda di revisione del processo di Nello.

Egli dunque doveva partire per il luogo di pena a lui destinato.

Lo stolido, sin dal giorno in cui il cancelliere gli aveva letto la sentenza della Rota, che lo condannava, era caduto in un grande abbattimento; passava le giornate sdraiato in terra nella prigione, alzando appena la testa quando qualcuno entrava, rispondendo di rado alle domande che gli erano volte, e soltanto dando in risposta parole sconnesse e insensate.

Gli rimaneva a subire la dolorosa prova della gogna.