La gente si alzava in piedi, le signore si spenzolavano dai palchi; conturbate, esterrefatte.

In alcuni palchi del terz'ordine si vedevano spettatori, che gesticolavano in modo furibondo.

—Fermi tutti—gridò una voce robusta—si tratta di un suicidio!

Da un palco del terz'ordine veniva già una gora di sangue, che aveva spruzzato gli abiti, il volto di signore, che si trovavano nei palchi sottoposti.

Il sangue cadeva nella platea, sotto que' palchi, e la gente, essendosi ritirata per raccapriccio, da quel punto si scorgevano sul pavimento le goccie rosse.

XIII.

I primi ad entrar nel palco, dal quale cadeva la pioggia di sangue, videro un uomo con la testa tutta sfracellata, appoggiata al davanzale del palco e il cui corpo si era ripiegato nell'angustia dello spazio, cadendo, dopo la spaventevole ferita.

Le persone entrate proferivano grida di orrore.

Sulla parete del palco, in faccia alla scena, e alla quale l'uomo era appoggiato nel momento in cui aveva attentato alla sua vita, sulla parete si vedevano schizzati e rappresi piccoli frammenti di cervello.

Il sangue usciva dalle labbra dell'infelice, e gli bruttava le vesti.