Il dramma d'amore, cominciato pochi anni innanzi in Piazza degli
Amieri aveva un ben orrido fine.

A poca distanza l'uno dall'altro erano il cadavere di Carlo Tittoli, il corpo affralito, scosso da terribili convulsioni, di Antonietta.

Il Commissario della polizia austriaca accompagnato da un medico, seguito da varii suoi agenti, salì al palco, e mostrando i segni del suo grado, con le ripetute intimazioni, riuscì a farsi luogo fra la folla.

La identità del Tittoli fu facilmente e presto riconosciuta, mediante le carte che egli aveva indosso.

Nella sala continuavano le grida, la effervescenza.

Il Commissario intimò ad uno de' suoi agenti di recarsi sul palcoscenico, e tornar subito a riferirgli quello che avesse veduto.

Tutti gl'impiegati della polizia, presenti in teatro, in un momento furono nel palco.

L'agente mandato sulla scena tornò immantinente e conferì col
Commissario.

—Ho capito!—egli disse, dopo averlo ascoltato.

Si rivolse ad altri agenti, e scambiò con essi in furia alcune parole.