Essa ricordava il consiglio, che le aveva dato di farsi artista, di trar partito dalle lezioni del Brinda, gli aiuti che le aveva procurato per esordire nella sua carriera.
Ed egli moriva proprio nel momento in cui era salita a quella gloria, a quei trionfi, che egli aveva affettuosamente vagheggiato, sognato per lei, che le aveva predetto nel suo entusiasmo verso di essa.
Già il cielo era soffuso dai primi chiarori dell'aurora.
Quando, ad un tratto, Roberto Gandi vide avvicinarsi due donne. Due donne in strada, e a quell'ora! il fatto era tale da sorprendere, ma incontanente ebbe riconosciuto Lina e Antonietta.
Si diresse verso di esse. Antonietta, ravvisatolo, fu piena di confusione.
XVI.
—Fuori… a quest'ora?—le domandò il Gandi.—E di dove vieni?
—Abbiamo passeggiato un poco… sentivo soffocarmi… non potevo dormire!—rispose Antonietta, che non aveva mai detto una menzogna al suo amante, e alla quale il sotterfugio, il primo che adoperasse con lui, spiaceva talmente, che essa tremava e balbettava.
Roberto aveva tanto rispetto, tanta fiducia, tanta passione per
Antonietta, che non osò ripetere.
Si mise a camminare accanto a lei, a capo chino, molto sconfortato da quella risposta.