«Straordinaria fu pure in questa festa la profusione dei rinfreschi, e la squisitezza del buffet. Destava particolarmente meraviglia la tavola del pel ricco vasellame, ond'era munita e adorna.

«Si calcola che concorressero a questa festa più di 700 persone. La bella società non si sciolse fino alle ore 6 del mattino, quando sulla terrazza fu imbandito un lautissimo déjuné, a cui vennero invitate tutte le dame e i cavalieri ancora rimasti, e che di sì grandiosa festa fu il degno compimento.

La sera del 29 il teatro della Pergola si apriva a benefizio della Pia Casa di Lavoro con il gran ballo Anna Erizzo, composto e diretto dal signor Monticini: ballo nel quale—scrive un critico del tempo—«pel carattere come per la ricchezza, il vestiario rammentava (non è adulazione) l'Oriente.»

Alcune settimane innanzi era stata solennizzata nella Pia Casa di
Lavoro la festa di San Ferdinando.

«Il concorso di ogni ceto di persone—scrive un cronista—ammesso a forma del costume nell'interno dello stabilimento fu in quest'anno maggiore del consueto e continuò fino all'ora permessa.

«Oltre alla pulitezza del locale e al buon'ordine che vi si ammira costantemente, meritarono osservazione le manifatture che si eseguiscono nel luogo e in special modo quella dei tappeti e dei berretti alla levantina.

«Ebbervi luogo le consuete sacre funzioni nella chiesa dove si distribuirono ai reclusi che ne erano meritevoli i soliti premi, ed alle fanciulle le dieci doti concesse annualmente dalla sovrana munificenza.»

Storia di cinquant'anni fa che, in certe cose, par storia di ieri!

XXV

Siamo nello Spedale dei Pazzi, detto di Bonifazio.