L'avvocato Arzellini si accostò, anch'egli meravigliato, al suo cliente.

Ma già Lucertolo aveva steso una mano e sbarrato la bocca al mentecatto.

Nessuno capiva la vera ragione di quel canto improvviso.

Neppure uno tra coloro, che si trovavano nella sala, dubitò di attribuire a impostura, a raffinata simulazione, quell'atto di demenza del disgraziato.

—Impostore!

—Ipocrita!

—Birbante!

—Assassino!

Così il pubblico, e i birri, eccettuato Lucertolo, salutavano Nello.

L'eccitazione era immensa.